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PIANETA TIFO: la Nocerina di Nando e Luigi

Il viaggio di questa settimana parte da Piazza Municipio, dove l’avventura dei due protagonisti sembra esser cominciata. A raggiungermi due amici che hanno scritto una bella pagina della tifoseria rossonera, Nando Mustacciulo e Luigi Vicidomini. La voglia di parlare di Nocerina è ancora tanta, sembra che il tempo e i vari episodi che si sono susseguiti non abbiano spento una fiamma a tinte rossonere che giorno per giorno, anno per anno diviene sempre più intensa. “Si potrebbe dire –esordisce Luigi – che la nostra storia come appassionati prima e tifosi dopo della Nocerina sia cominciata in piazza Municipio, che è il ritrovo per eccellenza di tutti i Nocerini.” “La nostra storia di tifosi – annuisce Nando – è molto simile a quella di molti tifosi di quel periodo.” “La Nocerina era un motivo di discussione – gli fa eco Luigi –  di confronto, inutile raccontarti le notti insonni trascorse per preparare coreografie affinché al San Francesco, vi fosse sempre un clima di festa: al triplice fischio dell’arbitro si era già pronti a pensare a cosa organizzare la domenica dopo.” “Non ci pesava – continua Nando – anche perché quando a prevalere è la passione nel fare qualcosa per la propria squadra di calcio non senti la fatica, ti rendi davvero conto dell’importanza anche sociale della Nocerina!”

I dettagli nel raccontare episodi del passato, inutile dirlo sono minuziosi, quasi si stesse rivivendo quegli istanti ancora vivi nella mente dei nostri amici. Nando e Luigi si sono avvicinati alla Nocerina durante il periodo dell’adolescenza ed amano parlare di quegli anni e di quelli attuali raccogliendoli in esperienze di curva e di tifo, attribuendo, ad ogni singolo periodo un aggettivo, quasi a sintetizzare quei momenti.

MASTIFFS’ SUPPORTERS (anni 80-85) –  “In quegli anni abbiamo mosso i primi passi in curva, faceva rabbrividire quello striscione enorme dei Mastiffs’ e noi avevamo il privilegio di collaborare con loro anche perché Sandro Natale e Casimiro avevano un carisma e una capacità di saper coinvolgere le persone davvero impressionante. Ricordiamo la voglia di imitare quel gruppo e i loro capi nel guidare la curva; ovviamente anche qualche calciatore seppe contribuire ad aumentare la mia passione, come Roccotelli, le sue rabone da calcio d’angolo sono ormai leggenda. Anche le trasferte sono ricordi ancora vivi, eravamo sempre una carovana di tifosi. La mia prima – spiega Luigi – fu quella di Francavilla e la ricordo con affetto.

 BALLS BREAKERS (anni 85-92) – “eravamo un po’ più grandi, creammo questo gruppo rimanendo sempre in contatto con i MASTIFFS’: il centro di coordinamento era anche un nostro punto di riferimento, lì con tutti gli amici ci incontravamo, eravamo diventati davvero una grande famiglia, vigeva un forte spirito di fratellanza tra noi, che era possibile cogliere anche la domenica sugli spalti. Nel nostro nome – rompiscatole – si incarnava tutto il nostro spirito di essere Ultras, la nostra voglia di dare fastidio attraverso un tifo molto più passionale rispetto ad oggi ed ovviamente in un calcio molto diverso da quello attuale fatto di interessi economici e mero business, non di valori sani a cui tutte le tifoserie ambivano. Anche i derby oltre a qualche scaramuccia ed a qualche sano sfottò non si verificavano mai gravi episodi di cronaca: ardevamo dal desiderio in quel periodo di seguire la squadra e di incitarla oltre ogni risultato.”

 ESTRANEI ALLA MASSA 1992 – “Quando parliamo del periodo degli E.A.M. ne parliamo a cuore aperto, era la nostra creatura e di molti altri amici – spiegano insieme Luigi e Nando che si resero trascinatori di un’intera tifoseria. Muovemmo i primi passi nell’attuale tribuna, lato destro, in quel tempo il tifo rossonero era concentrato tutto in tribuna; la nostra voglia era quella di mantenere ben saldi i valori di un calcio di una volta, motivo per cui decidemmo di dare questo nome al nostro gruppo, sposando una linea differente da quella di tutta la restante tifoseria. Il nostro obiettivo era di sganciarci dal calcio-business che stava rivoluzionando l’Italia pallonara: inizialmente eravamo solo in 50, i soliti amici, ma poi fu stupendo vedere che gran parte della tifoseria iniziò a seguirci e sposare la nostra causa. Eravamo orgogliosi e allo stesso tempo spavaldi, nel rispetto ovviamente di tutti, di portare in alto il vessillo rossonero, ogni domenica in casa e in trasferta era sempre festa. Erano gli anni ‘90, quelli delle grandi conquiste e delle grandi delusioni a tinte rossonere. Inutile ricordare Ascoli – sinonimo di sconfitta e delusione per Luigi – dove la Nocerina, forse la più forte di sempre, non riuscì a conquistare la finale play-off per la promozione in b. Gli anni ’90 sono anche quelli del famoso derby con il Savoia 1995 – ricorda Nando – in cui dopo gli incidenti del San Francesco, al ritorno ci trovammo contro un’intera città come Torre Annunziata: demmo una prova di forza e di spavalderia invadendo la città oplontina, erano altri tempi, un altro calcio.

VECCHIO BLOCCO – “in questo nostro gruppo che racchiude gli amici di sempre, cerchiamo di fare un’immersione nel calcio e nel modo di fare tifo degli anni ’80; teniamo a precisare che non è un gruppo ultras, ma semplicemente un manipolo di amici che pensano ancora al calcio alla vecchia maniera, a quando era uno sport sano e non un business, quando veramente si onoravano con amore e passione i propri colori. Adesso ci siamo posizionati nel settore distinti, per sottolineare una rinascita, ma anche un ritorno alle origini: infatti i primi gruppi di tifosi negli anni 70, guardavano le partite dei Molossi e alzavano la voce proprio dai distinti. Il nostro intento è quello di riuscire a vivere il calcio come un mezzo socializzante che ha come scopo quello di riunire pure fuori dallo stadio un gruppo di amici uniti dalla stessa mentalità e dallo stesso stile di vita.”

Alcune volte una squadra di calcio, può scandire, la vita della persone e riempirla di sfumature, come di sicuro è successo e continua ad accadere per i nostri amici Nando e Luigi. Entrambi si sforzano affinché ancora oggi chi ha il privilegio di tifare i colori rossoneri possa farlo con la giusta consapevolezza e non per voglia di apparire.

Salvatore Battipaglia, ForzaNocerina.it

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