NOCERINA-LECCE 0-3. DA ZERO A DIECI: Danti e Ficarrotta non si arrendono. Giornataccia per Sabbione

NOCERINA-LECCE 0-3. DA ZERO A DIECI: Danti e Ficarrotta non si arrendono. Giornataccia per Sabbione

La Nocerina, dopo tre risultati utili di fila, riassapora l’acre sapore della sconfitta contro il Lecce, nel recupero della gara non disputata venticinque giorni fa. Buona la prima frazione disputata dai ragazzi di Fontana, con il rigore realizzato alla scadere da Bogliacino che arriva come un fulmine a ciel sereno. La derivante inferiorità numerica, che va a sommarsi al raddoppio subito ad inizio ripresa, pone di fatto prematuramente fine alla gara…da Zero a Dieci.

ZERO come i palloni toccati dall’appena subentrato attaccante leccese Beretta, prima di eludere l’intervento del disastroso Sabbione odierno e girare un perfetto pallonetto alle spalle di un Esposito forse troppo fuori dai pali per il definitivo 0-3 di giornata. Per lui prima rete in campionato.

UNO come i tiri in porta del Lecce prima del vantaggio arrivato allo scadere della prima frazione di gioco. L’incombenza tocca a Bogliacino, che al minuto 39 gira di testa un comodo pallone tra le mani di Russo. Sarà poi lui a sparare sotto l’incrocio il rigore dello 0-1 al 45’. Prima di allora una Nocerina brava a pressare a tutto campo, ripartendo spesso con costrutto creando più di un’occasione, ed un Lecce in chiara difficoltà nel tessere trame di gioco lineari.

DUE i calciatori espulsi quest’oggi dal confusionario arbitro Marini di Roma. Se in occasione del rigore concesso per fallo su Doumbia sembra forse esagerata l’espulsione di Russo, lo è ancor di più il cartellino rosso sventolato sotto gli occhi di un incredulo Salvi per un intervento nei pressi della linea laterale, oltre a sapere tanto di compensazione. Nel mezzo una direzione di gara piena di evidenti sbavature.

TRE gli errori grossolani commessi oggi da Alessio Sabbione, finora quasi sempre discreto centrocampista riciclato per emergenza centrale difensivo. Sul primo gol lancia praticamente in porta Zigoni e Doumbia; ad inizio ripresa chiude in ritardo su Zigoni libero di raddoppiare e ad un quarto d’ora dal termine lascia via libera a Beretta bravissimo poi ad insaccare la terza rete ospite. In sostanza la gara la decide lui. Il fatto che ciò capiti nella giornata in cui viene ufficializzata la rescissione di De Franco rende il tutto ancora più beffardo.

QUATTRO alla spocchia ed all’arroganza mostrate in sala stampa dal tecnico ospite Franco Lerda nel dopo partita. Quando gli si fa notare come la sua squadra fosse riuscita a sbloccare il risultato solo grazie ad un macroscopico errore della difesa avversaria, dopo un primo tempo di nulla assoluto, ripete più volte il punteggio finale a mo’ di sfida. Superlativo quando parla di rosa esigua per una squadra che può permettersi Ferreira Pinto, Rullo e Beretta in panchina, oltre ad un Miccoli risparmiato perché “non stava tanto bene”.

CINQUE al giovane raccattapalle che, a metà primo tempo, attraversa il campo dalle parti della panchina ospite con Danti proteso in azione di contropiede. L’arbitro è così costretto ad interrompere il gioco ed una potenziale azione rossonera. La negatività del giudizio è mitigata dalla tenera età del protagonista.

SEI politico a Giovanni Russo spettatore inerme per tutto il tempo di permanenza in campo. Lo risveglia dal torpore il contropiede giallorosso lanciato da Sabbione al 45’, sul quale non può far altro che uscire a valanga su Doumbia, toccando probabilmente anche il pallone. L’espulsione decretata dal direttore di gara pone fine alla sua striscia di quattro presenze, caratterizzata da nessun gol subito.

SETTE a Luca Ficarrotta e Domenico Danti, gli unici rossoneri ad issarsi quest’oggi al di sopra della sufficienza. Il primo deve tenere a bada anche le esuberanze del collega di fascia Crialese (da segnalare al suo attivo anche un preciso cross verso la propria area, smanacciato da Russo nel primo tempo), ma ciò non gli impedisce di provare in più di un’occasione a portare scompiglio nella difesa giallorossa. Stesso discorso per il secondo, sempre pericoloso quando in possesso di palla, ma poco assistito dai compagni di squadra.

OTTO a Mariano Bogliacino, capitano del Lecce in assenza di Miccoli. Classe pura non scalfita dall’età, è l’unico tra i suoi a provare qualcosa in una prima frazione di gioco in cui era stata più pericolosa la Nocerina. E’ un piacere vederlo toccare la palla. Trascinatore.

NOVE in tutto i palloni toccati da Giancarlo Malcore nei venti minuti di permanenza in campo. Il biondo attaccante, a Nocera in prestito proprio dal Lecce, smania dalla voglia di mettersi in mostra. Peccato che tanta esuberanza venga canalizzata quasi esclusivamente in interventi fallosi e comunque precipitosi. Trova infatti anche il tempo di farsi ammonire, non lasciando altre tracce sulla partita.

DIECI euro più prevendita il costo del tagliando d’ingresso per la gara di oggi, con curva e distinti chiusi e spettatori convogliati interamente in tribuna. Circa seicento i presenti, coadiuvati dai sempre numerosi osservatori e direttori vari posizionati nella zona centrale. L’ambiente si surriscalda quasi esclusivamente in occasione delle malefatte del signor Marini, cosa di cui beneficia anche il tecnico Fontana, che raccoglie applausi nel tragitto panchina-serpentone all’atto dell’espulsione.

Salvatore Alfano, ForzaNocerina.it