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LEGA PRO: riforma vicina, tanti dubbi all’orizzonte

Un incontro, quello previsto in Prefettura ieri, nodo cruciale per l’attuazione del programma “Gioca i derby coi tifosi”, rinviato a data da destinarsi per motivi ancora sconosciuti.

Il dubbio che alla base del rinvio ci siano le pressioni del presidente della Salernitana Lotito che si sta battendo per l’inserimento dei granata nel girone A, raggruppamento più soft, senza rischi di ordine pubblico, resta e se fosse confermata questa ipotesi la Lega non ci farebbe certo una bella figura.

Eppure si continua a parlare di riforme e controriforme, di mutualità, di ritorno alla vecchia divisione Nord Sud per contenere i costi. Tanti bei paroloni per una Lega che nel giro di pochi mesi cambierà pelle in maniera drastica. Un cambiamento, fatto passare per la panacea a tutti i mali, e che, invece, potrebbe rivelarsi drammatico da qui a qualche anno.

Si passerà dalle attuali due divisioni alla lega unica, divisa in tre gironi, con uno scarto minimo di società partecipanti. Dalle attuali sessantanove il numero delle squadre che avranno l’onore di disputare il primo campionato professionistico, partendo dalle fondamenta del calcio italiano, si ridurrà a sessanta.

Un onore, ma anche un onere, perché il ritorno all’inferno in caso di retrocessione sarà immeditato. Dal professionismo al dilettantismo in un battito di ciglia. Un salto nel vuoto per una Lega che continua a vantarsi di tale riforma, ma nei fatti mette sempre più a repentaglio le società che si cimenteranno in questo nuovo format.

Problemi anche per le neo promosse dai dilettanti, per chi si troverà a compiere il percorso inverso, e dovrà confrontarsi con realtà importanti e contro piazze retrocesse dalla serie B. Non mancheranno i certo le difficoltà di ambientamento.

Dettagli per i padroni del vapore e poi c’è sempre quella mutualità che alla fine metterà tutti d’accordo. Si parla di contributi ingenti, che forse permetteranno anche alle piccole di compiere il cosiddetto salto di qualità, a scapito però delle ultime ruote del carro, a partire dai tifosi, già sono al vaglio nuove forme di fidelizzazione, per finire alle
piccole realtà locali che tra mille difficoltà continuano a barcamenarsi nel mondo dell’informazione locale e che a leggere il nuovo regolamento che disciplinerà i rapporti con la stampa debbono ringraziare se non è stata tassata anche l’aria che si respira all’interno degli stadi.

Potere del calcio moderno, del calcio business. Al di la dei proclami la verità è che, sempre più spesso, certe scelte sono visceralmente dipendenti dal dio denaro. Altro che fucina di giovani calciatori, l’impressione è che le decisioni che da sempre contraddistinguono questa Lega sono volte esclusivamente all’arricchimento di pochi eletti.

Francesco Cuomo, ForzaNocerina.it

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