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L’avversario. Samp: organico da sogno, la mentalità non è ancora quella giusta

UN PO’ DI STORIA. La Sampdoria nasce il 12 agosto del 1946 dalla fusione tra le società genovesi Sampierdanese e Andrea Doria, due società già iscritte nel massimo campionato. I genovesi restano così in serie A per circa vent’anni, con risultati non sempre esaltanti. La prima retrocessione risale al 1965-66, ma il purgatorio della cadetteria dura una sola stagione. Nel 1984-85 i doriani si aggiudicano la prima coppa Italia della loro storia, battendo in finale il Milan, grazie alle reti dei suoi attaccanti migliori Gianluca Vialli e Roberto Mancini, che verranno successivamente soprannominati “I gemelli del gol”. L’attuale allenatore del Manchester City vanta 424 presenze e 132 reti. Per Vialli, invece, 85 reti in 223 presenze. La squadra doriana si aggiudicherà altre tre Coppa Italia e parteciperà a diverse finali di questa  competizione. Nel 1988-89 la Samp partecipa alla Coppa delle Coppe e arriva fino in finale, dove viene sconfitta per due a zero dal Barcellona. Nella stagione successiva riesce di nuovo a conquistare la finale e a vincerla, battendo per due a zero l’Anderlecht, grazie a una doppietta nei tempi supplementari di Vialli. Vinto il primo trofeo internazionale non può mancare un importante titolo nazionale; nella stagione 1990-91 la Sampdoria è campione d’Italia, al termine di una stagione trionfale, nella quale si aggiudica anche la Supercoppa Italiana (uno a zero contro la Roma). Nella stagione successiva i blucerchiati fanno sognare i loro tifosi e conquistano la finale di Coppa dei Campioni. A Wembley, in una serata che resterà nella storia del club per un esodo di oltre 30 mila tifosi, ad aggiudicarsi il trofeo è il Barcellona, grazie a un calcio di punizione di Koeman nei tempi supplementari.

L’artefice principale di questa immensa serie di successi è il presidente Paolo Mantovani, che allestisce una squadra di grandi campioni affidandola a un allenatore dell’esperienza di Vujadin Boskov. Il momento d’oro si conclude nel 1998-99 quando, al termine di una stagione assai travagliata, la Samp retrocede in serie B. Gli anni in cadetteria non sono una passeggiata e la squadra riesce a conquistare nuovamente la massima serie solo nel 2003-2004, grazie agli investimenti del nuovo presidente Riccardo Garrone. In massima serie la Samp riesce a rendersi protagonista di stagione tutto sommato positive. Nel 2009-2010, con Luigi Del Neri in panchina e calciatori del calibro di Cassano, Pazzini, Palombo e Gastaldello arriva un meritatissimo quarto posto, che vale la partecipazione ai preliminari di Champions Leaugue. La stagione succesiva è, probabilmente, la più negativa dell’intera storia doriana. A settembre la squadra sfiora la qualificazione ai gironi di Champions e a giugno si ritrova addirittura in serie B, al termine di una stagione assai deficitaria sotto tutti gli aspetti.

LO STADIO. Lo stadio che ospita le gare interne della Sampdoria è il “Luigi Ferraris”, situato nel quartiere Marassi. Inaugurato nel 1911 è uno dei più antichi impianti sportivi ancora in uso. Si sono disputate anche alcune gare delle due edizioni dei mondiali di calcio che si sono tenute in Italia, quella del 1934 e quella del 1990. Ricordiamo che è stato anche teatro della guerriglia degli ultrà serbi nella sfida di qualificazione agli europei contro l’Italia. La sua capacità è di 36703 posti a sedere.

LA SAMP OGGI. La Sampdoria è partita con l’obiettivo di centrate la promozione diretta in massima serie, anche se in questa prima parte di stagione i risultati stentano ad arrivare. I doriani hanno conquistato appena diciotto punti e sono sesti in classifica. Preoccupante soprattutto l’andamento casalingo, visto che l’ultima vittoria al “Ferraris” risale al 4 settembre. L’allenatore è Gianluca Atzori, ex difensore tra le altre di Empoli e Palermo. La rosa a sua disposizione è piena di calciatori abituati a essere protagonisti in categoria superiore. Il portiere è Romero con l’Argentina dell’ultima Copa America. In difesa elementi di spicco sono Accardi e Gastaldello, a lungo nel mirino di club blasonati come Milan e Juventus. A centrocampo il perno è capitan Angelo Palombo che, dopo la retrocessione ha deciso di restare in blucerchiato nonostante le lusinghe del Napoli. Vanta ventidue presenze e una rete con la maglia della nazionale. Da tenere in considerazione anche Franco Semioli, che vanta tante presenze nella massima serie con le maglie di Chievo, Fiorentina, Torino e Samp. In attacco l’abbondanza non manca. Si parte da Bertani, protagonista nella passata stagione della promozione in A del Novara, fino ad arrivare a Maccarone, senza dimenticare Fornaroli e Piovaccari. Proprio l’ex Cittadella è in dubbio per la sfida del San Francesco.  Così come Pozzi che salterà di sicuro la trasferta di Nocera Inferiore l’attaccante si è allenato pochissimo durante questa settimana. Le sue condizioni in chiave-Nocerina saranno valutate domani, venerdì, nel corso della rifinitura mattutina al termine della quale la Sampdoria si metterà in viaggio verso la Campania.

 

Valerio D’Amico, ForzaNocerina.it

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