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CASIMIRO DAY, una mattinata di grandi emozioni

Seduto alla mia scrivania, penso, provo a scrivere qualcosa, le mani tentennano sulla tastiera, cancello tutto e ci riprovo di nuovo … è inutile, sembra impossibile ma è difficile trovare le parole giuste per l’attacco di questo pezzo, figuriamoci per tutto il resto. Difficoltà dovute alle tante, troppe, emozioni provate questa mattina. Il Casimiro Day organizzato dall’Associazione Nocerini, dai tifosi del Vecchio Blocco e dai ragazzi dei gruppi della Curva Sud per ricordare Casimiro Iannone, il capo degli ultras nell’occasione del secondo anniversario della sua prematura scomparsa, è stato un crogiolo di emozioni forti.

Chi ama la Nocerina sa cosa significa rivedere la curva sud riempirsi di bandiere dopo tanto tempo. Tutti hanno dato il proprio contributo, vecchie e nuove leve, la voglia di ritornare al San Francesco, di ritornare a casa anche se per un gioviale triangolare fra tifosi, era tanta. Due ore intense, di tifo, di colore e di ricordi. Ovunque giri lo sguardo il prato e gli spalti trasudano Nocerina.

Ci sono Criscuolo e Iezzo che parlottano tra di loro e subito la mente vola alla finale di Ancona persa contro la Ternana o all’esaltante notte del Partenio quando l’ex numero uno del Napoli fermò la Juventus. Ci sono Rosamilia e Mattucci, protagonisti dei racconti di chi vede la Nocerina da molto prima di te, ti immagini Bozzi e Caruso che duettanno al limite dell’area del Catania. Colletto, Vastola, Luciano, Cancellato e Fontanella piegano la resistenza di tutte le altre formazioni del girone C di C2 del 94/95 e li rivedi saltare sotto la curva dopo la partita col Formia. C’è anche Massimo Scarpa, nocerino di “Cicalesi” che in diverse epoche più che calciatore è stato tifoso in campo vestendo quei meravigliosi colori. Tiene banco il grande Don Gerardo D’Aurelio. Il cavaliere snocciola statistiche e ricordi su ognuno dei presenti. Di ricordi in comune gli ex calciatori della Nocerina ne hanno e chissà quanti con il grande Giovanni Oliva, magazziniere storico dei rossoneri fin dagli anni ’70.

In un attimo ti ritrovi in mezzo al campo, dall’altra parte, “travestito” da calciatore per dare quattro calci ad un pallone con tanti amici che hanno la tua stessa passione, con intorno tantissimi tifosi che hanno tutta la voglia del mondo di esternare il loro essere nocerini, di far capire che il fuoco della passione arde sotto la cenere. Le partite contano poco anche se avere la possibilità di poter passare il pallone a questo o a quel campione del passato fa sempre un certo effetto. Passano in secondo piano le polemiche, il clima poco clemente, le assenze di qualcuno e le presenze di altri davanti a padri che per la prima volta portano allo stadio i propri figli, proprio oggi. Via i dissapori, siamo tutti tifosi della Nocerina prima che avvocati, operai, disoccupati o dottori. Grazie a Casimiro oggi lo possiamo testimoniare, ancora una volta, dopo tanto tempo e dopo tantissimo dolore ma con l’orgoglio che solo quei colori sanno dare. Abbiamo avuto l’opportunità di ritornare a casa e realizzare il sogno di poter giocare al San Francesco con il pubblico sugli spalti e subito pensi: “Come si può fare del male a questa gente? Come può un presidente, un dirigente o un calciatore guardare quella curva e non sputare anche l’anima per il raggiungimento di un risultato che dia gioia a questo popolo?” Interrogativi che affollano la mente, tanti, troppi, molti li tengo per me mentre arriva il triplice fischio dell’arbitro e la festa continua prima con le premiazioni e poi col buffet. L’appuntamento col Casimiro Day sarà sicuramente rinnovato il prossimo anno, il suo ricordo rivive in ogni coro, in ogni sorriso della signora Italia e in ogni pensiero rivolto alla famiglia Iannone tutta. L’appuntamento col San Francesco? Quello, speriamo possa rinnovarsi una domenica si e l’altra no a partire dal prossimo campionato affinché questo stadio possa tornare a vivere, a sognare… a ringhiare.

Carmine Apicella, ForzaNocerina.it

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