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UN PAREGGIO da prendere come una vittoria, Nocerina tatticamente da rivedere!

La Nocerina esordisce in campionato con un pari che per tutta una serie di fattori va considerato senza dubbio positivo. C’è l’aspetto psicologico, innanzi tutto, forse la cosa più importante, maggiore persino della stessa classifica, data la giovane età della formazione rossonera. I giovani, infatti, si sa, non hanno quell’esperienza capace di mantenere il giusto equilibrio emozionale, passano facilmente da immotivati, quanto inopportuni, entusiasmi, in caso di vittoria, allo scoramento per una sconfitta. Ecco che, per questi motivi, il pari con il Perugia è da considerarsi quasi come una vittoria, sia per quello che è successo in campo, sia per come, soprattutto, si erano messe. Gli uomini di Fontana hanno avuto il merito, pur subendo la maggiore esperienza e tecnica degli avversari per quasi tutto il match, di rimanere sempre in piedi, di non abbattersi, è questo è senza dubbio un merito da sottolineare. Aggiungiamoci, inoltre, una buona dose di fortuna, che certamente non guasta ed ecco che il quadro è completo. In altri tempi saremmo qui a parlare, di contro, di una mezza sconfitta, un pari in casa, per giunta in rimonta e dopo aver subito l’avversario, non è certamente da giudizi positivi. Visto, però, le vicissitudini di quest’estate, l’iscrizione al campionato in extremis, i programmi ridimensionati, la rosa notevolmente ringiovanita e priva quasi d’esperienza, un tecnico emergente ed ecco che il giudizio cambia. Detto questo non possiamo, però, non evidenziare le enormi difficoltà incontrate dai molossi e il fatto che alla fine i Grifoni, che hanno sprecato l’impossibile, avrebbero meritato ampiamente la vittoria. Su queste premesse l’analisi tattica dell’incontro è da farsi con le dovute cautele, Fontana si è affidato inizialmente all’ormai canonico 4-4-2, del resto c’è poco da fare alchimie tattiche. Consideriamo, ad esempio, che la difesa è andata in barca sovente, specie sulle corsie, dove Cremaschi, l’ombra del giocatore ammirato contro l’Avellino, è stato surclassato dalla maggiore tecnica ed esperienza di Fabinho e dove Rizza, ancora appesantito, spesso si perdeva in inutili scorribande in avanti dimenticandosi la fase difensiva, Dei due centrali, buona la prova del mai maturo De Franco, molte, incertezze, invece, per Romito che in un frangente ha rischiato anche l’espulsione, spesso cavandosela con le cattive per fermare i più quotati attaccanti umbri, con Eusepi, in occasione del primo goal lasciato liberissimo di colpire al centro dell’area. Il centrocampo ha fatto quello che ha potuto, gli interni Remedi e Palma, che paga un po’ dazio al suo fisico leggerino se la sono cavata senza infamia e senza lode, mentre sugli esterni il solito Lepore ha offerto una buona prestazione, un assist ed una rete (rigore trasformato con freddezza!) lo pongono tra i migliori dei suoi. Ficarrotta, invece, benino in fase offensiva, male in fase difensiva dove doveva maggiormente aiutare Cremaschi, in evidenti difficoltà, ad arginare il terremoto Fabihno. Nella ripresa Fontana, ha variato lo schieramento, ha inserito Hottor per Ficarrotta, è passato al 4-3-1-2, una sorta di rombo a centrocampo, con Hottor vertice basso, davanti alla difesa e Palma avanzato dietro le punte. Le cose sono leggermente migliorate, non più di tanto, se non altro Hottor, in coppia con Remedi, ha dato maggiore compattezza sulla mediana, con Malcore che spesso arretrava e partiva velocemente, favorendo gli inserimenti di Lepore. Proprio da una ripartenza ed una palla rubata da Malcore si è arrivati al rigore che ha permesso alla Nocerina di pareggiare. Dell’attacco, sufficiente la prestazione di Evacuo, autore del primo pareggio, bravo a farsi trovare sotto misura, per il resto ha fatto quello che ha potuto, contro i difensori navigati e maliziosi del Perugia. Detto di Malcore che si è dato un gran da fare, da rivedere lo Sloveno Jogan, che nei venti minuti in cui è stato in campo ha cercato di giocare più per la squadra.

Roberto Errante, ForzaNocerina.it

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