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Indiani: «A Nocera per giocarci la nostra partita»

Novità? Alla domanda, mister Indiani risponde con un sorriso, alquanto amaro. Novità non ce ne sono. C’è, semmai, una costante, oltre alle vicissitudini societarie: l’emergenza infortunati che non pare accennare a diminuire in casa rossonera.

E’ di stamani la tonsillite di Baldanzeddu che potrebbe comportare la necessità di rivedere anche lo schieramento difensivo. Senza contare il rebus del portiere di riserva Pardini alle prese con un problema muscolare. A centrocampo, poi, tira una brutta aria, come certifica lo stesso trainer: “Costantini e Michelotti non saranno di certo disponibili per domenica. Spero il secondo lo sia per il match contro il Viareggio. Cardona e Pani non ci saranno. Senza considerare che anche Hemmy ha problemi muscolari. Siamo alle solite, insomma. I giovani? Mah, nemmeno Raffi sarà disponibile: si è fatto male sabato in Berretti”.

Indiani, però, ribadisce ancora una volta che non va in campo per fare tappezzeria: “Vediamo di fare prima possibile qualche altro punto e metterci al sicuro da ogni sorpresa e non possiamo certo scendere a Nocera per fare una girata. Le motivazioni? Vanno trovate, anche a livello di singoli ed è anche un mio compito darli. Ai ragazzi, tra l’altro, ho fatto notare che nessuno ci ha regalato nulla, perché dovremmo farlo noi?”.

Gli errori marchiani nell’ultimo derby milanese di Eto’o e Robinho, danno l’occasione al tecnico per ritornare sulle palle gol di Crocetti contro il Benevento: “Visto? Succede anche in serie A, qualche settimana fa, contro la Juve, Eto’o ebbe un’occasione simile che stampò sulla traversa, il nostro attaccante l’ha solo…tirata un po’ più alta”.

Sui rapporti con la società, Indiani dà la misura, con poche parole, di quanto questa sia assente: “Mi rapporto con Paolo Giovannini e con Lido, il magazziniere. Stop”. Più chiaro di così. Il trainer rossonero, a proposito di crisi del calcio minore, dice la sua senza tanti peli sulla lingua: “Credo che ci sia circa un 10% di società serie e sane, il resto hanno problemi. Si doveva ridurre l’area professionistica da tempo, ormai siamo ad un livello insostenibile e, statene certi, non basteranno gli stadi nuovi per salvare il calcio. Macalli sarebbe dovuto intervenire prima, senza considerare un’altra cosa: possibile che il presidente di Lega non si sia mai chiesto perché tutti, chi più chi meno, depositano contratti al minimo federale, anche quando si tratta di giocatori importanti? Possibile non si siano fatti domande?”.


fonte: www.gazzettalucchese.it

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