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[LIVE] PROCESSO SALERNITANA-NOCERINA, domani ultime arringhe difensive

19.10 – Il Presidente Artico dichiara chiuso per oggi il dibattimento. Si riprenderà domani mattina alle 10.30, non sarà presente in Aula il Procuratore Federale Stefano Palazzi per altri impegni assunti in precedenza.

18.3o – Avv. Antonio Rauzzino, difensore di Franco Lepore. “Com’è possibile che ci sia stato solo un clima di suggestione – come dichiarato questa mattina dal Procuratore Palazzi – rispetto a quanto realmente accaduto a Mercato San Severino come risulta dalle immagini di una telecamera piazzata dalla Questura nei pressi dell’hotel. Le minacce hanno influito su quanto successo poi in campo a Salerno. Il mio assistito ha subito un infortunio al polpaccio della gamba destra, certificata dal medico sociale”. Chiesto anche in questo caso proscioglimento e derubricazione del provvedimento.

18.2o – Avv. Giuseppina Ruggiero Malagnini, difensore del tecnico in seconda dei molossi Salvatore Fusco: “In riferimento a quel famoso conciliabolo, negli atti della Procura, Fusco non viene mai citato come presente. C’è la prova che Fusco non ha partecipato alla consultazione. Il tecnico ha esercitato un suo potere, quello di fare le sostituzioni. Fusco ha agito in perfetta buona fede sostituendo Evacuo, Ficarrotta e Polichetti ovvero quelli che stavano peggio di tutti come confermato anche dalle dichiarazioni dei tesserati della Salernitana”. Chiesto anche in questo caso proscioglimento e derubricazione del provvedimento.

18.05 – Avv. Annunziata Aiello, difensore di Gaetano Fontana. Si fa ancora riferimento al clima poco tranquillo a Mercato San Severino: “Non è normale che circa duecento tifosi erano presenti lì e non è normale tutto quello che è successo sotto gli occhi delle forze dell’ordine”. Poi in merito alla prova regina su cui fanno leva le accuse della Procura Federale, il famoso conciliabolo tra dirigenti e tecnico per ordire quanto poi andato in scena in campo: “non si capisce come il mister abbia potuto trasferire il contenuto di questo presunto accordo ai calciatori, considerando che era squalificato ed ha assistito passivamente alla gara così come gli altri spettatori presenti all’Arechi. Chiedo pertanto il proscioglimento e in via subordinata il proscioglimento per la violazione dell’art. 1 comma 1”.

17.55 – Avv. Monica Fiorillo, difensore di Edmunde Hottor chiede la visione del filmato della partita in particolare del minuto ‘8 della stessa relativo all’infortunio e alla successiva uscita dal campo del suo assistito e sostiene che: “l’impatto è stato violento ed Hottor è caduto con l’intero peso del corpo sulla spalla, cosa che gli ha provocato un forte dolore ed impedito di rimanere in campa. Si tratta quindi di un infortunio reale e concreto e decadono pertanto gli addebiti della Procura e il mio assistito va prosciolto da qualsiasi responsabilità”.

17.45 – Avv. Giampiero Orsino, difensore di Petar Kostadinovic. Ancora riferimenti alle minacce: “Ci sono state, e sono state violente. Kostadinovic nella sua deposizione dice nient’altro che la verità: ‘ho avvertito un problema muscolare e sono uscito accompagnato dal massaggiatore’. Chiedo l’assoluzione del mio assistito”.

17.40 – riprende il dibattimento

17.20 – Il presidente della CD chiede 5 minuti di sospensione.

17.05 – Avv. Alessandro Calcagno, difensore di Lorenzo Remedi: “Dall’hotel al pulman continui contatti e minacce tra tifosi e calciatori, tutto questo sotto gli occhi delle forze dell’ordine. Pretendiamo da loro, da dei ragazzi di 19 anni, un comportamento esemplare quando non c’era nemmeno lo Stato a difenderli. In un processo penale sarebbero le parti lese ed invece oggi sono sul banco degli imputati con un accusa infamante e rischiano seriamente di compromettere la propria carriera. A Remedi viene contestata l’uscita dal campo per infortunio. Ma anche Montervino non esclude l’effettiva entità dell’infortunio subito. La veemenza del suo intervento lo ha portato ad uscire dal campo e ad andare direttamente negli spogliatoi perchè non poteva poggiare la gamba. Ha avuto una prognosi di sette giorni con tanto di certificazione dell’infortunio subito. Cito a tal proposito l’art. 4 del TU 81/2008: in caso di pericolo grave ed immediato, che non può essere evitato, se un lavoratore si allontana dal posto di lavoro, non può essere punito, ma protetto. Per tanto Remedi come tutti gli altri deferiti deve essere assolto”.

