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DA ZERO A DIECI: la dinastia Evacuo ed i legni di Mazzeo

La Nocerina getta il cuore oltre l’ostacolo conquistando un ottimo pari all’esordio in campionato al cospetto del più quotato Perugia. Gli umbri fanno la gara per tutti i 90 minuti, indirizzandola a proprio favore a fine primo tempo e controllandola a ritmi bassi nella ripresa. Le occasioni per chiuderla capitano però sui piedi poco fortunati di Mazzeo e Fabinho e così arriva il pari di rigore, piuttosto dubbio, firmato Lepore, che fa da punto di partenza della stagione rossonera…da Zero a Dieci.

ZERO ad un gruppo di simpaticissimi tifosi umbri che, a bordo di tre pulmini diretti verso lo stadio, scendono e iniziano a colpire con spranghe e bastoni auto in sosta o ferme per traffico, esplodendo nel contempo pesanti petardi. Ne nascono scontri che vengono sedati poco prima dell’inizio della gara. Come inizio non c’è male.

UNO, come il primo gol tra i professionisti di Davide Evacuo. Angolo di Ficarrotta, sponda di Lepore e testata del numero nove a gonfiare la porta di Koprivec per l’immediato 1-1 rossonero. Da Felice a Davide, il gol al San Francesco sembra avere un solo padrone. Così quando la speaker urla il suo nome, e lo stadio la segue con il cognome, il tempo sembra essere tornato indietro di qualche mese. Dolce ma effimera illusione di fine estate.

DUE gli errori marchiani compiuti da Carlo Cremaschi durante l’arco della gara, nel complesso di una prestazione condotta su livelli tutto sommato accettabili. Al 12’ il giovane terzino rossonero parte palla al piede verso la metà campo, ma non fa i conti con Nicco che l’anticipa avviando l’azione del vantaggio di Eusepi, davanti al quale l’appesantito Romito di questi tempi non oppone più di una riverente genuflessione. L’altro errore a dieci minuti dalla fine della prima frazione quando, invece di accompagnarlo verso il fondo, scalcia Sprocati appena dentro l’area causando il rigore poi fallito da Eusepi.

TRE alla camicia bianca della seconda voce di Raisport Mario Facco, spesso ispiratore di questa rubrica. Il colore dell’indumento non fa altro che accentuare la forma fisica poco brillante del commentatore tecnico, il quale tuttavia mostra maggiore lucidità e presenza rispetto alle ultime esibizioni al San Francesco.

QUATTRO i minuti di gioco trascorsi quando Malcore si invola in area ospite e, solo davanti a Koprivec, si fa anticipare da Sini un attimo prima di calciare causa controllo difettoso. Si fa perdonare a dieci minuti dalla fine quando si scontra con il portiere umbro ed ottiene il rigore che fissa il risultato sul definitivo 2-2. Eccellente in velocità ma spesso egoista, può comunque diventare importante per la causa rossonera.

CINQUE a Tommaso Romito, probabilmente il meno brillante tra le fila della Nocerina. La condizione fisica è ancora approssimativa, causa evidente ritardo di preparazione che una stazza già di per sè imponente non aiuta. Una lentezza spesso esagerata e qualche sbavatura di troppo rendono colui che dovrebbe fungere da guida della difesa il più evidente punto debole della stessa.

SEI al fresco ex della serata Fabio Mazzeo. Camplone, causa ritardo di preparazione, gli concede venti minuti più recupero, con poche palle giocate di cui una stampata sul palo a Gragnaniello battuto, analogo destino dell’ultimo significativo pallone giocato con la maglia rossonera in quel di Latina. L’ingresso in campo è tra gli applausi del pubblico e anche le parole in sala stampa sono oneste e sincere. In bocca al lupo.

SETTE i palloni che Ficarrotta, durante i cinquantotto minuti di permanenza in campo, avrebbe dovuto controllare di destro, ma sceglie inopinatamente di giocare con il sinistro forzando situazioni di gioco che avrebbero potuto avere sbocchi più naturali e positivi. Al contrario di Lepore, schierato a sinistra ma in grado di giocarla con entrambi i piedi, il pur talentuoso esterno siciliano sembra in grado di usare il destro solo per freno e acceleratore. Lascia il campo per Hottor che, con Palma avanzato in posizione di trequartista in pressione su Filipe, fonte di gioco umbra, conferisce a sua volta maggiore sostanza alla mediana rossonera.

OTTO al sinistro al fulmicotone con il quale Fabio Ayres, in arte Fabinho, brucia al crepuscolo del primo tempo la porta di un incolpevole Gragnaniello riportando in vantaggio i suoi. L’esterno brasiliano è la vera spina nel fianco per la difesa rossonera, fin quando a limitarlo ci pensano la stanchezza ed un paio di interventi ben assestati da parte di Remedi prima ed Hottor poi.

NOVE ai tifosi accorsi in buon numero stasera al San Francesco alla prima esibizione in campionato dei nuovi attori rossoneri. Nell’arco di pochi mesi lo spartito è nettamente cambiato ma l’ambiente sembra essersi calato nella nuova realtà fornendo costante supporto ai giovani molossi in campo, incoraggiandoli nei momenti di difficoltà e applaudendoli calorosamente al fischio finale.

DIECI i giocatori rossoneri a ridosso della linea di metà campo al fischio d’inizio dell’arbitro Fiore. Fontana spiegherà che trattasi di stratagemma finalizzato a dare imprevedibilità all’avvio dei suoi: un’abitudine prettamente zemaniana per una Nocerina che, in presenza di un divario tecnico, tattico e fisico apparso evidente nei confronti del Perugia per quasi tutta la gara, oppone grande cuore e forza di volontà, alla fine sufficienti a strappare un pari.

Salvatore Alfano, ForzaNocerina.it

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