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NOCERINA: buona la prima, nonostante tutto

Chiariamo subito un punto. Chi pensava (e magari ancora pensa) che il terzo posto equivale al quarto in chiave piazzamento play off, deve far pace col cervello. Buttata lì.
Detto questo, svolgimento. Ciò che serviva era una vittoria, magari condita da una prova di forza, una corroborante iniezione di adrenalina che spazzasse via, in un sol colpo, quell’alone negativo che si era addensato sulla Nocerina all’indomani della figuraccia di Sorrento.
Ebbene, la prima è arrivata, puntuale come un cronografo elvetico. La seconda no, ma non era indispensabile. Al di là di tutto, successo doveva essere e successo è stato, non straripante ma senz’altro meritato, nonostante molti effettivi abbiano giocato sotto tono, specie a centrocampo (Corapi a parte) ma non solo.
Match indubbiamente condizionato dall’importanza della posta nell’ottica dei 180 minuti, peraltro con moduli speculari che hanno favorito tatticismi più o meno voluti.
Fatto sta che i rossoneri hanno mostrato al Latina, forte della terza posizione e di una retroguardia granitica (imperniata sul duo De Giosa – Cottafava in grande spolvero), che hanno tutta l’intenzione di giocarsi la finale.
Ottimo, oltre la risolutiva marcatura targata Marco Baldan (uno che, quando segna, non è mai banale, sempre gol pesantissimi per lui), l’impatto con la partita di Daffara, subentrato e capace di infondere quel pizzico di verve istantanea che si è repentinamente rivelata una panacea.
Spiace, per dovere di cronaca, rimarcare ancora una volta una condotta di gara mediocre e assai opinabile da parte dell’arbitro. Rigore reclamato da Evacuo a parte (per cui le immagini parlano inequivocabilmente da sole), in una partita di questa importanza non si può aspettare 43 minuti per estrarre un cartellino giallo nei confronti di una squadra che, nella circostanza, ha fatto del fallo sistematico il suo credo, ogni qualvolta non si riusciva a fermare con le buone le folate offensive dei padroni di casa. C’erano almeno 3 o 4 calciatori che meritavano sanzione in precedenza. Se questi degli spareggi sono i direttori di gara migliori della categoria, c’è davvero da ridere per non piangere.
Primo tassello intarsiato, comunque, per effetto del quale Bruno & co. si sono sbarazzati dei nerazzurri, in un S. Francesco bicromaticamente unito verso il comune obiettivo.
E ora? Parole d’ordine: non abbassare la tensione. A campi invertiti, infatti, occorrerà digrignare i denti per conquistare il passaggio del turno (nulla di assodato, anzi: chi non ricorda il 7 giugno 1998? E lì si partiva da 2 gol di vantaggio…). Insomma, sarà tosta ma fattibile.
Essenziale il fatto di poter ambire a 2 risultati su 3: infatti, ogni punteggio diverso da una sconfitta (di qualunque entità) favorirebbe i rossoneri. Per chi ancora avesse dei dubbi in merito al regolamento, i gol in trasferta non varranno doppi in tali sfide e servirà per forza, dunque, evitare un risultato negativo.
E se finale sarà, Perugia o Pisa sono avvisate: la sbiadita Nocerina di fine stagione non c’è più e ha lasciato il posto a una squadra vera, orgogliosa, quanto meno somigliante a quella che si è fatta ammirare per gran parte del girone di ritorno, almeno sotto il profilo del cuore, dell’impegno, dell’ardore.

 

Roberto Alpino, ForzaNocerina.it

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