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Grazie Gaetano Auteri!

In un pallone sempre più malato, capita di rado, di incontrare gli uomini. Quelli veri, non sono iscritti all’anagrafe, ma sono quelli che ancor oggi, in una società alla deriva, sono capaci di mantenere fede a quello che si pensa, si professa o si dice semplicemente. Una virtù che Gaetano Auteri ha evidenziato fin dai primi contatti con la Nocerina, quando bastò una promessa, una stretta di mano per dire di si, nonostante le offerte, anche importanti, che arrivavano da ogni dove. Sembra passato chissà quanto tempo ma è storia recentissima lo spettacolo di cui le due Nocera hanno potuto godere: un campionato di Lega Pro dominato in lungo e in largo, attraverso un gioco spumeggiante e divertente. Il goal di Foggia, quella serie B, che prima sembrava solo un sogno sbiadito lontano trentatre anni che si materializza sotto gli occhi di una città pazza di gioia. Come se non bastasse arriva anche la Supercoppa di Lega Pro strappata al Gubbio, la Nocerina è la regina indiscussa della Prima Divisione. Nulla lasciava presagire quello che poi sarebbe successo anche perché all’esordio nel secondo campionato nazionale i molossi di Gaetano Auteri fanno ancora parlare di se. Soffrono Brescia e Torino, il Livorno battuto a domicilio, trema la Samp umiliata 4-2 al San Francesco, grande con le grandi, piccola, troppo piccola, con le piccole. Complice anche un pizzico di sfortuna al bel gioco non seguono i risultati. Sempre più giù in classifica, viene ancora una volta fuori l’uomo vero, l’unico a metterci sempre la faccia, quello che avalla scelte non condivise, sempre per il bene della squadra e della società. Si odono i primi scricchiolii, finisce l’idillio, con situazioni strane, scelte ancor più strane, e gestioni particolari degli accadimenti. Praticamente il ben servito è cosa non recente, come potrebbe sembrare allo spettatore non attento, ma viene da lontano, quando parte del “gruppo fantastico” non risponde più come prima, quando tutto di un botto lo “Special One” diventa anche isterico ai più. Probabilmente, come Mourinho insegna, era tutto studiato a tavolino nella mente di chi sperava ancora che, facendo ricadere tutte le attenzioni, anche quelle negative, su di se e non su altri protagonisti, prima o poi avrebbe ripreso in mano in toto le redini dello spogliatoio. Non ce l’ha fatta Gaetano Auteri, alla fine ha pagato lui per tutti. Il resto è storia recente, in queste situazioni la colpa è sempre nel mezzo, chi per un verso chi per un altro, ha contribuito, poco o molto ora non importa, a trasformare velocemente un’annata bellissima, in un addio tristissimo. E allora ciao Gaetano Auteri e grazie di tutto. Grazie per aver riportato la Nocerina nel calcio che conta, grazie per averci reso orgogliosi della nostra squadra e della nostra città, grazie per le vittorie ed anche per le sconfitte perchè nonostante tutto ce la giocavamo sempre e comunque, grazie sopratutto per averci insegnato cosa vuol dire essere uomini, non ti dimenticheremo mai così come non dimenticheremo Loreno Cassia e Luca Gentili, tuoi fidati collaboratori.
Arriva Sasà Campilongo, la salvezza passa anche e soprattutto per i tifosi rossoneri. No, non siamo impazziti, è proprio a loro che ci rivolgiamo. In una situazione paradossale, dove il vero protagonista dei successi della scorsa stagione, viene allontanato, dopo aver avallato, scelte scellerate fatte da altri, forse per tener fede ad un “patto” tra le parti, i tifosi non possono assolutamente trascinar ancor più alla deriva una nave che fa acqua da tutte le parti. Non bisogna assolutamente dare alibi a nessuno, i tifosi devono nei limiti del possibile, contribuire al mantenimento della categoria, cosa ardua ma non impossibile, ma se si destabilizza l’ambiente, si diventa complici di scelte scellerate e di una gestione poco chiara. Se non si riesce, in questa situazione a sostenere, l’unica arma è quella della diserzione, senza inscenare altre forme deleterie di protesta, sia alle partite che agli allenamenti. In giro si leggono “sommosse” contro Salvatore Campilongo, reo non si sa di quale colpe, queste “rivolte” possono segnare realmente la fine di un sogno, e noi molossi, non dobbiamo e non possiamo permettercelo. Lasciamo lavorare chi raccoglie una difficile eredità, perché Gaetano Auteri, difficilmente sarà dimenticato dai tifosi rossoneri, ma adesso il presente si chiama Sasà Campilongo, storciamo il naso, ma non gli rendiamo la vita ancor più difficile, perché a perdere saremo solo ed esclusivamente noi.

Francesco Cuomo, ForzaNocerina.it (foto ©2012 di GiusFa Villani)

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