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CHI SALE E CHI SCENDE: Avellino e Latina da record. Evacuo vero uomo di sport

Il 2014 è, oramai, alle porte, ma, prima di salutare con nostalgia o – per chi non l’avesse vissuto con grande intensità o particolari gioie – con un sospiro di sollievo l’anno che volge al termine, potrebbe risultare interessante ripercorrere le grandi emozioni e “sofferenze” – calcisticamente parlando – che hanno caratterizzato queste due intrecciate stagioni sportive.

CHI SALE

AVELLINO – Un 2013 “straooordinario”, volendo parafrasare l’ormai celebre espressione del primo cittadino di Salerno Vincenzo De Luca, per la compagine irpina. Vittoria diretta del torneo di Prima Divisione Girone B, e grandi conferme anche nel campionato successivo di Cadetteria. I biancoverdi, capito l’andazzo, e desiderosi di evitare quanto compiuto dalla Nocerina appena la stagione precedente, hanno gestito un mercato estivo importante, integrando la rosa vincente con cinque, sei elementi di categoria, utili a disputare un torneo tranquillo. Il terzo posto, con 37 punti, a sole tre distanze dalla capolista Palermo, è quanto di più sorprendente ci si potesse immaginare (o forse no?). SognAre non costa nulla, pertanto è d’obbligo un in bocca al lupo – ironia della sorte – agli amici “lupi”.

LATINA – L’ottima partenza dello scorso campionato aveva posto in auge i neroazzurri, con Pecchia vero condottiero dell’armata allestita dal Ds Facci. Il non brillante avvio del girone di ritorno, però, nonostante arrivi di spessore come Giallombardo, Schetter e Danilevicius, è costato caro al tecnico formiano, avvicendato dal “traghettatore” Sanderra a poche giornate dal termine. Mai scelta è stata più azzeccata: play-off centrati e vinti con merito e caparbietà. L’arrivo del siciliano Auteri, per la stagione successiva in Serie B, accompagnato da una folta schiera di giocatori di esperienza, lasciava presagire ad un cammino ricco di soddisfazioni. Purtroppo la carenza di risultati e l’ultima posizione in classifica sono costate care al trainer di Floridia, sostituito dall’ex Reggina Roberto Breda. Nessun miracolo, nessuna alchimia, semplicemente compattezza dello spogliatoio e flessibilità tattica hanno portato a tali risultati, ora, sotto gli occhi di tutti.

FELICE EVACUO – Scontato, ovvio, certo il suo inserimento nella graduatoria dei tre “top” dell’anno. Bomber per eccellenza, il binomio “Evacuo-gol” appare come un qualcosa di inscindibile, imponente, quasi semanticamente assonante. Non siamo qui a celebrare le sole gesta del calciatore, ma anche quelle dell’uomo, colui che della riconoscenza e dell’amore verso i colori rossoneri e la piazza, che tanto gli ha dato, ne ha fatto il proprio diktat. Il saluto al settore ospiti, e la conseguente carneficina mediatica, e non solo, subita dall’ex numero 9 molosso, al termine dell’incontro tra Benevento e Nocerina, issano i valori del calcio ad una dimensione quasi atavica rispetto alla realtà moderna. Grazie di tutto, Felice!

CHI SCENDE

NOCERINA – Si sa, la storia ultracentenaria del club rossonero è caratterizzata dalla costante altalenanza di gioie e sofferenze alle quali il pubblico nocerino è abituato. L’inizio del girone di ritorno dello scorso torneo lasciava spazio all’idea che, probabilmente, quella Serie B tanto lontana la si sarebbe agguantata lo stesso, nonostante alcune difficoltà iniziali. Idea, purtroppo, sepolta sotto la cenere dei tre pesantissimi gol di Sorrento, e schiaffeggiata dalla sassata di Barraco, nella gara di ritorno della seminifinale Play-Off contro il Latina. La calda estate, i noti problemi societari, una squadra inadeguata allestita con pochi soldi, ma che vanta ben 30 giocatori in rosa (a tal proposito qualcuno dovrà spiegare dove sia finita l’austerity tanto conclamata), sono solamente storia recente ed attuale. Quella storia che, in barba alle menzogne, alle falsità, all’utilitarismo economico societario ed allo sfruttamento totale di una passione, insita nei cuori dei veri molossi, resterà, comunque, orgoglio di una comunità intera. L’augurio che, noi tutti, ci facciamo, pertanto, è che la Nocerina possa tornare ad esistere, a vivere libera dalle catene del qualunquismo e dai fili mossi da fantomatici “Big Brothers”, citando uno dei personaggi principali del “1984” di George Orwell.

LEGA PRO – La riforma dei campionati, l’imposizione di una politica giovanile, le tanto pubblicizzate proposte di solidità economiche non sono altro che piccoli propositi, quasi impercettibili, rispetto al grande fallimento registratosi nelle ultime stagioni. Quella attuale non è altro che la punta di un iceberg ben più grosso, coperto dalle onde del mare, ma sempre lì, presente e radicato in un sistema calcio antiquato, schiavo del Dio Danaro e dei poteri mediatici. Dispiace ribadire sempre e solamente cose, oramai, arcinote, di un disegno già prestabilito e, da anni, ben organizzato – ad esempio il nuovo scandalo del Calcioscommesse – dispiace che i vani tentativi di “ribellione” ad esso vengano bollati e “macchiati” a livello nazionale e non – Salernitana-Nocerina docet – come “vergogne”, per il semplice fatto di aver messo a nudo una struttura, eufemisticamente, “a delinquere”. La palla, pertanto, non può che passare al pubblico, al destinatario delle informazioni, colui che, a mente aperta, riesce a scavare nella realtà dei fatti senza condizionamenti di sorta. Ed è a queste persone che noi, italiani, nocerini, ci rivolgiamo, è a queste persone che sono aggrappate le ultime, residue, speranze di un paese, oramai, in declino non solo sportivo, ma istituzionale, culturale, sociale…

ISTITUZIONI – “Dopo due anni di grandi risultati l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive si è reso conto che si poteva dare fiducia alle tifoserie che hanno dimostrato di meritarselo, per fare appello al senso di responsabilità degli appassionati in maniera sana”. Sono le parole rilasciate da Antonello Valentini, Direttore Generale della Federcalcio, qualche tempo fa, alla nascita della Fidelity Card. Grandi risultati di chi e di cosa? Nonostante le varie normative che avrebbero dovuto garantire una costante partecipazione alle manifestazioni sportive da parte dei possessori di tali “oggetti”, anche in presenza di divieti, si è comunque preferito sfalsare, smentire, ciò che per legge avrebbe dovuto essere un diritto dei sottoscrittori degli stessi. Gli esempi più eclatanti? Nocerina-Paganese della scorsa stagione e, non ultima, Salernitana-Nocerina. Si è tentato di far passare un vero e proprio fallimento di una legislazione, come un “atto dovuto e necessario a salvaguardare l’ordine pubblico”, salvo poi, permettere, qualche giornata dopo, il libero accesso ai tifosi ospiti in occasione dell’incontro tra Salernitana e Paganese. Paura dei “barbari” nocerini, oppure semplice tentativo di salvaguardare il proprio interesse politico?

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it

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