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NOCERINA: futuro nebuloso. Il Tnas è solo ipotesi remota

La speranza è dura a morire. Hanno, sperato, ci hanno creduto fino all’ultimo la Nocerina e i suoi tifosi ma i vecchi adagi non sbagliano mai e ‘chi di speranza vive disperato muore’ nonostante gli sforzi titanici del pool dei legali rossoneri capitanato da Chiacchio, Malagnini ed Aita, che ha provato, senza successo, a smontare il castello accusatorio del Procuratore Federale Stefano Palazzi. È ‘morta’ ieri sera la Nocerina, quando alle 21 circa è arrivata l’ufficialità del rigetto dei ricorsi presentati dal club alla Corte di Giustizia Federale.  Non ci sono stati ripensamenti, confermata in toto la sentenza di primo grado. La Nocerina resta esclusa dal campionato ed assegnata per l’anno prossimo ad un campionato minore. Rimane l’ammenda di 10mila euro. Non vengono modificate le sanzioni a carico dei tesserati: 3 anni e mezzo di squalifica per Gino Benevento, Gigi Pavarese, Gianluca Rosati, Gaetano Fontana e Salvatore Fusco; 1 anno per i calciatori Lorenzo Remedi, Petar Kostadinovic, Franco Lepore, Mimmo Danti ed Edmund Hottor.

E ora? La squadra va verso il rompete le righe. Ci sono 30 giorni per impugnare la sentenza dinanzi al TNAS. In caso contrario Lega e FIGC svincoleranno automaticamente i calciatori compresi quelli del settore giovanile dai 14 anni in su che, come da regolamento, sarebbero considerati ‘giovani di serie’.

I ricorsi all’Arbitrato Sportivo del CONI  hanno però costi di istruttoria ingenti. È probabile che tecnici e calciatori scelgano questa strada, provvedendo  di tasca propria alle spese, in ballo ci sono le loro carriere, indipendentemente dalle decisioni che da qui a breve sarà chiamata a prendere la società rossonera. I tempi usando la ‘procedura d’urgenza’ sarebbero anche brevi, una quindicina di giorni circa, e c’è un precedente benaugurante.  Stagione 2007-2008 il Potenza Calcio, difeso dall’avvocato Eduardo Chiacchio, fu escluso dal campionato di Prima Divisione  dalla Corte di Giustizia Federale per un caso di presunto illecito sportivo verificatosi in una partita contro la Salernitana (al club granata vennero inflitti 6 punti di penalizzazione). Il TNAS, nel giro di pochi giorni dalla richiesta di arbitrato, ribaltò quella sentenza. I lucani furono riammessi al campionato ma retrocessi all’ultimo posto in classifica, salvando così almeno il titolo sportivo.

L’avvocato napoletano però ieri a margine del dibattimento di secondo grado è stato chiaro: “Non sappiamo quali siano le intenzioni della società rossonera e se c’è volontà di ricorrere al TNAS. Oggi non era presente nessun dirigente e questo è sintomatico della situazione drammatica che vive il club anche a livello economico. Fino a questo momento abbiamo anticipato di tasca nostra tutte le spese”.

Difficile insomma ipotizzare che si riesca a reperire in tempi brevi le risorse necessarie per proseguire la battaglia davanti al TNAS.  Gino Benevento, presidente dimissionario ma formalmente ancora in carica perché il cda ha respinto le sue dimissioni, non può sobbarcarsi anche l’onere di nuove spese giudiziarie, essendo rimasto praticamente l’unico ad aprire il portafogli da oltre un mese.  Inutile illudersi anche che, con il 42% delle quote sequestrate, una squadra esclusa dal campionato per illecito e nuovi e pesanti guai disciplinari in vista, arrivi il buon samaritano di turno a rilevare una società il cui destino sembra ormai segnato.

C’è da ricominciare daccapo, con un’altra ragione sociale, è inevitabile. La serie D, con 300mila euro ed un progetto serio alle spalle, potrebbe davvero essere l’inizio di una nuova era.

Andrea D’Amico, ForzaNocerina.it

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