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LEGA PRO: calciatori pronti a scioperare, prima giornata a rischio

L’inizio del campionato è ormai prossimo, le squadre tra ritiro e mercato affilano le armi, ma la possibilità che la prima giornata non si giochi diventa di giorno in giorno sempre più concreta. Sul banco degli imputati la legge sull’età media introdotta dalla Lega Pro, che potrebbe assumere il crisma dell’ufficialità entro il 27 agosto, e che proprio non è andata giù all’Associazione Italiana Calciatori. Sono tanti, troppi i calciatori che non rientrano nei parametri stabiliti dalla lega e che rischiano di non trovare squadra e che fanno appello anche alla Costituzione Italiana parlando di una norma che limita notevolmente il diritto al lavoro puntando il dito, tra l’altro, contro le società che, per ottenere i contributi federali previsti dalla Legge Melandri, rischiano di bruciare i giovani e di indebolire i rispettivi organici.

Lo sciopero sembra l’unica soluzione percorribile: “Speriamo non si arrivi ad una decisione drastica da parte nostra – ha dichiarato Umberto Calcagno vice presidente vicario dell’AIC –  ma l’ipotesi dello sciopero è sempre più concreta, miriamo a fermare i campionati. Un tempo la Lega Pro era sinonimo di meritocrazia, alcuni calciatori sono partiti dalla terza serie e poi hanno vinto un Mondiale, oggi il livello tecnico si è abbassato ed un solo giocatore è arrivato a calcare palcoscenici più importanti. Il calcio di oggi prevede troppe contraddizioni, la cosa che mi fa piacere è aver tastato con mano la disponibilità di tantissime persone ed anche la minaccia dello 0-3 non ci crea alcun tipo di problema: se saranno in 69 a non scendere in campo, non è una norma applicabile”.

Di parere diverso, invece, il direttore generale della Lega Pro Francesco Ghirelli: “In Inghilterra ed in Spagna ci sono calciatori che esordiscono in top club già a 17-18 anni e nessuno si scandalizza, solo in Italia si pensa che i giovani siano il male e non la cura. Noi non obblighiamo nessuna società ad acquistare gli under, ognuno è libero di condurre il mercato come meglio crede, tuttavia è assolutamente necessario dare una svolta ad un sistema afflitto da una terribile crisi economica. Il passaggio da 90 a 60 società di Lega Pro comporta la disoccupazione di 900 calciatori, i problemi sono tanti e non va sottovalutato nessun aspetto di questa situazione. Sciopero? La legge prevede lo 0-3, speriamo si possa dialogare con maggiore serenità: le società sono dalla nostra parte”.

Posizioni contrastanti al momento, la speranza è che prevalga ancora una volta il buon senso e che il entro il 1 settembre si riesca a trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti.

redazione ForzaNocerina.it

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