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SPECIALE B. ALESSANDRO BRUNO: “Ricordi da brividi”

Quando Alessandro Bruno arrivò in rossonero la prima volta in prestito nel lontano 2006 poco più che ventitreenne fu ben presto etichettato come un bidone, come lui stesso racconta sorridendo.  Si è rifatto poi con gli interessi qualche anno più tardi, quando Auteri , che lo aveva già avuto alle sue dipendenze a Catanzaro, lo volle con sè nella sua avventura alla Nocerina. Due anni intensi, tutt’altro calciatore rispetto a quello “ammirato” qualche campionato prima. Il tecnico di Floridia gli affida le chiavi del centrocampo della sua Nocerina e in coppia con Vincenzo De Liguori diventa una diga invalicabile in mezzo al campo.   “E pensare che eravamo partiti con obiettivi ben diversi – racconta l’ex capitano ripercorrendo idealmente le tappe della terza promozione in B dei molossi – disputammo poi un campionato fantastico. Quella Nocerina era imbattibile. Giocavamo un calcio spettacolare propositivo ma non spregiudicato, fatto di pressing, geometrie ben studiate, manovra fluida, e con il concetto di base che, per difendersi, non fosse necessario rinchiudersi nella propria area, bensì rinchiudere l’avversario nella propria, tenendolo quanto più lontano possibile dalla nostra porta”. Una regola non scritta del calcio afferma che non è l’allenatore a fare una squadra, ma la squadra a fare l’allenatore, nel caso della Nocerina di Auteri, però ambo le cose si sono compensate:  fu questo uno dei segreti di quella fantastica annata? “Il mister  è stato bravo a trasmetterci la sua idea di gioco. Ma c’era bisogno anche di grandissimo spirito di sacrificio da parte dell’intera rosa per poter sostenere continuamente certi ritmi. In questo una grande mano ce l’ha data anche il caloroso pubblico di Nocera“. Come quando, quella sera del 10 Ottobre 2010, ad accompagnare nella serale contro l’Atletico Roma, vera corazzata del torneo fino a quel momento, furono oltre seicento nocerini: “Mi vengono i brividi al solo pensiero – ricorda commosso – E come dimenticare quei caroselli improvvisati per le vie della capitale sulla strada del ritorno. Quella fu la svolta al nostro campionato, ci guardammo in faccia e ci rendemmo conto di essere veramente forti, perché avevamo messo sotto una formazione di categoria superiore che veniva da sette vittorie consecutive e non aveva ancora subito gol. Noi riuscimmo addirittura a fargliene tre, e per giunta in casa”. Insomma, una vittoria frutto di tante componenti, tra cui quella aleatoria, vera variabile impazzita dell’equazione di quella stagione. Gesti apotropaici, riti scaramantici, come ad esempio il religioso silenzio stampa autoimposto di Gori, sono parte della quotidianità di uno spogliatoio, quale ricorda con maggiore divertimento? “Premesso che io non credo nella fortuna, però ad esempio ricordo che De Liguori, prima delle partite, o durante gli allenamenti, soleva fare o dire sempre le stesse cose, battute particolari, che servivano anche per stemperare l’atmosfera. Quando scendi in campo con meno pressione del dovuto tutto ti riesce facile, e così è stato anche per noi”. Anche ora, in un momento storico particolare del calcio nostrano, servirebbe una buona mano dalla dea bendata: “E’ un momento davvero difficile per i tifosi della Nocerina – ribadisce – ma sono sicuro che il molosso non morirà mai, e che ben presto ritornerà nel calcio che conta, là dove merita di stare. Il mio in bocca al lupo và quindi alla Nocerina e ai suoi numerosi e calorosi sostenitori”.

Gianluca Tortota, ForzaNocerina.it

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