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La magia dei numeri. Nocerina: l’opinione diventa matematica

La magia, la magia vera è tanto nei numeri, quanto (e soprattutto) nell’analisi profonda che li attraversa, disegnando la mappa di un primato strepitoso, perfino striminzito nel confronto prestazionale con la concorrenza sempre più tenera (Benevento, Atletico Roma e poi il primo grande vuoto). Ventinove punti accarezzano l’impresa dell’ultimo grande Gallipoli di Auteri (chiuse a 40 punti il girone d’andata nell’anno della promozione in C1), frantumano la marcia delle versioni rossonere storiche (Simonelli e Del Neri), toccano le corde dell’emozione, avvicinano la Nocerina alla perfezione. Un salto al 22 novembre del 2009 quando s’era consumato il quattordicesimo atto stagionale del girone degli inferi: Verona primo ed imbattuto (ma fermo a quota 28), Portogruaro e Pescara (che poi avrebbero centrato la promozione in B) rispettivamente inchiodate a 23 e 24 punti. Il viaggio rossonero è più spedito, aggressivo, incisivo e convinto di un parallelo che può sembrar banale: è l’esaltazione del pressing, dell’organizzazione tattica, dei tagli, degli scambi rapidi, di una fenomenale capacità d’arrivare con pochi tocchi fin dentro la porta avversaria. Tre volte appena all’asciutto (contro Cavese, Siracusa e Lucchese), undici sensazionale, ben ventidue sigilli (media di 1,57 gol a partita) ad un campionato finora perfetto. Ma è in una precisa percentuale che il capolavoro da monumentale diventa divino: 86,36%. È la capacità rossonera di trovare il gol su azione ed il Foggia è stato soltanto l’ultima vittima di una squadra che si scatena quando affrontata e non temuta. Catania, Negro e Castaldo hanno complessivamente centrato il bersaglio 17 volte e sempre lavorando sui tempi d’inserimento, sul calcolo della profondità, sull’esaurimento nervoso e fisico delle difese avversarie. Ed il giochino dei piazzati ha sostenuto la Nocerina in dosi “misere” nutrendo il contenitore della passione con appena tre sigilli: quello di Di Maio a Benevento (sugli sviluppi di un corner di Bolzan), quello di Filosa a Terni (su angolo di Negro e con la Nocerina già avanti di due reti), quello di Galizia col Viareggio (rigore del momentaneo 2-1). Poca roba rispetto alla media del girone (il Benevento, secondo, viaggia con una percentuale superiore al 50%), poca roba perché la Nocerina non ne ha bisogno: accende la magia con giocate divine e la riflette poi nei numeri. Ventinove (i punti), ventidue (i gol), diciannove (le firme su azione), dodici (le reti incassate: seconda miglior difesa che potrebbe diventar prima se il Lanciano dovesse incassare almeno due gol a Pisa): per una volta l’opinione si fa matematica.


Filippo Zenna, ForzaNocerina.it (foto: Ciro Pisani)

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