16.55 – Avv. Alessio Piscini, difensore di Davide Evacuo: “Premesso che come ammesso dalla stesso Procuratore Federale nella sua requisitoria, manca una prova fondamentale, quella del trasferimento alla squadra della strategia ordita dalla società, Evacuo è stato minacciato direttamente dai tifosi e la sua condizione psicologica non era delle migliori. Ci sono ben undici testimonianze che riferiscono delle lacrime versate del calciatore prima di scendere in campo. Inoltre salta la presunta colpevolezza perchè il mio assistito non si è nemmeno accorto di essere richiamato in panchina per la sostituzione. Pertanto chiedo che venga prosciolto e chiedo la derubricazione del provvedimento”.

16.50 – Avv. Luisa Delle Donne, difensore di Luca Ficarrotta: “Condotta di Ficarotta indotta dallo stato psicologico venutosi a creare dopo i fatti di Mercato San Severino e le minacce subite dai tifosi”. Anche il legale dell’esterno rossonero fa riferimento alle norme di lavoro di natura subordinato: “Il mio assistito non poteva disattendere la volontà dell’allenatore, pertanto chiedo che venga prosciolto e chiedo la derubricazione del provvedimento. Stessa richiesta per il calciatore Carmine Polichetti”.

16.45 – Avv. Pasqualina Sabetta, difensore di Giancarlo Malcore. Anche il legale dell’attaccante rossonero fa riferimento alle norme di lavoro di natura subordinato: “Malcore si è limitato semplicemente a rispondere ad una scelta tecnica e nonostante le minacce subite è entrato in campo. Chiedo quindi che il mio assistito venga prosciolto e chiedo la derubricazione del provvedimento”.

16.35 – Avv. Stefano Bosio, difensore di Carlo Cremaschi: “La posizione di Cremaschi è analoga a quella di Jara Martinez. L’accordo collettivo prevede che un calciatore non si possa rifiutare di entrare in campo, quindi viene meno quanto richiesto dal Procuratore Federale nella sua requisitoria. Le norme del rapporto di lavoro di natura subordinato (art. 4 legge 91/1981) prevede infatti che il calciatore deve rispettare le istruzioni tecniche della società. Richiedo pertanto la piena assoluzione del mio assistito”.

16.25 – Avv. Melandri, difensore di Jara Martinez. Anche il legale dell’attaccante rossonero punta il dito verso le responsabilità di tutte le parti in causa e non solo dei tesserati rossoneri. Parlando comunque di minacce alla  base di tutte le condotte: “La posizione di Jara Martinez va equiparata a quella di tutti i calciatori rimasti in campo fino al triplice fischio visto che subentra e non è uno dei calciatori infortunati. Martinez è di proprietà del Genoa ed è in prestito alla Nocerina e vorrebbe approdare ad una squadra di importanza diversa e sei mesi di squalifica potrebbero compromettere la sua carriera”.

15.45 – Avv. Cozzone, difensore di Domenico Danti, va giù pesante nei confronti dei tifosi della Nocerina: “quelli che si sono consumati durante la settimana che ha preceduto il derby e la domenica mattina a Mercato San Severino, sono eventi drammatici che hanno segnato per la vita dei calciatori della Nocerina. Chi decise che la squadra doveva scendere in campo non fu  la società rossonera ma il Questore di Salerno adducendo motivi di ordine pubblico perchè in caso contrario i calciatori sarebbero stati considerati responsabili di eventuali problemi che ne sarebbero derivati. Quella che si è consumata è stata una pagina bruttissima della storia del calcio, le responsabilità sono di molti e non possono essere limitate ai soli tesserati. Non si può configurare l’ipotesi di illecito sportivo, al massimo si può parlare di violazione della lealtà sportiva  prevista dall’art. 1 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva. Pertanto il mio assistito Domenico Danti va prosciolto da ogni addebito”.

15.40 – Riprende il dibattimento. Parola agli avvocati difensori dei tesserati della Nocerina. Il dibattimento continuerà fino alle 19 e poi riprenderà domani mattina con l’analisi delle posizioni più importanti ovvero quelle del diggì Pavarese, di Gino Benevento e della società della rossonera.

14.30 – Pausa pranzo, il dibattimento riprenderà alle 15.30

14.14 – Palazzi: Ritengo che debbano essere dichiarati responsabili tutti i soggetti defertiti per tanto chiedo:

 – Squalifica di anni 4 e mesi 6 per Luigi Benevento, in quanto si configura per lui illecito aggravato

 – Squalifica di anni 3 e mesi 6 per Pavarese così come per tutti gli altri soggetti deferiti: i tecnici Fontana e Fusco, il medico socialer ed i calciatori sostituiti e subentrati.

 – Esclusione dal campionato di competenza per l’ASG Nocerina con l’assegnazione da parte del Consiglio Federale ad un campionato inferiore, più dieci mila euro di ammenda simbolici”.

