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Posticipo di B: il Torino sbanca il Granillo

Primo tempo. Come previsto, come da statistiche: il possesso palla lo fa tutto il Toro, i padroni di casa cercano sempre la ripartenza con i loro uomini di talento e rapidità (ma la difesa granata regge splendidamente).
All’ingresso in campo, solo conferme: lo schieramento granata é quello annunciato da TN, Ventura sceglie il 4-3-3 cambiando però un paio di interpreti rispetto alle aspettative (ad esempio, c’é la panchina per Darmian a vantaggio di D’Ambrosio).
E proprio D’Ambrosio é pimpante ed intraprendente; bene lui, mobile anche Vives, che sembra parimenti recuperato, mentre gli attaccanti granata faticano un po’ a trovare spazi anche perché si muovono poco quando i granata sono in possesso di palla (cioé praticamente sempre).
Nella parte centrale del tempo, il Torino addormenta la partita: i ritmi imposti sono quelli che vuole Ventura, ma non si riesce ad approfittarne creando occasioni, tanto che Stevanovic deve provarci da lontano, lambendo il palo.
Senza recupero, si chiude un primo tempo in cui pochi palloni sono transitati anche nell’area granata, ben controllati da Coppola anche con i piedi.

Secondo tempo. Un’altra partita, nella ripresa: piacevole la prima metà, accesa la seconda, ed arrivano anche le occasioni. Nei primi dieci minuti, due volte la palla buona se la trova Stevanovic in area (anzi, se la crea), ma tarda troppo la conclusione facendosi così chiudere da una difesa reggina che però manifesta i primi affanni. Cosa che in un paio di circostanze accade anche sul fronte opposto: un’incomprensione Ogbonna-Glik fa nascere un piccolo brivido, poi é D’Alessandro a sprecare un’azione potenzialmente pericolosa.
Ma é ancora il Toro a destare l’impressione migliore, con il tridente d’attacco che finalmente inizia farsi vivo (esterni guizzanti, Ebagua che si fa sentire al centro). La migliore azione della partita arriva al quarto d’ora, ed é conclusa da Antenucci con una conclusione da pochi metri che si spegne pochissimo a lato del primo palo: Kovacsik era immobile, applausi della Maratona itinerante.
A dieci minuti dalla fine, entra Rolando Bianchi; il grande ex viene fischiato (chissà perché) dal pubblico reggino, che prova a zittire subito con un tiro da lontanissimo, apparentemente impossibile in realtà una buona idea.
Ma é pochi minuti dopo che si materializza l’apoteosi granata: lo stesso capitano granata (anche se la fascia ce l’ha al braccio un immenso Ogbonna) allarga per Zavagno, che confeziona uno splendido cross di prima intenzione sul quale é puntuale e preciso D’Ambrosio ad incornare sul secondo palo.
Il risultato non cambierà più, nonostante i tentativi reggini e nonostante pure qualche errore di troppo da parte dei granata, che non congelano il pallone come sarebbe opportuno.
E’ però un grande Toro quello che conquista un risultato fondamentale in condizioni difficilissime, e che abbraccia D’Ambrosio fra gli applausi dei propri tifosi.

fonte: www.toronews.it (foto M.Dreosti)

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