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Scialbo 0-0 nel recupero con il Bellaria

 

BELLARIA (4-3-1-2) Simoncini 6,5; Ferrani 5,5, Camillini 6,5, Paganotto 6, Pezzi 6; Tacchinardi 6,5, Briglia 5,5, Nazzani 5 (31'st Camolese sv); Trotta 5,5; Pedalino 6 (1'st Cisterni 5,5), Uccello 5 (15'st Elia 5). A disp. Temeroli, Arrigoni, Fanfoni, Crisci. All. Pregnolato

NOCERINA (4-3-3)Terracciano sv; Riccio 6, Olorunleke 6, Cuomo 6, Guarro 6 (26'st Tomacelli sv); Gaeta 5,5 (9'st Serrapica 5,5), Giraldi 5,5, Margarita 6; Rana 5,5 (15'st Pignatta 5), Palumbo 5,5, Cavallaro 7. A disp. Franzese, Vicari, Lettieri, Polichetti. All. Padalino

 

ANGOLI: 4-0 per la Nocerina. Ammoniti: Trotta, Olorunleke, Pignatta. Recuperi: 4'st

 

ARBITRO: Albertini di Ascoli Piceno. Assistenti Princip di Trieste e De Franco di Udine

 

NOTE: Cielo sereno, campo pesante. Spettatori: 400 circa con rappresentanza ospite. In tribuna i tecnici Alessandrini, Nicoletti e Giudici.

 

 

PRIMO TEMPO

 

-          10' tiro di Palumbo, imbeccato dalla destra da Cavallaro,para a terra Simoncini;

-          15' colpo di testa di Palumbo a lato di poco;

-          19' apertura dalla sinistra di Cavallaro, che imbecca Rana che si gira e tira, ma la palla viene stoppata da un avversario, forse con un braccio;

-          21' affondo del Bellaria, Terracciano tocca ed anticipa un avversario;

-          24' azione solitaria di Cavallaro che si smarca di un avversario, si accentra e tira, ma para Simoncini;

-          26' cross di Gaeta, tira Palumbo, ma para in due tempi l'estremo del Bellaria;

-          31' azione personale di Tacchinardi che si accentra e tira, palla al lato;

-          42' ammonito Trotta per un fallo su Margarita;

 fine tempo.

 

SECONDO TEMPO

 

-          1' sostituzione per il Bellaria: esce Pedalino entra Cisterni;

-          6' tiro di Gaeta dopo uno scambio veloce Cavallaro-Palumbo, tiro di poco fuori;

-          9' sostituzione Nocerina: esce Gaeta entra Serrapica;

-          15' sostituzioni, per la Nocerina esce Rana ed entra Pignatta, per il Bellaria esce Uccello ed entra Elia;

-          22' punizione del limite per la Nocerina, tira Cavallaro, molto teso, per poco non raggiungono la palla Leke e Margarita;

-          26' sostituzione Nocerina, esce Guarro ed entra Tomacelli;

-          30' sostituzione Bellaria esce Nazani ed entra Camolese

-          32' ammonizione per Leke;

-          45' l'arbitro assegna 4' di recupero;

-          47' cross di Giraldi basso dalla destra, Cavallaro di piatto colpisce dal limite, pallone respinto dalla difesa;

-          48' ammonizione per Pignatta;

fine gara.

 

 

BELLARIA - ‘Tutto il resto è noia' cantava un tempo Califano. Ma qua altro che resto, perché va trovare anche solo qualche sprazzo di gioco nel faccia a faccia di oggi tra Bellaria e Nocerina. Due soli punti di distacco in classifica, scontro diretto, e pure con gli occhi di tutti addosso visto che di unica partita di giornata si trattava. E invece macché. Il nulla totale. Da far paura a un nichilista. Giusto chi ha buttato un occhio alla pena dell'anticipo della massima serie tra Livorno e Juve può capire. E se capita là meglio può succedere in Seconda Divisione potrebbe far notare qualcuno. Già, come no. Ma così, nemmeno in parrocchia tra scapoli e ammogliati. Tante le assenze sull'uno e sull'altro fronte, è vero: Camorani, Giuliano, Iannini e Babatunde per Padalino, Pregnolato senza Brighi, con un Elia sempre non al meglio per via della pubalgia, e pure con un Trotta già poco ispirato e poi in campo zoppicante con una caviglia grossa come un melone. E senza contare un campo più pesante di quelli da battaglia che raccontava Figaro a Cherubino nelle mozartiane nozze. Ma così è davvero troppo, anche quando dichiaratamente ti accontenti del pari. T'accontenteresti di una giocata, di una mezza azione, una che sia una. E invece neanche per sbaglio. Perché una squadra come il Bellaria nulla può costruire se, oltre a Elia, non gira nemmeno Trotta, e per di più manca pure Brighi, con Ferrani poco ispirato e Uccello senza stimoli, e capirai se pure gli avversari alla fine si accontentano. Nulla di speciale Giraldi a costruir gioco in regia di centrocampo, stile Briglia, impalbabile Palumbo, e anche Rana. Solo a giocar veramente il pallone come Dio comanda Cavallaro, a trottare come Trotta invece non riusciva: sgroppate là sull'esterno di sinistra da slalom, con Ferrani che ogni volta pareva non capirci più nulla, e ogni volta pericolo: al 19' Rana, ben servito dal guizzante capitano, si faceva ribattere la conclusione a colpo sicuro ad un passo dalla porta, al 24' solo il grande istinto di un attento Simoncini riusciva a sventare il pericolo. E il Bellaria? Già, il Bellaria. Niente. Bravo Camillini a uscire sempre palla al piede, ed era già qualcosa, ma poi più nulla. Perché Ferrani non ne indovinava una, tipo Caceres in quel del Picchi, Briglia si limitava al compitino ma senza indovinare una giocata, Nazzani peggio di una statua di sale e in attacco neanche a parlarne. Se davvero c'era un attacco. E così ci pensava giusto Tacchinardi a farsi vedere un po' dalle parti di Terracciano: grande carica, personalità e una voglia matta di arrivare al tiro, pur seempre però senza troppa fortuna. Come al 21' quando su buona giocata Ferrani-Trotta, praticamente l'unica di tutta la gara, non indovinava di un niente la palombella a girare, poi come alla mezzora, quando ci provava dai trenta metri a inizio ripresa. E nient'altro. Già, nient'altro perché non funzionava nemmeno la carta Elia che si sperava di ritrovare rivitalizzato dall'esperienza al Viareggio con la maglia del Bologna. E invece macché. Magari colpa della pubalgia o di quelle scarpette rosse che sembrano non portare più tanta fortuna. Ma fatto sta che di guizzi nemmeno l'ombra. Alla mezzora della seconda frazione un contatto in area con Oloruleke che pareva per un momento far gridare al rigore, un tiraccio qualche minuto più tardi e fine delle trasmissioni. Solo con gli occhi sempre più puntati ad un cronometro che pareva fermo e pure terribilmente tiranno nel momento in cui il direttore di gara indicava un interminabile recupero di bene quattro minuti. Il solito Cavallaro tentava l'ultimo guizzo: palla per Riccio e grande incornata che non ingannava Simoncini ma comunque in fuorigioco. Poi il triplice fischio. Finalmente. Con tanta comprensione per chi era stato capace, là in tribuna opposta, di macinarsi tanti chilometri per arrivare da Nocera.


Pierfrancesco Grossi, La Voce di Romagna

 
 
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