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PAGANESE-NOCERINA, silenzio si gioca

Ebbene sì, anche questo derby si giocherà a senza tifosi; ebbene sì, anche questo derby sì giocherà fuori dalla Campania; ebbene sì, avremo ancora una volta un derby ‘’itinerante’’: dopo Chieti e Pisa si ritornerà in Toscana, per la precisione a Pontedera.
L’ultimo derby giocato in casa di una delle due squadre risale ai primi anni 90, alla gara vinta per 1-0 dalla Nocerina al san Francesco grazie al goal di Zottoli. Sono passati oltre 20 anni da quella gara, senza che le due tifoserie riescano a godere di una spettacolo che sicuramente meriterebbero.
L’epilogo, comunque, sembrava scontata dopo i fatti di Salerno, anche se rimane un forte dubbio su una decisione già presa tempo addietro che ha trovato una strada ancora di più spianata negli ultimi giorni…

IL CAMMINO VERSO IL DERBY. La Nocerina arriva al derby non nel migliore del modi: dapprima la partita rimandata contro il Lecce, poi le pesanti dichiarazioni di Pavarese, che hanno portato ad una rottura tra società e tifosi, il tutto accompagnato dagli infortuni di Palma e Remedi,  hanno fatto da sfondo e riflesso degli ultimi giorni, dall’altro canto la Paganese arriva carica al derby: in campionato il pareggio a Grosseto ha ridato fiato alla compagine azzurrostellata che proverà sicuramente il colpo grosso.

LE DICHIARAZIONI PRE GARA. “Il derby a porte chiuse lontano dalla sua sede naturale è l’ennesima sconfitta per il mondo del calcio” così Cocchino D’Eboli ad inizio settimana. “Un danno anche dal punto di vista economico per la società azzurro stellata privata dell’incasso della gara e costretta, così come la Nocerina a sobbarcarsi i costi di una trasferta fuori programma” per il DG della Paganese. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente liguorino Raffaele Trapani: “Sarebbe stato un grande passo avanti quello di far giocare quantomeno la partita con il pubblico di casa presente sugli spalti. I recenti avvenimenti hanno confermato il totale fallimento della tessera del tifoso. Anche se – ci ha tenuto a sottolinare Trapani – Nocera e i nocerini non sono quelli dipinti dai mass media”. Ieri mattina Gaetano Fontana nella consueta conferenza stampa pre-gara ha provato a parlare di calcio giocato: “Sono curioso di vedere la reazione della squadra dopo tutto quello che ci è venuto addosso – ha dichiarato il tecnico della Nocerina – la Paganese? Mi aspetto una squadra rognosa e motivata”.

MANCA LA VOLONTA’ DI CAMBIARE DAVVERO. E derby sia allora, con tutte le limitazioni del caso. Resta l’amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato. Pagani e Nocera, due città diviste da un lembo di strada, due popoli che sono a contatto tutti i giorni, che dividono lavoro, affetti e amicizie ma che non riescono ad andare allo stadio ad assistere a quella che potrebbe essere una normale partita di calcio come da tempo si fa a Roma, a Milano e a Genova e in tante altre città dove derby forse anche più pericolosi di quello tra Nocerina e Paganese vengono giocati senza particolari problemi di ordine pubblico.

Sarebbe stato bello dare una chance alle due tifoserie, dopo i fatti di Salerno e la solidarietà dimostrata a più riprese nei confronti dei tifosi molossi anche dagli stessi paganesi, magari chissà qualcosa poteva veramente cambiare.

Ma siamo in Italia, nel paese dove la repressione è considerato l’unico strumento adatto a redimere il problema della violenza degli stadi, peccato che la storia stessa del nostro paese si ha insegnato che con quella quasi mai si ottengono i risultati sperati.

Alessio Fortino, ForzaNocerina.it

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