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AMARCORD. DAVIDE TORCHIA: l’eroe che parava tutto

Il calcio è uno sport affascinante, capace di raccontare mille storie diverse all’interno di una sola partita. Questa è la ragione principale del suo successo in ogni parte del mondo. Il ruolo più affascinante è sicuramente quello del numero dieci oppure quello del centravanti. C’è un ruolo, però, che ha una mistica tutta sua. Il portiere, l’estremo difensore. Si dice che per fare il portiere si debba essere un po’ pazzi, in realtà la figura del portiere ha il fascino estremo dell’ultima speranza. E’ quello che si mette tra la palla e la rete, è l’unico che può evitare la sconfitta, è la preghiera del tifoso, paralo, paralo, paralo. Una specie di rosario.

La Nocerina ha avuto tanti grandi portieri. L’ultimo della lista è stato Piergraziano Gori. Non è di lui che voglio parlare, ma di una persona che a lui è strettamente legata. Davide Torchia che oggi fa il procuratore, ma che a Nocera conosciamo soprattutto perché è stato per due anni l’ultima difesa della porta dei Molossi.

Ci sono tanti ricordi che mi legano a Davide Torchia, ma in particolare mi ricordo una partita. La primavera stava cominciando a fare capolino, era il 1984, anche se il freddo era ancora pungente. L’atmosfera allo stadio Liguori di Torre del Greco era rovente. La Nocerina seconda in classifica sfidava la Turris che la seguiva in terza posizione. Una vittoria dei corallini avrebbe riaperto la corsa alla promozione in C1.

La Turris provò a sfondare per novanta minuti ma quel giorno in porta c’era un baluardo che non avrebbe accettato di subire gol da nessuno. Parate su parate, sicurezza dispensata ai compagni di reparto. Tornammo a casa convinti di avere un eroe imbattibile in porta e Torchia, fisico imponente e capelli ricci biondi, ne aveva anche l’aspetto.

Restò a Nocera anche l’anno successivo ma la squadra era troppo debole anche per le sue tante parate. La Nocerina tornò in C2 mentre Torchia spiccò il volo che lo avrebbe portato, anni dopo, anche in Serie A con la maglia del Lecce. Per chi c’era quel pomeriggio, però, resterà per sempre l’eroe che parava tutto.

Fabio Pagano, ForzaNocerina.it

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