TRIPLICE FISCHIO: Nocerina a 2000, il San Filippo fantasma di se stesso

TRIPLICE FISCHIO: Nocerina a 2000, il San Filippo fantasma di se stesso

IL PROTAGONISTA. Questa settimana il ruolo di protagonista spetta all’anagrafe. Quell’anagrafe che ha fatto sì che Gerardo Cavallaro, Michele Silvestro, Michele Ragone e Antonio Accardo, uno stuolo di ragazzini nati tra il 1999 e il 2000, abbiano fatto il loro esordio, in rossonero, in Serie D. Una soddisfazione che va oltre le assenze degli “over”. Una soddisfazione multipla, essendo maturata indossando una maglia pesante, contro una maglia ancora più pesante, davanti a degli spalti enormi. Se la Nocerina ha battuto (per la prima volta nella sua storia) il Messina a domicilio, il merito va anche a loro.

IL MOMENTO CHIAVE. Corre il primo quarto d’ora della ripresa. Cavallaro ha palla a centrocampo. Con la coda dell’occhio vede Russo involarsi verso la porta. Desideroso di ricambiare l’assist che il numero 9 gli aveva elargito in occasione del vantaggio rossonero, gli serve una gran palla in profondità. Russo si avvia verso l’area, si accentra e batte Gagliardini. Due a zero. Serviva una zampata per mettere i tre punti in ghiaccio e la zampata c’è stata.

DIETRO LA LAVAGNA ci va chiunque ha ridotto il “San Filippo – Franco Scoglio” in quel modo. Lo stadio di Messina, progettato durante il fervore per il rinnovamento degli impianti che si ebbe in occasione dei Mondiali di “Italia’90”, doveva costare 55 miliardi ed essere pronto a ospitare 55000 spettatori. Dopo anni di ritardi, rinvii e nuovi progetti, fu inaugurato nel 2004, con la capienza ridotta a 40000 unità e i costi quasi raddoppiati. Quantomeno, ebbe la soddisfazione di ospitare tre stagioni di Serie A. Da allora, il “massimo cittadino”, giace in uno stato di quasi completo abbandono. Tra sterpaglie, intonaci caduti e seggiolini sbiaditi, solo qualche settimana fa ha ospitato 40000 persone per un concerto. Tuttavia, è stato dichiarato inidoneo per ospitare pochi (relativamente alla capacità) tifosi giallorossi (costretti ad affollare le colline giallognole che circondano l’impianto) lasciando a casa qualche centinaio di tifosi rossoneri. Uno stadio bello, imponente e vuoto.

Francesco Belsito, Forzanocerina.it