AMARCORD. Stabile e l’Ebolitana tengono in vita la Nocerina

AMARCORD. Stabile e l'Ebolitana tengono in vita la Nocerina

Mancano pochi minuti alla fine, fa caldo. Un sogno cullato per un anno intero, il riscatto di due città, stava per svanire. Gli sguardi delle persone erano persi nel vuoto che c’era tra le lancette dell’orologio ed il verde del campo. Non è una pagina di “Febbre a 90”, è la descrizione degli ultimi istanti di Cavese-Nocerina del 1993. Campionato d’Eccellenza, una categoria che non meritava nessuna delle due squadre, per storia, tifoseria e attaccamento alla maglia. Sono frasi che si dicono spesso, ma le tifoserie di Nocerina e Cavese sono di altra categoria è la verità.

I metelliani, che al campionato hanno da chiedere solo la sconfitta dei rossoneri, sono in vantaggio per un gol a zero. Un gol beffardo e un po’ confusionario che aveva annebbiato le idee alla squadra di Tom Angrisani. L’unico che poteva risollevare i molossi era Stabile. Motorino di centrocampo che in quella categoria faceva la differenza, salvo poi spegnersi completamente quando saliva di livello. Misteri del calcio.

Stabile s’incunea in area e viene steso. Rigore? Non lo so, eravamo lontani più di cento metri e ci stavamo abbracciando come se avessimo appena vinto la Coppa dei Campioni. Gli istanti che passarono dal fischio dell’arbitro al tiro dagli undici metri, dello stesso Stabile, sono stati tra i più lunghi della vita di molti dei presenti.

Il gol del pareggio spostò l’attenzione sulle poche radioline presenti, non c’erano cellulari, internet era ancora un marchingegno in mano ai militari americani. C’era da seguire Ebolitana-Grottaminarda che era ferma sullo 0-0, una vittoria degli avellinesi avrebbe reso vano il pareggio dei Molossi. L’Ebolitana era partita per vincere il campionato, ma poi si era affievolita poco a poco e da qualche giornata aveva cominciato a schierare i ragazzini. Per la gara contro la capolista erano tornati tutti i big. Una storia di calcio dilettantistico come ce ne sono tutte le domeniche, ma in Italia siamo abituati a guardare dall’altra parte.

Il bunker dei cilentani tenne fino alla fine e la Nocerina potè uscire dal Simonetta Lamberti ancora in corsa per la promozione che sarebbe arrivata, dopo un’attesa infinita, al San Paolo di Napoli. Senza quel rigore del piccolo Stabile non ci sarebbero stati né Pallanch né Battaglia, ne tanti altri. Grazie Tonino.

Fabio Pagano, ForzaNocerina.it