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BOZZI: “momento no, la Nocerina ha la forza per venirne fuori”

Anche nei cuori dei più sfrenati ci sono corde che non possono essere toccate senza dare forti emozioni, un po’ come le corde insite nei cuori di chi, quel biennio d’oro, l’ha vissuto e, a distanza di anni, lo porta con sè gelosamente custodito. Erano gli anni antecedenti al terremoto dell’80, un cataclisma che sconvolse completamente la morfologia sociale e non del Sud Italia, gli anni del calcio fatto di amore, passione, attaccamento, eroi e bandiere, unico vero momento di svago, nel “rivoluzionario” mondo di allora. A farsi spazio, tra le fila di una delle formazioni più belle della storia rossonera, il giovane Stanislao “Enzo” Bozzi che, a suon di gol mai banali, quasi sempre frutto di gesti tecnici di alto livello, ha contribuito in larga parte alla realizzazione di quel sogno chiamato Serie B. “Ricordi incancellabili, che porto con me da anni” – commenta l’ex bomber, attualmente allenatore della Bisaccese, formazione di Eccellenza – “La promozione in B e il ritorno a Nocera generano emozioni che, al solo pensiero, sembrano rivivere in quello stesso istante. Peccato per come ando’ a finire l’anno successivo, nonostante riuscii a realizzare ben undici reti che, purtroppo, non contribuirono al mantenimento della categoria”.

Il suo legame con la piazza, però, nonostante l’addio dopo la retrocessione non ha mai avuto fine…

“Sono tante le persone che, in questi anni, anche attraverso i mezzi di comunicazione ricordano le gesta di quei campionati, mi ringraziano e portano in loro un bellissimo ricordo. Emozioni davvero speciali, che mi riempiono il cuore di gioia, perchè significano che ho lasciato un buon ricordo. Ancora oggi sono legato a tanti amici, con cui mi sento spesso, ad esempio Fabrizio Failla, oppure il grande Enzo Pepe, entrato di diritto anch’egli nella storia rossonera.”

Tanti i numeri 9 che le sono succeduti e che, alla sua stregua, hanno fatto breccia nei cuori e nelle menti dei supporters rossoneri, tra tutti Felice Evacuo, Emanuele Cancellato e Gigi Castaldo. Quale, tra essi, più le somiglia?

“Castaldo ed Evacuo sono due giocatori che conosco molto bene, ma con caratteristiche molto diverse dalle mie. Loro sono strutturalmente più sulla potenza, io, invece, ero più agile ed acrobatico, e saltavo molto bene di testa. Probabilmente Cancellato aveva qualcosa di simile, ma, in generale, credo che fossimo quattro centravanti validi, ma con differenze di fondo.”

Una stagione, quella attuale, già nata sotto una cattiva stella, è stata il preludio agli ultimissimi, deludenti risultati. Qual è il pensiero di Bozzi in merito?

“Seguendo la Nocerina da decenni, vorrei, in primis, fare un passo indietro ringraziando quell’azionariato popolare che ci ha salvati dall’ultimo fallimento, poi, mi consola il fatto che quest’anno sia solamente di transizione. Si cercherà di limitare i danni, ovviamente cercando di salvare l’immagine: guai a cadere così in basso dal rendere difficile il rialzarsi. Mi auguro che l’anno prossimo si possa ripartire con una società piu’ solida e con una programmazione seria.”

Cosa, invece, si sente di dire ai tanti tifosi che, per la frustrazione, si stanno lentamente allontanando dal San Francesco?

“E’ chiaro che non si può stigmatizzare quei tifosi che, andando allo stadio, vengono disattesi dai risultati negativi. Ci può stare, quindi, che il pubblico sia deluso e non accorra in massa come una volta. E’ il momento, però, di dimostrare cosa vuol dire essere molossi. Non bisogna mai demordere, e pensare positivo per il futuro, cercando di non abbandonare mai completamente questa squadra che, anche nel peggiore dei risultati, va sempre aiutata, nella speranza che, in futuro, ci siano tempi migliori.”

Tante sono state le idee partorite in questi mesi travagliati, tra cui quella dell’azionariato popolare, atto ad affiancare una società in seria difficoltà. Crede possa essere percorribile una eventualità del genere in una piazza come Nocera?

“Se succedesse realmente una cosa del genere, abbraccerei uno ad uno questi super-tifosi che sentono in cuor loro di poter dare una mano, affiancando la società attuale. La realtà non è così facile come sembra. Per programmare un futuro solido, comunque, è necessaria una proprietà forte, che possa investire per una programmazione ambiziosa. Questi, però, sono miracoli che possono succedere in piazza come Nocera, ed è per questo che ringrazio tutti i tifosi ed appassionati, ma mi piace pensare che l’imprenditore di turno possa prendere questa squadra e fare gli investimenti giusti.”

Ricordiamo, inoltre, che questo sarà anche l’anno dei derby, come da tempo non avveniva, in primis quello con la Salernitana…

“Con me sfondi una porta aperta (ride ndr). Ricordo un Nocerina-Salernitana, nell’anno della promozione, vinta da noi con una mia doppietta. La Nocerina, quei derby, li dominava e li stravinceva, e la speranza è che si possa tornare cosi’, a dettare legge in queste partite sentitissime.”

Passiamo al presente. Ha già avuto modo di osservare da vicino la Nocerina di Fontana?

“Purtroppo non ho ancora avuto il piacere, anche perchè ho ricominciato ad allenare. Ho, però, seguito da vicino la Nocerina, fino all’anno scorso, insieme ai tifosi, ed è stato bellissimo rientrare in quella che, per me, è la “Cattedrale”.”

Se fosse, Lei, allenatore dei rossoneri, come spronerebbe i giocatori per uscire da questo momento no?

“Ho con me una copia del libro della storia della Nocerina, il Rosso e il Nero: quello che mi verrebbe da fare è regalarlo a tutti loro, obbligandoli a leggerlo ed interrogandoli successivamente. Probabilmente potrebbe essere il miglior stimolo da avere.”

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it

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