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AMARCORD. TONINO SIMONETTI: “Nocera merita di tornare in alto”

Ama definirsi il direttore sportivo della gente, perché da sempre lontano da qualsiasi commistione con i grandi manager del calcio italiano. “Il calcio è un veicolo di unione e rilancio a livello di immagine per la città che ogni squadra rappresenta,” racconta Tonino Simonetti, ex direttore sportivo della Nocerina dal ’93 al ’95, “quello del d.s. è un mestiere particolare ed è importante che questa figura viva la piazza a pieno.” Grazie a questo credo la sua Nocerina si è ritrovata in sole due stagioni dalla vecchia Interregionale alla C1, conquistando a suon di punti e prestazioni due promozioni consecutive.

Lei afferma spesso di ritenersi un direttore sportivo dei tifosi, ma cosa intende nel senso più ampio del termine?

“Intendo dire che nel nostro lavoro sono importanti tre componenti per poter riuscire a costruire un progetto vincente: in primis bisogna rispettare la gente, promettendo loro un determinato obiettivo e cercando di raggiungerlo fino in fondo. In secondo luogo i giocatori devono essere scelti per caratteristiche, oltre che fisiche e tecniche, soprattutto comportamentali, calandosi perfettamente nella mentalità della piazza, e infine rispettando le richieste fatte dal club.”

Un trio di consigli che le ha portato fortuna ovunque sia stato, anche in quel biennio a Nocera

“Il fatto che sia passato da 300 spettatori, al mio arrivo a Nocera, a circa 15.000 paganti nella partita col Formia, ultima di una straordinaria stagione di C2, è un motivo di orgoglio e di vanto. Nocera è una piazza come poche, e in quei due anni, insieme al presidente Carlo Albani, riuscimmo a porre le basi per un futuro roseo della squadra, con Siviglia, Cancellato, Conti, Iezzo, tutti giocatori che, venduti successivamente, hanno fruttato buoni introiti per la società. La squadra, poi, che allestimmo fu la base per quella dell’anno successivo che arrivò a sfiorare la B con Delneri in panchina.”

Ci racconta qualche aneddoto particolare?

“Quella stagione era partita sotto i migliori auspici. L’idea era puntare direttamente ai play-off e Santosuosso riuscì ad inanellare uno score di sei vittorie in sette gare. La partita con il Frosinone accese, però, tantissime polemiche e fummo costretti a cambiare con l’allora sconosciuto, o quasi, Delneri. Ricordo ancora i tanti critici dell’epoca che quella scelta non la videro di buon occhio, affermando che, essendo stato, Gigi, un giocatore lento, figuriamoci da allenatore. Riuscì a smentire tutti.”

Infatti la carriera del tecnico di Aquileia subì una piega inaspettata dopo Nocera. Merito di Simonetti che ci vide lungo?

“Con il mister ancora oggi c’è un rapporto di profonda amicizia e stima. Lui è una persona capace e competente, e i risultati lo dimostrano e lo hanno dimostrato per lui. E’ una persona dalle idee chiare, con il suo credo tattico, quel 4-4-2 che lo ha accompagnato ovunque. Ricordo che al suo arrivo modificò in corso d’opera l’impostazione di base del predecessore, e dovetti rinforzare la squadra con giocatori adatti alle sue idee. Un esempio fu l’arrivo di Guarino, più abile nella marcatura rispetto a Macrì. Ovviamente, però, i risultati sono frutto di tante componenti, e se la macchina non viene allestita correttamente il conducente può ben poco sulle prestazioni.”

Oggi la Nocerina naviga nel pantano del calcio regionale, senza prospettive future certe. Quanto fa male vedere una propria creatura in simili condizioni?

Nocera e la Nocerina non meritano affatto questa situazione. L’Eccellenza deve essere solamente un punto di passaggio per i rossoneri, che devono partire ed improntare un progetto serio al fine di raggiungere al più presto il professionismo. D’altronde, vista la recente riforma dei campionati, con un doppio salto ci si ritrova in Lega Pro, vale la pena provarci.”

Cosa pensa dell’idea di azionariato popolare?

“Mi sono incontrato l’estate scorsa con Gino D’Angelo, il quale mi aveva prospettato la possibilità di far parte di un nuovo progetto con alle spalle l’Associazione Nocerini, unica realtà ad essersi mossa per la rinascita. Purtroppo, a causa di altre situazioni, non se ne fece più nulla, ma resto fermamente convinto che si possa creare una base vincente in Eccellenza anche senza il grosso imprenditore, ma con tanti piccoli sponsor, ed il contributo dei tifosi. Ovvio che, una volta superato il primo step, con l’accesso in Interregionale, è necessario l’apporto di un imprenditore di un certo peso, ma fino ad allora c’è un anno di tempo per poter cercare e trovare sostegno.”

Febbraio è il mese dedicato interamente al compleanno del club che, quest’anno, ha raggiunto i 105 anni di vita. Che augurio vuol lasciare alla Nocerina e ai tanti tifosi?

“L’augurio è che si possa tornare là dove riuscimmo a portarla noi anni fa e, chissà, magari realizzare il sogno della B, sfumata malamente solo pochi anni fa, con o senza l’apporto di Tonino Simonetti. Non faccio mistero, infatti, che qualora ci fosse una chiamata da Nocera verrei anche a piedi in Eccellenza, con un progetto vincente che possa ridare dignità e soprattutto gioie ai tifosi recentemente martoriati da innumerevoli mortificazioni. Appunto, l’augurio che faccio loro è quello di non mollare e continuare a sperare, oltre che provare a partecipare attivamente alla rinascita, perchè tutti insieme si possono ottenere grandi risultati.”

Gianluca Tortora, Forzanocerina.it

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