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Cuttone: «Poca coesione tra i reparti, ognuno ha giocato per se»

Il primo a raggiungere la sala stampa piuttosto emozionato per il suo debutto è il diciottenne Peppino Zotti, portiere beneventano di nascita, che, nonostante i tre gol al passivo, è rimasto soddisfatto della sua prima apparizione ufficiale tra i professionisti: “Durante il riscaldamento avevo un pò timore, poi sono entrato in campo e ho dimenticato tutto. Ho debuttato in una partita non semplice, su alcune cose mi sono piaciuto su altre so che c’è ancora da migliorare. Mi dispiace per i miei compagni di squadra perchè avrei voluto dare ancora di più. Abbiamo fatto il possibile per reagire e in parte ci siamo anche riusciti, ma non era facile recuperare lo 0-3 soprattutto dopo che siamo rimasti in dieci dopo l’espulsione di La Camera. Credo che il terzo gol che ho subito fosse in fuorigioco. Per quanto riguarda invece il secondo gol potevo fare di meglio, ma non mi aspettavo quel tiro perchè pensavo che Negro volesse crossare al centro. Mi dispiace perché da buon beneventano, ci tenevo a fare un torto alla Nocerina e volevo giocare la partita della vita, ma non ci sono riuscito, spero di avere altre occasioni”.

Molto contrariato invece il tecnico giallorosso Agatino Cuttone: “Sotto l’aspetto della determinazione, della voglia di dimostrare il proprio valore soprattutto per i tanti calciatori che oggi avevano l’opportunità di mettersi in mostra mi aspettavo un atteggiamento diverso. Invece ogni reparto ha lavorato per conto suo e non c’è stata coesione. Se nel calcio vengono meno determinati principi, puoi giocare contro chiunque, ma perdi. E se proprio dovevamo perdere, oggi l’abbiamo fatto nel modo più sbagliato possibile. A parziale attenuante consideriamo anche che ho preferito rinunciare a molti titolari per consentire a chi era sceso in campo al San Vito di tirare un pò il fiato. Magari con un Benevento al completo, il risultato sarebbe stato diverso, sia sotto l’aspetto tattico che della personalità. Dobbiamo lavorare ancora tanto”.
D’accordo con la disamina di tel tecnico giallorosso anche il timido Stefano Furno: “Oggi non sembravamo una squadra. Ognuno giocava per se. La mia prestazione la giudico negativa come il risultato, anche se credo di essermi impegnato al massimo pur di aiutare la squadra a vincere. Purtoppo siamo entrati tutti in campo con la testa sbagliata. I giocatori della Nocerina erano più liberi mentalmente, mentre noi avevamo paura di giocare. La differenza secondo me sta tutta qui”.

 

Lorenzo Orefice; ForzaNocerina.it

 

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