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AMARCORD. GUALDO-NOCERINA: i due minuti che hanno fatto la storia

La memoria è un giudice strano, spesso riduce gli avvenimenti importanti a piccoli particolari, scene che per la storia sono solo di contorno. Il sette giugno del 1998 la Nocerina elimina il Gualdo dalla corsa alla Serie B dopo una semifinale di play off che definire rocambolesca è dir poco. L’immagine di quella giornata incredibile, per me, è Giovanni Simonelli che molto dopo la fine della partita vaga per il campo, ormai quasi del tutto coperto dall’oscurità, con l’avvocato D’Angelo che lo segue passo dopo passo.

Non ho ascoltato il discorso tra i due ma posso immaginare che uno dicesse all’altro, “Dai Giovanni è finita, torniamo a casa”. Parole lanciate al vento mentre l’allenatore dei miracoli continuava a ripetere, “Non è possibile”. Una squadra salvata per il rotto della cuffia dal fallimento quasi certo e costruita con i resti degli anni precedenti e qualche giovanotto di belle speranze era diventata una corazzata capace di esprimere il più bel calcio del girone meridionale della Serie C. Criscuolo, Erra, De Juliis, Pallanch il capitano, Belmonte e tanti altri. Nomi che ora sono nella storia.

La partita, come tutte le cose memorabili, all’inizio sembrava normale. La Nocerina controlla il match, non subisce più di tanto fino al gol dei padroni di casa messo a segno da Vittorio Torino, un grande attaccante che al tramonto della carriera avrebbe vestito anche la maglia rossonera. Il secondo tempo rimette le cose a posto con il gol di Roberto De Palma. La finale era cosa fatta. Troppo semplice, troppo facile. La Nocerina non vince mai senza soffrire, non è nel nostro codice genetico.

L’ultimo quarto d’ora esce dalla penna di uno sceneggiatore di successo. Di Venanzio, calciatore di talento che ha avuto una carriera molto al di sotto delle possibilità, sigla una doppietta. Il secondo gol arriva un minuto dopo il novantesimo. Ancora una volta sembra finita. Gran parte del pubblico rossonero, soprattutto quello assiepato in tribuna, lascia lo stadio. Grosso e comprensibile errore.

I Molossi ci provano con le ultime energie di una stagione incredibile. De Juliis controlla palla a centrocampo. Lancio lungo, trenta forse quaranta metri, la palla cade sul piede di Marra che punta l’out sinistro della difesa umbra. Salta un avversario rientrando verso il centro dell’area. Un movimento folle quanto disperato. Cross al centro sul destro del più improbabile degli attaccanti.

Giovanni Di Rocco, difensore dal piede maleducato, che si esibisce in una di quelle sforbiciate che si sognano da bambini quando si tirano i primi calci ad un pallone. La palla rimbalza e si insacca nell’angolo della porta del Gualdo. Il delirio, la gioia più incredibile, un’immagine, un sogno. “Dai Giovanni è finita torniamo a casa”.

Fabio Pagano, ForzaNocerina.it

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