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NOCERINA, i tifosi non hanno dubbi: “Subito una nuova società”

L’Asg Nocerina andrà avanti, proseguirà lungo la sua strada, non ci sarà liquidazione ne fallimento, questo in sintesi il risultato dell’assemblea dei soci tenutasi nella giornata di lunedì mattina presso la sede di via Alveo Santa Croce, alla quale hanno partecipato i custodi giudiziari del 42% delle quote Citarella, l’ormai ex presidente Gino Benevento, l’a.d. Matteo Canale, Massimiliano Bellacosa e Francesco Ruggiero, presidente ed uno dei membri del dimissionario collegio sindacale. La relazione del commercialista della Nocerina, Gianni De Vita, ha convinto i custodi a non mettere in liquidazione l’attuale società e ad aggiornare il tutto entro 30 giorni per una più dettagliata relazione sullo stato patrimoniale della società rossonera. Fattibile o meno, troppi problemi ancora attanagliano la Nocerina in carica, l’idea sarebbe quella di non disperdere il titolo sportivo, cercando di ripartire dalla Serie D, qualora fosse possibile, e di proseguire, poi, in autogestione.

Una notizia che ha suscitato reazioni contrastanti tra i tifosi rossoneri. Tanti quelli che chiedono all’attuale dirigenza rossonera di fare un passo indietro e lasciare ad altri il testimone, come Antonio Contaldo: “L’ex presidente della Nocerina è stato  un  grande  tifoso e  se  lo  è ancora  oggi potrebbe uscire da questa situazione a testa alta permettendo ad  altri  imprenditori di ripartire. L’A.s.g. Nocerina ha ancora varie vicende giudiziarie in ballo e sarebbe meglio non iscriverla al prossimo campionato a cui il consiglio federale la destinerà”. Dello stesso parere anche Carlo D’Agosto: “L’attuale società dovrebbe avere il buon gusto di farsi da parte e cedere titoli e quant’altro a qualcuno che ne fosse davvero interessato. A loro va il ringraziamento per gli sforzi fatti ma un’era si è chiusa. Se ci fossero due squadre sarebbe l’ennesima brutta figura, stavolta delle alte sfere. L’amore per la maglia non va confuso con la mancanza di senso critico, meglio un campo in terra battuta con qualche prospettiva che un campionato nazionale senza futuro, come quello disputato quest’anno”. Anche per Raffaele Benevento non ci sono dubbi, occorre subito una nuova società: “Credo che la dirigenza attuale non rappresenti più nessuno dei tifosi della Nocerina che credo seguiranno senza ombra di dubbio la “Nocerina 2″ ove mai si dovesse costituire. I motivi sono molto semplici: siamo stati usati, umiliati e mandati alla forca mediatica (ma anche reale.. vedi gli ultrà arrestati) senza mai spendere una parola in nostro favore”. Più riflessivo ma sulla stessa lunghezza d’onda anche Francesco Esposito: “Credo fermamente in due parole: gioco e progetto. Ed è da queste due parole che si deve ripartire. Innanzitutto perché il gioco deve riprendere, non è possibile lasciare tanti appassionati senza una partita da guardare, senza poter gioire o imprecare per la propria squadra del cuore. A Nocera il calcio è sempre stato la panacea di tanti mali sociali in una realtà difficile da gestire. Interrompere il gioco è la cosa peggiore che un giudice non terzo potesse fare in una città complicata come la nostra. Questa passione deve però essere accompagnata da un progetto che guardi al passato prendendone possibilmente il buono e facendo attenzione a non commettere gli errori che più di una volta in passato hanno condannato l’intera città. Tra il nuovo e il vecchio, scelgo la passione, sceglierò chi ha davvero voglia di costruire e dare un’immagine diversa da quella che è passata attraverso i media negli ultimi mesi”.

“Se dovessi scegliere seguirei questa Nocerina, anche se sarei più propenso verso una nuova dirigenza fatta di imprenditori seri e disposti a fare calcio” il pensiero di Vincenzo Annarumma. Per Enzo Noviello al di là di chi guiderà la Nocerina del futuro è importante la categoria di partenza: “Sarà fondamentale ripartire dalla D, pure se dovremmo starci 4-5 anni. Iscriversi in categorie inferiori vorrà dire perdere tempo e soldi, poi è chiaro che essendo tifosi andremo anche sui campi polverosi. Per quanto riguarda l’aspetto economico non sta a me  giudicare e fare il padrone con i soldi degli altri”.

C’è naturalmente anche chi concederebbe ancora una chance all’attuale società, come Antonio Cerbino, a patto che si faccia tutto con competenza: “In prima istanza occorre prendere coscienza che la realtà economica delle due Nocera non è tale da ipotizzare scenari di alto livello nel mondo del calcio. Il numero di abitanti e di spettatori che possono essere garantiti ormai rappresentano un dato effimero per chi si avvicina al settore economico del calcio in cui i veri introiti sono rappresentati da ben altro. Ciò premesso appare evidente che la Nocerina non rappresenti più un particolare ed interessante veicolo economico per chi vuole fare calcio, è plausibile pensare che chiunque dovesse investire a Nocera lo farebbe soprattutto per interessi personali, cosa che non mi scandalizza ed anzi mi auspico. Ben venga la voglia dell’attuale dirigenza a continuare l’esperienza calcistica, sperando, però, che si faccia tesoro degli errori passati: basta approssimazione, basta incompetenza, basta superficialità. Occorre affidare i posti di controllo della società a chi lavora nel calcio e non a gente prestata al calcio, migliorare il potenziamento del settore giovanile che è il vero e proprio combustibile per alimentare le casse societarie. Solo quando si comprenderà che il calcio va gestito seriamente e come una vera e proprio azienda si potranno avere dei successi duraturi. L’idea di avere due squadre di calcio la trovo ridicola quanto fallimentare, è impensabile che in una piccola comunità come la nostra le poche forze economiche presenti vadano disperse piuttosto che unite sotto un unico sodalizio”.

Non mancano nemmeno quelli a cui gli ultimi accadimenti hanno creato solo nausea e disgusto e per il momento preferiscono stare lontani dai campi di calcio, come Antonio Aufiero e Gabriele Marrafino, a prescindere da cosa riserverà il prossimo futuro ai molossi.

Fabio Vicidomini, ForzaNocerina.it

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