13.30 – Prende la parola il Procuratore Federale Stefano Palazzi: “Inizio sulla contestazione al Giudice Sportivo mossa dai legali della Nocerina. Il Giudice Sportivo non è andato oltre le proprie competenze perchè non si è pronunciato sulle condotte dei singoli tesserati della Nocerina“. Il Procuratore passa poi ad analizzare i fatti:  “Nei giorni precedenti la gara ci sono stati vari incontri tra tifosi e parte della dirigenza e parte rappresentativa della squadra. I tifosi hanno chiesto solidarietà alla dirigenza ed ai calciatori, e fu in quei momenti che venne deciso di preparare le magliette con le quali poi la squadra è poi è scesa in campo. Le rischieste dei tifosi si facevano sempre più pressanti nei giorni a seguire per poi sfociare nei fatti accaduti a Mercato San Severino. Si è creato un clima di forte suggestione alla luce della giovane età di gran parte dei calciatori della rosa. In campo vi è stata una chiara ed evidente preordinazione di far disputare la gara ma farla finire nel più breve tempo possibile, in modo da conciliare  diverse esigenze: evitare ritorsioni dei tifosi, tutela l’ordine pubblico ed evitare la perdita dei contributi federali, configurando così il più grave degli illeciti in ambito sportivo. L’art. 53 delle Noif (mancata disputa della gara) citato  dalla difesa è diametralmente opposto alla violazione dell’art. 7. Il movente qualunque esso sia è del tutto ininfluente giuridicamente, visto che c’è dolo specifico nel minare lo svolgimento e il risultato della gara. A suffragio di quanto affermato – continua il Procuratore – non c’è nessuna denuncia di infortunio all’INAIL, ne tanto meno richieste di accertamento diagnostico. Hottor, ad esempio, dichiara di essersi inforuntato alla spalla, ma viene curato in altre zone del corpo e si giustifica dicendo di non essere stato compreso. Ancora Palazzi: “I dirigenti è pacifico che hanno preordinato il piano, chiedendo ciascuno per la propria parte i dettagli per la sospensione della partita. Dunque responsabilità insuperabile degli stessi. Responsabili allo stesso modo il tecnico Fontana e il suo secondo Fusco e il medico sociale che ha avallato nella sua veste qualificata la condotta illecita dall’alto della sua posizione esclusiva di valutazione della condizione degli atleti che sono da considerarsi parte in causa perchè hanno dato il loro assenso per la buona riuscita del piano. Lo dimostra il fatto che hanno accettato le sostituzioni senza nessun cenno di protesta, in puro stile anglosassone. Così come gli infortuni sono sembrati forzati, è il caso di Remedi, mentre per altri infortuni non c’è stato nemmeno contatto”.

13.10 – Ricomincia il dibattimento. Viene stralciata la posizione di Giovanni Citarella ma La C.D. rigettata l’istanza di sospensione del procedimento.

12.20 – La C.D. è ancora riunita in Camera di Consiglio

11.30 – La C.D. si riserva e si è riunita in Camera di Consiglio per deliberare in merito alla richiesta di rinvio.

11.28 – Controreplica dell’Avv. Malagnini: “La responsabilità diretta viene fuori proprio perché è coinvolto il legale rappresentante della società. Quindi prima istanza lo stralcio della posizione della società Nocerina e in subordine lo stralcio della posizione del solo Citarella”.

11.25 – Palazzi: “Rimango fermo nella posizione precedente, per valutare unitamente la posizione di tutte le responsabilità conseguenti dalle condotte dei singoli. Un eventuale conflitto di giudicati, potrebbe essere comunque risolto in secondo grado”

11.24 – Avv. Chiacchio: “In ordine alle valutazioni del Procuratore, noi riteniamo che lo stralcio dal procedimento dell’amministratore unico Citarella abbia una valenza decisiva per il prosieguo del procedimento stesso, perché la responsabilità diretta viene associata al comportamento del solo Citarella. Tra l’altro, Benevento viene considerato presidente, mentre invece viene censito solo come dirigente, che figura addirittura ultimo nella lista dei dirigenti censiti alla Federazione. Chiediamo quindi una sospensione del procedimento”.

11.20 – Palazzi non si oppone allo stralcio ma chiede di valutare comunque la posizione della società rossonera per responsabilità diretta.

11.16 – prende la parola l’Avv. Michele Cozzone in rappresentanza di Giovanni Citarella: “Ci è stato impossibile avere un contatto con il nostro assistito per le note vicende personali e quindi richiedo lo stralcio e il rinvio del procedimento”

11.13 – inizia il dibattimento. Presenti in aula i calciatori della Nocerina Davide Evacuo, Hottor, Kostadinovic, Lepore e Remedi, i tecnici Fontana e Fusco, il direttore generale Gigi Pavarese, Il presidente del comitato etico Pino Iodice e gli avvocati Chiacchio, Malagnini, Cozzone, Aita e  Rauzzino.

In diretta dall’NH Vittorio Veneto, a breve al via il dibattimento davanti alla Commissione Disciplinare Nazionale, presieduta dall’avv. Sergio Artico, sul caso Salernitana-Nocerina.

redazione ForzaNocerina.it – Zero-Zero.it

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