Ultime news

MARCELLO PITINO: “In bocca al lupo Nocerina!”

È stato scongiurato in extremis lo slittamento della prima giornata di campionato, grazie ad un accordo sancito tra Lega Pro e AIC che regolamenta, con minori restrizioni, l’utilizzo delle quote relative alla valorizzazione dei giovani, tralasciando, di conseguenza, il vincolo dell’età media. Una situazione “assurda, a livello di tempistiche, che avrebbe potuto essere evitata se solamente ci si fosse mossi con maggior anticipo. Capisco che molti giocatori rischiavano di restare fermi e senza un lavoro, ma la scelta in merito all’approvazione della riforma spetta a presidenti e Lega. Dunque non so fino a che punto ci sarebbe potuto essere un qualche motivo di sciopero“. A parlare è l’ex diesse rossonero Marcello Pitino, attualmente uomo-mercato del Sorrento. Un anno e mezzo caratterizzato fondamentalmente da alcuni risultati di notevole spessore, affiancati a momenti di sconforto e delusione, piacevoli scoperte, sul campo, e alcune scelte infruttuose. Con l’occhio critico dell’osservatore la si potrebbe definire una gestione sportiva fallimentare, visto il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, ma che, al contrario, ha rappresentato, dal punto di vista storico, uno dei momenti più alti dell’ultracentenaria vita del club molosso.

Riforma dei campionati e politica dei giovani è un binomio che non è andato giù a molti. Qual è il pensiero di Marcello Pitino in merito a questa intricata vicenda?

“Erano anni che si paventava questa agognata riforma dei campionati, ed una volta per tutte la si doveva mettere in atto. I momenti di riforma, notoriamente, sono spesso associati a difficoltà per tutti, ed è normale che ci siano disagi, e delle situazioni che possono fare bene a qualcuno e male a qualcun’altro. Secondo me dovevano essere evitate le mancate retrocessioni dalla Prima Divisione, perchè non si fa altro che rendere questo torneo altamente falsato. L’interesse è solo quello di vincere, ed è normale che le società che non hanno tale interesse, non essendoci retrocessioni, siano portate a stipulare solo determinati contratti. Se si è bloccato il mercato, e ci sono tanti giocatori senza un lavoro, non lo è stato per altre motivazioni se non questa.”

La figura del Direttore Sportivo in questo scenario?

“Io credo che il DS, nelle squadre di Prima Divisione che non hanno alcun interesse a vincere, sia una figura aleatoria. Diventa fondamentale ed importante solamente quando si dovrebbe dare equilibrio in certe situazioni. Siamo arrivati al paradosso, tanto che, se volessimo usare un eufemismo, l’attuale Seconda Divisione è come se fosse la ex C1. Ripeto, è un momento di cambiamenti, ma tutto deve essere fatto nel rispetto delle regole. L’unica cosa che poteva essere introdotta, per evitare favoreggiamenti o altro, era quella di far fare uno spareggio tra l’ultima del campionato di Prima, e la nona di quello di Seconda.”

Un suo giudizio sul prossimo torneo di Prima Divisione, nella fattispecie, il girone B che interessa da vicino i molossi?

“Sarà un torneo molto frazionato: nel girone B ci saranno le sei squadre che hanno costruito organici per fare il salto di categoria, che faranno un campionato a parte. Le altre, credo che resteranno a guardare, e non vedo quale sia l’interesse che le possa spingere a fare di più. Anche noi addetti ai lavori non abbiamo interesse a visionare le gare di tante formazioni, vista la penuria di giocatori di qualità. Questo non per parlare a scapito di qualcuno, ma è la realtà dei fatti.”

Parlando, appunto, di Nocerina, ci può esprimere un giudizio sulla rosa allestita dal suo successore Pavarese?

“Non me la sento di dare un giudizio, perchè non ho avuto modo di seguire nè il mercato, nè le gare ufficiali. Non essendoci interesse di classifica, tutto ciò che si fa va più che bene. La Nocerina ha già raggiunto la propria vittoria del campionato con l’iscrizione, nonostante le note vicende societarie. Non so quali siano i progetti, i programmi, che la società ha per il futuro, ma credo che si stia muovendo in una direzione di progettualità.”

Facciamo un passo indietro. Un anno e mezzo caratterizzato, principalmente, da tre delusioni: mancata salvezza in B, mancato ripescaggio, e mancata promozione. Quale, tra queste, è stata quella più dura da digerire?

“Io credo che la delusione maggiore sia stata la mancata riammissione in Serie B. Quello che succede sportivamente, nel bene e nel male, siamo noi che lo decidiamo, ma quando intervengono fattori esterni a tarparci le ali, possiamo davvero poco e nulla, se non rammaricarci. Facemmo una grande rimonta, l’anno della B, nella quale ci siamo posizionati in maniera tale da poter essere ripescati, visto che eravamo a conoscenza delle possibili defezioni che ci sarebbero state a causa del processo sul Calcioscommesse. Purtroppo non ce l’abbiamo fatta a salvarci sul campo, e l’anno scorso, dopo un inizio disastroso dovuto sempre alla mancata riammissione che ci ha condizionati psicologicamente per larga parte del torneo, non siamo riusciti a trovare il bandolo della matassa. Il terreno perso non era legato alla sconfitta col Sorrento, il pareggio col Catanzaro, Gubbio, ma sono i punti che abbiamo perso nelle prime cinque giornate. Nonostante tutto, abbiamo fatto i play-off. Non posso che definirlo come un anno e mezzo passato benissimo, con una società importante, ed un gran pubblico che, a mio avviso, è uno dei migliori d’Italia, e lo ha dimostrato con i fatti, continuando a farlo tuttora.”

Tanti i giocatori passati a Nocera sotto la sua gestione. Quale non ha reso per come si aspettava, e quale, invece, l’ha piacevolmente sorpresa?

“Avevamo preso Barusso, sul quale avevamo delle aspettative altissime. Purtroppo il ragazzo non ha dato quello che poteva dare, così come Negro, a causa degli infotuni. Ci sono stati diversi giocatori, ma non per fare dispetto agli altri, come Corapi, arrivato nell’indifferenza generale e che si è affermato per quello che era; per non parlare di Evacuo che, visto il momento, nel rapporto di qualità-prezzo, ritengo sia stato uno dei colpi più importanti sia come calciatore che come uomo. Non dimentichiamoci anche dei giovani di assoluto valore come Baldan, Chiosa e  Crescenzi. Ritengo che, alla fine, chi veniva allo stadio restava soddisfatto per lo spettacolo che gli veniva offerto”.

Un ultimo pensiero in libertà rivolto alla tifoseria nocerina …

“Ho trovato una tifoseria molto matura, che nei momenti topici si è sempre fatta sentire. So che i tifosi sono stati protagonisti anche nella salvezza di quest’anno della Nocerina. Il presidente aveva deciso di mollare e, se non fosse stato per loro, probabilmente sarebbe finito tutto. Sono sicuro che faranno la differenza anche quest’anno in un campionato particolare, più di sofferenza, che non vede la Nocerina tra le favorite. Faccio il mio personale in bocca al lupo a tutto l’ambiente”. 

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it

Back to top button