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AMARCORD. NOCERINA-ALBANOVA: Lotti, il portiere insuperabile

Lo ammetto. Quando vado allo stadio e gioca la Nocerina presto attenzione solo alle maglie rossonere. Raramente mi resta impressa la prestazione di una squadra avversaria. Andando indietro con la memoria ricordo la Reggina di Nevio Scala, mai vista una squadra pareggiare e dimostrare di essere tanto superiore all’altra, oppure la Ternana di Del Neri nello spareggio di Ancona. Qualche volta, però, ricordo anche le prestazioni dei singoli avversari. Per ovvi motivi i primi che mi vengono alla mente sono i portieri, quelli che ti intossicano la domenica.

Bifera a difesa della porta dell’Andria che prima di capitolare si esibì in una riuscitissima imitazione dell’Uomo Ragno, ragnatele comprese. Il biondo Callegaro della Sacilese diventato protagonista per un giorno oppure l’oscuro portiere del Matera che difese i pali dei lucani fino al gol liberazione di Riolo a tempo praticamente scaduto. Fu l’ultimo ad arrendersi di una squadra già in vacanza da almeno venti minuti.

Il più clamoroso di tutti è stato un altro. Massimo Lotti, all’epoca, giovane portiere dell’Albanova che si presentò al San Francesco come candidata alla promozione. Era il campionato 1994-1995 e la Nocerina lo avrebbe vinto senza grossi problemi con Gigi Del Neri alla guida. Alla quinta giornata sulla panchina c’era ancora Santosuosso e i Molossi viaggiavano quasi a punteggio pieno. Sotto i colpi di Cancellato e compagni erano già cadute Trani, Bisceglie ed Astrea.

L’Albanova era squadra forte ma raramente mise il naso nella metà campo rossonera. Lo strapotere tecnico della Nocerina era imbarazzante, l’unico che tenne in partita i casertani fu Lotti. Il portiere laziale parò tutto e di più come un noto slogan della tv di stato. In curva avevamo finito gli aggettivi e le maledizioni, non sapevamo più cosa inventarci.

Mancavano otto minuti alla fine. Calcio d’angolo dalla sinistra, l’ennesimo. Parabola arcuata sul secondo palo dove sbuca la testa di Sebastiano Siviglia che insacca scatenando scene di delirio viste poche volte al San Francesco. Alla fine anche l’insuperabile Lotti dovette arrendersi. Un portiere eccezionale, la sua carriera lo avrebbe confermato. In tanti uscimmo dal campo dicendo, “Chissà come saremmo forti con Ferraro e Lotti”. Protagonisti involontari di un mistero grottesco in sede di calciomercato.

Il San Francesco è un campo “difficile”, ma il valore degli avversari lo abbiamo sempre riconosciuto.

Fabio Pagano, ForzaNocerina.it

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