NOCERINA: ultimo passo verso il baratro

NOCERINA: ultimo passo verso il baratro

“Se guardassero a tutte le società calcistiche…” Il pensiero è passato per la mente un po’ a tutti in queste ore così difficili per la Nocerina, un pensiero ovvio, naturale. Il nero nel calcio esiste, lo si è sempre saputo. Non è stata certo l’inchiesta sulla Nocerina a far emergere un problema sparato sulle prime pagine già nei lontani anni novanta, precisamente nel 1993, con i casi riguardanti i contestati trasferimenti di Lentini, Bresciani, Fonseca e Dino Baggio, con coinvolgimenti di club come Milan, Napoli, Cagliari, Venezia e Torino e le indagini condotte su dirigenti di primo piano come Berlusconi, Moggi, Zamparini e Cellino. Nelle serie minori, in particolare in Serie D, il fenomeno è poi ancora più radicato, vista l’impossibilità di corrispondere stipendi reali ai calciatori che, almeno sulla carta, non dovrebbero essere professionisti pagati ma dilettanti: proprio lo scorso Dicembre in Umbria un’inchiesta ha portato alla luce un giro di sponsorizzazioni fasulle, con società dilettantistiche che muovevano capitali pari a quelle di club professionistici, evadendo il fisco per milioni di euro. Ma la correità non è sinonimo d’innocenza, tutt’altro.

SOCIETA’ CARTIERA – L’inchiesta che ha coinvolto i molossi, poi, ha un respiro più ampio. Nel quadro disegnato dagli inquirenti la Nocerina sarebbe stata solo il centro di smistamento di una serie di attività che riguardavano il calcio ma riguardavano anche gli appalti pubblici. L’inchiesta, partita da una denuncia di smarrimento di assegni per cinquantacinque mila euro presentata dall’ex molosso Magliocco, si è quindi estesa all’intera rete di attività della famiglia Citarella, portando alla luce particolari inquietanti. Come l’utilizzo di società cartiera, delle sorte di siringhe monouso; queste società erano intestate a titolari fittizi, nella maggior parte dei casi irreperibili, e venivano utilizzate per compiere poche operazioni, tra quali il pagamento dei tesserati del club, prima di essere smantellate. Talvolta tali società erano denunciate dallo stesso club rossonero per indebita appropriazione del marchio, venendo costrette a restituire ingenti somme per danni alla stessa società che in realtà le controllava.

LA POSTEPAY DI AUTERI – Un giro vorticoso di euro che ha coinvolto la maggior parte dei tesserati: emblematico il caso di mister Auteri che aveva un cospicuo contratto d’immagine con la P.m.co.; la P.m.co. srl e la Trading Company 2 srl erano le aziende utilizzate per corrispondere tali pagamenti in nero, a tesserati o a parenti degli stessi, come il padre del calciatore Iannini. L’allenatore rossonero, tra l’altro, avrebbe versato anche circa sessantamila euro sulla sua carta postepay presso una tabaccheria, utilizzando assegni intestati alla Pavimentazione Sas, di Serpe Lucia: inspiegabile il motivo per cui una ditta di pavimentazione dovesse corrispondere quelle cifre ad un tecnico di calcio. Ma nel tritacarne della giustizia ordinaria sono finiti praticamente tutti gli eroi della promozione in cadetteria, da De Liguori a De Franco, da Catania a Marsili, passando per Negro, Bruno, Bolzan, Di Maio, Castaldo e così via.

FUTURO OSCURO – I numeri che sono emersi sono enormi sia per quanto riguarda il numero di indagati, 136 persone, che per quanto riguarda i beni sequestrati, 54 società, 53 fabbricati, 6 terreni, 95 autoveicoli e motocicli, un’imbarcazione, numerosi rapporti finanziari tra conti correnti, libretti, titoli di credito con valore ancora da quantificare. Tra i tanti beni sequestrati anche il 42% delle quote societarie del club rossonero, quelle appartenenti ai due fratelli Citarella ed a Faiella. Un sequestro che renderà ancora più difficile il proseguo della stagione per i molossi: al momento il conto della società non è stato bloccato, si potrà quindi procedere ai pagamenti ai calciatori regolarmente sotto contratto, ma bisognerà nominare un nuovo amministratore unico per sostituire Citarella, probabilmente scelto tra i soci rimanenti, Castiello, Benevento, Villani, Fortunato e Marrazzo. Le parole rilasciate dall’attuale massimo dirigente Benevento non lasciano presagire scenari positivi: “mi batterò sempre per la Nocerina ma ora la situazione è delicatissima se non proprio disperata,” precisa il massimo dirigente attraverso il quotidiano La Città. In effetti dopo i fatti dell’Arechi si pensava di aver toccato il fondo; invece, sulla scia di quanto accaduto in passato, si è scavato ancora più a fondo, facendo emergere qualcosa di ancora più marcio. Ma la speranza, per gli appassionati rossoneri, è quella di terminare, prima o poi, il viaggio nell’oscuro tunnel imboccato all’inizio di questa disgraziata stagione e, finalmente, di uscire “a riveder le stelle.”

Filippo Attianese, ForzaNocerina.it