L’EDITORIALE. NOCERINA: persa la battaglia, e la guerra?

L'EDITORIALE. NOCERINA: persa la battaglia, e la guerra?

Come nel giochino – quiz che ancora oggi saltuariamente riecheggia, chi finirà giù dalla torre? Domanda da un milione di euro:  la risposta, tuttavia, non è tanto scontata.

PENDENZE – Partendo dal calcio giocato (o quanto ne rimane), sembra pacifico il dato che vede la Nocerina pendere più del Pisa, considerata la smobilitazione in atto dalle parti di via Alveo S. Croce (ultimo a partire, l’estremo Esposito) e, soprattutto, da quanto il rettangolo verde ha espresso 2 giorni orsono. Troppo traslati i pensieri e le « opere » dei rossoneri, in partita ma spesso distratti e mai incisivi, nonostante la prestazione pressochè impalpabile offerta dai nerazzurri. Fontana, dal canto proprio, continua giustamente a difendere l’operato dei suoi, non nascondendo tuttavia un latente malcontento per la reiterata perdita dei pezzi che, chissà, potrebbe pure indurlo a propositi inconsulti. Intanto, contro i toscani breve scorcio di partita anche per il gioiellino Michele Di Prisco, tenuto in buona considerazione nella Rappresentativa Under 18 di Lega Pro, un giovane promettente da seguire con attenzione.

PUNIZIONI – Davvero non manca molto all’ardua sentenza che decreterà, almeno in prima istanza, cosa ne sarà della Nocerina attuale, per la quale, nonostante le esose richieste della Procura, ancora vige un blando ottimismo in termini di contenimento dei danni. A seguire, possibile appello d’urgenza presso la Corte di Giustizia Federale e sentenza entro una decina di giorni, più o meno. Nell’arco dei quali, in caso di squalifiche plurime ai tesserati, potrebbe chiedersi a prescindere una sospensione dall’attività agonistica per « mancanza del numero legale ».

PROSPETTIVE –  Fatto sta che, con gli attuali chiari di luna – una sorta di laconica « reformatio in peius », col passare del tempo -, intrisi di abbandoni societari e sfoltimento della rosa in quelli che sono identificati come i suoi pezzi pregiati …beh, la conclusione del periodo è presto tratta. Ancora una volta, nulla di buono all’orizzonte (ritorno a casa di un tifoso, a parte), almeno finchè non si profilerà in lontananza un dirigente pieno di soldi, passione e volontà che possa restituire alla centoquattrenne Nocerina (a proposito, è quasi tempo di …auguri) il ruolo che compete nella categoria di appartenenza.

Roberto Alpino, ForzaNocerina.it