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NOCERINA: Fontana: ”La Nocerina, una grande occasione”

Si presenta al San Francesco in netto anticipo rispetto agli altri per iniziare a conoscere quella che sarà la sua casa per la prossima stagione. Gaetano Fontana, giovane tecnico scelto dalla dirigenza rossonera per la nuova avventura in Prima Divisione, è all’esordio da allenatore in un campionato professionistico, ma mostra da subito idee chiare e forti motivazioni. Dopo essersi intrattenuto con un gruppo di tifosi all’esterno della sala stampa, mette subito in chiaro i suoi propositi. “La mia carriera calcistica è praticamente iniziata a 30 anni ed ho ottenuto la serie A sul campo, quando tutti mi davano per finito. Questo per sottolineare come le motivazioni contino tantissimo e possano compensare la mancanza di esperienza”. Vestito di tutto punto e disponibile con tutti, Fontana racconta il suo approccio con l’ambiente rossonero: “Ringrazio il direttore per aver subito pensato a me. Ci conosciamo da tanti anni ed ora iniziamo un percorso importante insieme. Io ho bisogno di partire e lui di ripartire così come tutto l’ambiente. Ho conosciuto il mio compenso solo dopo aver accettato la Nocerina; ma era un dato decisamente poco importante se rapportato alla grande opportunità concessami. Siamo qui per lavorare e lottare tutti insieme. In accordo con la società, cerchiamo giocatori motivati almeno quanto il loro mister. Ho firmato un contratto annuale ma vorrei restare a lungo. Le chiacchiere terminano con la conferenza stampa di oggi; da ora in poi bisognerà far parlare il campo, unico giudice di tutto”. Ci vorrà però pazienza per una squadra assemblata con pochi fondi ed in ritardo rispetto alle altre. “Dovremo far crescere tanti ragazzi ma ciò non mi spaventa. Ho iniziato ad allenare tra i dilettanti e so cosa significa lottare con i denti per raggiungere anche piccoli obiettivi. Da calciatore tutto ciò che ho ottenuto l’ho guadagnato con il sudore e la fatica. Le cose fondamentali sono l’allenamento quotidiano e la serietà durante tutta la settimana. Se seguiremo queste regole non ci saranno problemi. Poi ovviamente saranno i risultati a parlare”. Sostuisce un tecnico che, nel bene o nel male, ha lasciato un’eredità pesante da raccogliere: “Auteri è sicuramente un grande mister e credo meriti la serie B. Lo conosco professionalmente, visto che è stato anche a Catanzaro, la mia città. Non mi preoccupa però l’eredità, mi sto mettendo in discussione e non vedo l’ora di iniziare”. Predilige un gioco d’attacco o più conservativo? “Banalmente mi verrebbe da dire che per vincere le partite c’è bisogno di fare gol. Ogni discorso di questo tipo dipenderà ovviamente dai calciatori che avrò a disposizione. Ho sicuramente le mie preferenze tattiche, anche per quanto riguarda i moduli, ma questi dipenderanno appunto dagli uomini che avrò con me. In ogni caso prediligo un calcio propositivo e faremo di tutto per attuarlo”. Un tecnico che ha influenzato il suo modo di intendere il calcio? “Si cerca di prendere il bello ed il brutto da tutti, cercando di imparare cosa fare e cosa non fare. Un mio grande maestro di vita, prima ancora che di calcio, è stato Enzo Ferrari che ho avuto a Reggio Calabria, Alessandria e Catanzaro”. Che tipo di calciatori chiederà alla società? Qualcuno già sotto contratto potrà tornare utile? “Principalmente ci vorrà gente motivata al massimo ed umanamente di livello. Il resto viene dopo. Non essendo in grado di offrire contratti faraonici, nessuno verrà solo per soldi. Chi già c’è e vuole rientrare nei nostri parametri potrà anche rimanere, compatibilmente con le valutazioni che si faranno in sede di mercato”. Cosa del Fontana calciatore sarà trasferito alla squadra? “A costo di essere ripetitivo, dico ancora la feroce motivazione. Al di là di moduli e delle caratteristiche tecniche, ho vinto con squadre che non erano le più forti e sarà cosi anche come allenatore. Sicuramente ce ne saranno di migliori di me, ma in fatto di motivazioni non mi batte nessuno.” Forti motivazioni e unità d’intenti, il leit motiv della conferenza stampa. “Quando da giocatore ho vinto è perché c’era interesse comune tra tutte le componenti. E’ la squadra che deve trascinare l’ambiente, dobbiamo dimostrare in campo che meritiamo sostegno. Lo sforzo maggiore dobbiamo quindi farlo noi. Non sono uno che si nasconde, ci metto la faccia, non abbiamo quasi nulla ma faremo il possibile per allestire una squadra che abbia una propria identità e la voglia di lottare per una società che ha una storia così importante”. Una storia che quest’anno potrebbe arricchirsi di derby sentiti e attesi da tempo, per lei che in carriera ne ha giocati tanti, questo conta qualcosa? “A domanda rispondo con domanda, anche se non si dovrebbe. Se per voi conta, secondo voi per me conta?” Decisamente si.

 

Salvatore Alfano, ForzaNocerina.it

 

 

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