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Caro Mandorlini, così non va bene…

La location è il campo alle spalle dello stadio Bentegodi, inaugurato proprio ieri ed intitolato alla memoria di Aldo Oliviero, portiere del Verona dei primi anni ’30 del secolo scorso. Le gradinate sono gremite e dopo la presentazione degli elementi della rosa dell’Hellas Verona il pubblico aspetta l’ingresso di Andrea Mandorlini. Il tecnico che ha reso possibile  dopo tanto patire, il ritorno dei gialloblù in serie B. Mandorlini è accolto da un’autentica ovazione, i tifosi sono molto legati a lui ed ai suoi modi di fare, poco convenzionali, soprattutto nelle dichiarazioni. Il primo pensiero del tecnico scaligero però va ai tifosi della Salernitana, squadra che il Verona ha dovuto battere per approdare in serie cadetta nella finale dei play-off. “Vorrei  salutare degli avversari sportivi e leali”. Il pubblico presente capisce l’ironia e il riferimento dell’allenatore e inizia a scandire un poco gradevole ma “canonico”:”Salerno, Salerno vaffa…” ma Mandorlini li ferma. “Ragazzi così no, così non va bene” con un viso divertito ma che manifesta disappunto. La cosa farebbe onore al tecnico del neopromosso Verona se non fosse altro che lui stesso intonerà un coro molto più offensivo, richiamando una canzone degli Skiantos, un gruppo rock demenziale degli anni 70/80. “TI AMO TERRONE…” esordisce il tecnico. Un coro al quale neanche i tifosi del Verona, da sempre poco benevoli (per usare un eufemismo) con i meridionali  avevano pensato. I tifosi, a dir la verità nemmeno tutti, divertiti si accodano all’intervento del loro allenatore. “E stato un gesto goliardico, ho chiamato vicino a me Maietta ed Esposito, il primo calabrese il secondo napoletano doc, proprio a testimoniare la goliardia delle mie parole”, queste le parole di risposta a chi indignato ha criticato sin da subito l’operato dello “showman” Mandorlini. Che sia stato un gesto “goliardico” più che altro lo speriamo. Il tecnico gialloblù non ha digerito il trattamento subito nel dopogara della finale di ritorno all’Arechi, dove a suo dire sarebbe stato “gravemente offeso e malmenato” dopo che nei giorni che precedevano la sfida di ritorno lo stesso Mandorlini aveva affermato:”La Salernitana si aspetta degli aiuti dall’alto, forse vuole andare a tutti i costi in serie B per non scomparire”, ciò ovviamente non giustifica quello che il tecnico dice di aver subito nel dopo gara ma comunque aveva contribuito ad inasprire i toni, già tesi di una finale di ritorno play off. Offendere Salerno però, soprattutto in questo momento in cui la città sta vivendo un “dramma” dal punto di vista calcistico visto il fallimento e il dover ripartire dai dilettanti e soprattutto dopo aver battuto la Salernitana sul campo, denota da parte di Mandorlini una scarsa attitudine all’arte del “saper vincere”. Ma c’è dell’altro. In un momento in cui lo sport nazionale sta vivendo un momento di scarsa credibilità, vedi partite truccate e tutta la vicenda del calcio-scommesse, in uno sport dove purtroppo i buuu razzisti ai danni di calciatori di colore ancora si sprecano durante le partite delle varie categorie e uno scarso fair play finanziario sottolineato dai vari fallimenti che ogni anno colpiscono tante squadre, la domanda sorge spontanea:”Mandorlini ma ce n’era veramente bisogno?” Non vogliamo fare i “bacchettoni”, non chiederemo capi cosparsi di cenere o fustigazioni in pubblica piazza appellandoci a chissà quale codice etico e morale, ma magari un po’ di buonsenso, quando si è dalla parte di quelli che devono dare l’esempio, soprattutto se si tratta di uno che ha giocato nell’Inter con la quale ha vinto tanto a livello nazionale ed internazionale e che allena da svariati anni con alterne fortune, non guasterebbe. Sconcertanti anche le parole del sindaco della città di Romeo e Giulietta, Tosi:”Non credo che se al meridione cantassero Polentone ti amo, qualcuno si offenderebbe”. Il Verona inteso come società ha mantenuto la linea del silenzio. Insomma di scuse nemmeno l’ombra e va anche bene perché le scuse se non sono sincere non servono, però il voler stemperare a tutti i costi l’accaduto forse è anche troppo. Probabilmente il tecnico sarà deferito alla procura federale, riceverà una squalifica non inferirore a 2 mesi e una multa salata, così come la riceverà la società veneta. Ma tutto ciò basterà e soprattuto servirà a qualcosa? L’anno prossimo il Verona dovrà esibirsi in città come Bari, Reggio Calabria, Crotone, Castellammare di Stabia e ovviamente davanti al pubblico delle “due Nocera“. Speriamo che le sfide rimangano circoscritte al rettangolo di gioco e che i tifosi delle città citate siano più civili di Mandorlini e di chi ha quasi “giustificato” il suo gesto, ma visti gli eventi non dovrebbe essere tanto difficile.

 

Carmine Apicella-forzanocerina.it (foto hellasverona.it)

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