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PIANETA TIFO: nel ricordo di Vincenzo Salzano

Via Roma, Nocera Superiore, a quattro passi dal centro, sorge la sede dell’ “Associazione amici di Vincenzo Salzano”, seconda tappa di “Pianeta Tifo”. A fare gli onori di casa il fratello Giuseppe. Lui, Vincenzo, è venuto a mancare nel marzo del 2009. Un male improvviso l’ha strappato all’affetto dei suoi cari, lasciando un vuoto incolmabile nei cuori di quanti gli hanno voluto bene.

Si respira Nocerina in ogni angolo dei pochi metri quadrati della sede. Al muro sciarpe, fotografie, ricordi, Vincenzo Salzano è dovunque. Giuseppe, stesso fisico possente del fratello, stessa fisionomia, è visibilmente emozionato. Spesso, durante questa chiacchierata, le lacrime gli gireranno negli occhi e la voce verrà rotta dall’emozione: “Non paragonatemi a lui, vi prego – si schernisce  – Enzo è unico. La Nocerina era la sua ragione di vita, tutto girava intorno alla sua squadra del cuore. Ne conosceva vita morte e miracoli. Era sempre super aggiornato su calciatori, allenatori, sulla squadra da incontrare la domenica e a fine partita iniziava già a pensare a quella successiva. Il suo gruppo veniva prima di ogni cosa, era disposto a sacrificare tutto in nome della Nocerina. Ma la capacità che gli ho sempre invidiato era quella di riuscire a creare aggregazione, a far amare i colori rossoneri anche a chi magari col calcio aveva poco o nulla da spartire. Ancora oggi  per esempio nella ricorrenza del suo compleanno, che ogni anno festeggiamo in sede come se lui fosse ancora qui in mezzo a noi, ricevo l’immancabile telefonata di auguri dei coniugi proprietari dell’albergo che ha ospitato Vincenzo e alcuni amici in occasione della finale della Coppa del Mondo a Berlino. Due persone che io non ho mai conosciuto di persona e che sono diventati miei amici grazie a mio fratello”.

La Nazionale appunto, un’altra delle passioni di Vincenzo: “torniamo al discorso di prima – continua Giuseppe – anche in questo caso ha fatto valere la sua innata capacità di coinvolgere gli amici di sempre. Berlino è stata una delle tante tappe e ora la presenza dello striscione col suo nome sul tricolore negli stadi dov’è di scena la Nazionale, è un altro modo per ricordarlo”.

Da qui a mettere in piedi questa sede il passo è stato brevissimo: “creare una sede, un punto d’incontro, è stato sempre un desiderio che io e Vincenzo avevamo fin da piccoli e posso dire con un pizzico d’orgoglio di essere riuscito a realizzarlo.  La sede è affiliata ENDAS, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, oggi conta circa un centinaio di iscritti che si autotassano per coprire le spese di fitto della struttura e delle varie utenze. La partecipazione fin dall’inizio è stata massiccia e intitolarla alla sua memoria ci sembrava il minimo che potessimo fare”.

Una sede che possiamo definire sui generis perché la Nocerina e sì il filo conduttore, la passione comune dei tanti iscritti, ma spesso e volentieri le iniziative degli “Amici di Vincenzo Salzano” sfociano nel sociale: “non ci è mai piaciuto farci tanta pubblicità. I gesti, piccoli o grandi, che ogni giorno facciamo, vengono dal profondo del cuore, così come Vincenzo ci ha insegnato. Quest’anno ad esempio abbiamo organizzato il primo scambio delle figurine Panini, anticipando addirittura la stessa casa produttrice, ed è stato bellissimo vedere la sede piena di ragazzini intenti a scambiarsi i propri doppioni. Un’iniziativa che sicuramente ripeteremo anche l’anno prossimo. Fortunatamente i soci risponde ad ogni sollecitazione, che sia quella di organizzare una festa, di guardare la partita in tv davanti ad una bella pizza o semplicemente di trascorrere qualche ora del nostro tempo insieme. Vincenzo ne sarebbe stato orgoglioso”.

Un impegno dispendioso ma che Giuseppe porta avanti con passione: “è stato mio fratello un giorno a farmi capire che questa era la strada giusta da seguire. Avere a che fare con i giovani non è facile e Vincenzo aveva una capacità innata e soprattutto tanta pazienza, cosa che a me manca. Era una di quelle giornate no, qualche discussione qui in sede, un po’ di malumore, e come faccio spesso mi sono recato al cimitero. Ricordo che pioveva, invocai il suo aiuto: “Enzo dammi una mano, non ce la faccio più con questi ragazzi” esclamai e nello stesso momento il manico dell’ombrello che stringevo tra le mani colpì il mio volto, il tempo non era dei migliori ma vi posso assicurare che non era per niente una giornata ventilata. L’ho interpreto come un segno, sono convinto che è stato Vincenzo a muovere quell’ombrello e a farmi capire che non dovevo mollare. A distanza di anni quell’episodio mi dà la forza di continuare, so che Vincenzo è qui, al mio fianco, al fianco di tutti quelli che gli hanno voluto bene e anche di chi pur non avendolo conosciuto lo stima e lo rispetta”.

Eppure Vincenzo era un ultras, sarebbe dovuto essere il cattivo della situazione nell’accezione che il termine assume nell’immaginario comune. Dal racconto di Giuseppe viene fuori invece tutt’altro, qual è la verità? “La verità è che spesso e volentieri si fa abuso di questo termine senza probabilmente nemmeno capire di cosa si sta parlando o conoscerne il significato. Essere ultras è uno stile di vita, è pura passione, è aggregazione, è divertimento ma significa soprattutto sacrificare tempo e affetti per la propria squadra del cuore.  Da un anno a questa parte sono entrato a far parte dei Bothers, il gruppo di mio fratello, ragazzi splendidi, seri, coerenti, tifosissimi nella buona e nella cattiva sorte, che mi hanno voluto al loro fianco e dei quali sono onorato di essere amico e di condividere la stessa passione. Un anno insieme a loro mi è servito a capire tante cose. Troppo spesso si ragiona per stereotipi e sentito dire, vi posso assicurare che tantissime delle storie che si raccontano sugli ultras non corrispondono a verità”.

A chiudere non poteva mancare un pensiero del tifoso Giuseppe sulla Nocerina di quest’anno: “è la squadra che ogni tifoso sogna di avere in mezzo al campo. Ragazzi volenterosi, che sudano la maglia dal primo al novantesimo, magari anche limitati tecnicamente ma ai quali non si può contestare nulla dal punto di vista dell’impegno. Sono convinto che con un pizzico di fortuna, ci divertiremo anche quest’anno”.

Lorenzo Orefice, ForzaNocerina.it

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