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AMARCORD. La Nocerina riparte da zero, annata 1988-89

Nelle ultime settimane una delle frasi che si è scritto e detto più spesso è stata “Ripartire da zero”. Non è una novità per la Nocerina ed i suoi tifosi, è capitato altre volte, speriamo non capiti più. L’ultima partita dell’annata 1987-88 fu Nocerina-Teramo che si concluse con un inutile 3-0 per i Molossi. Fu l’apoteosi della bella e sfortunata coppia d’attacco rossonera. Gregoric e Mino Bizzarri misero a ferro e a fuoco l’area abruzzese. Purtroppo una concomitanza di risultati tanto sfortunati quanto prevedibili portò la Nocerina allo spareggio contro il Catania ed alla successiva retrocessione con fallimento annesso.

A settembre inoltrato, come mi capitava e mi capita ogni anno, mi dirigo verso il San Francesco per la prima giornata del campionato di Promozione. Una categoria che non avevo mai visto e della quale avevo solo sentito parlare. La mia esperienza con i campionati dilettantistici era la seconda pagina del Corriere dello Sport il lunedì mattina quando guardavo i risultati, spesso strani e tennistici, di quelle squadre dai nomi improbabili, Cuoiopelli, Mobilieri Ponsacco, Real Frattese.

Il San Francesco, per fortuna, non cambia mai. La gente c’era, tanta anche se non tantissima. Le bandiere erano quelle di sempre e Casimiro era al suo posto a lanciare i cori. Tutto normale, tutto come sempre. La partita comincia e bastano due tocchi per capire che le categorie non sono solo inchiostro su carta bianca, sono differenze importanti. Nella stessa area dove aveva danzato Gaetano Musella ora c’era Iuliano ed al posto di Bizzarri furoreggiava il giovanissimo Massimino Scarpa.

Volontà tanta, maglie rossonere, ma il pallone lo maltrattavano. Un altro mondo, quasi da girare le spalle e andare via. Una delusione tremenda, non l’avevo mai visto un calcio simile. Bastò un lampo, un guizzo di Scarpa e la palla in rete per far svanire tutto come le nubi al primo vento di primavera. Fu un urlo liberatorio, c’era la Nocerina, il resto importava poco. Quel campionato lo vincemmo di forza, da Molossi arrabbiati.

E’ quello che servirà tra qualche mese quando le maglie rossonere torneranno al San Francesco, poco importa chi sarà l’avversario. Ci faremo trovare pronti per ricordare a tutti, da Malagò fino a scendere ai nostri ex dirigenti, che la Nocerina non si tocca. La Nocerina siamo noi. La Nocerina è una storia che mai finirà.

Fabio Pagano, ForzaNocerina.it

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