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Marano: «Gigi Castaldo l’ultima bandiera gialloblù»

Ha atteso ben dodici giornate prima di poter brindare al proprio esordio stagionale in campionato ed ora quella maglia a strisce gialloblù sogna di non toglierla più. Il ventenne Francesco Marano in questi mesi non si è mai scomposto, attendendo in silenzio e con una serenità da veterano un momento che mister Braglia, dopo le numerose bacchettate riservategli in Coppa Italia, gli ha finalmente concesso domenica scorsa al “Liberati” di Terni. “Sono contento, il tecnico in questi mesi mi ha sempre spronato a dare il massimo negli allenamenti e in Umbria ha ripagato il mio impegno facendomi entrare in campo durante un match molto delicato – afferma il centrocampista – Purtroppo la partita è finita come tutti sappiamo, ma sono pressappoco soddisfatto del mio apporto e soprattutto dei complimenti dell’allenatore a fine partita”. Un rapporto particolare il loro, fatto di strigliate e iniezioni di fiducia: “Non mi sono mai sentito emarginato in questi mesi, neanche quando sono stato schierato in difesa. Ho compreso sin da subito l’obiettivo del nostro trainer, che sta contribuendo in maniera determinante alla mia crescita professionale. Ha ragione a bacchettarmi quando porto palla a centrocampo ed eccedo nei dribbling, e per farmi evolvere in tal senso mi ha schierato a volte nel reparto arretrato perché lì si deve essere il più pragmatici possibile al fine di evitare inutili rischi. Spero di apprendere tanto dalla sua esperienza e di dimostrargli di poter essere importante per la squadra anche in futuro”. Un contributo che potrebbe rivelarsi fondamentale per una Juve Stabia definita a più riprese immatura dallo staff tecnico e da molti calciatori: “Non credo che pecchiamo di immaturità, il nostro vero limite è quella scarsa concentrazione che molte volte ci porta a gestir male il risultato e a favorire di conseguenza i nostri avversari. Purtroppo a questa lacuna si aggiunge il periodo negativo di un attacco che su 12 realizzazioni è andato a segno solo sei volte su azione. Probabilmente i tre lì davanti tendono eccessivamente a tornare a centrocampo e quindi quando in area arrivano i cross solo di rado vi è qualcuno pronto a sfruttarli”. Dopo il ko di Terni le vespe saranno ora chiamate a riscattarsi nella delicatissima doppietta casalinga contro Nocerina e Atletico Roma: “Sinora le statistiche ci hanno visti conquistare ben 7 punti su 13 in trasferta, ma ritengo che questo dato sia dettato dal caso, poiché al “Menti” siamo stati in più occasioni sfortunati, come contro il Foggia e il Gela. Ora siamo attesi da un doppio confronto importantissimo, che non potremo fallire. Siamo consapevoli che dovremo dare il massimo per far punti contro le prime della classe, soprattutto domenica, quando affronteremo un derby che in città è sentitissimo e che ci vedrà opposti ad una formazione rossonera che in queste prime dodici giornate ha perso solo a Siracusa”. Un match particolare, che vedrà il grande ex Gigi Castaldo, per quattro anni idolo indiscusso della torcida termale, di scena nuovamente nella città delle acque da avversario: “Conosco bene Castaldo, ho avuto il piacere di allenarmi con lui quando appena quindicenne mister Di Somma mi portò in prima squadra. E’ un grande calciatore, una delle ultime bandiere che ha difeso il vessillo stabiese negli ultimi anni. Per diversi campionati è stato l’idolo della tifoseria, ricordo ancora i tanti cori che la curva gli dedicava anche quando era fuori per infortunio. Non posso che sperare che durante il derby non sia in giornata – conclude sorridendo Marano – Sia lui che i suoi compagni sono elementi oltremodo competitivi, se gli capitasse un match negativo non potremmo che esserne felici”. Insomma, alle falde del Faito se la dea bendata decidesse per una domenica di indossare completo gialloblù e scarpette non dispiacerebbe a nessuno.


Gioacchino Roberto Di Maio, www.stabiachannel.it

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