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SPECIALE B. AMABILE: “Gruppo solido ed un grande Auteri, così conquistammo la B”

Nonostante un’intera stagione vissuta da comprimario all’ombra della saracinesca Gori, ha comunque risposto presente in tutte le occasioni in cui è stato chiamato in causa, sia da titolarissimo in Coppa Italia, sia in campionato: “Malgrado abbia giocato con poca regolarità, sento anche mia quella promozione – a parlare è Gigi Amabile, nativo di Nocera, e secondo portiere nella strepitosa stagione di Prima Divisione che vide la Nocerina protagonista indiscussa – Eravamo un gruppo affiatato, e con le vittorie il tutto si è cementato. La cosa bella è che ci aiutavamo a vicenda, senza alcun rancore o invidia, e lavoravamo per un unico obiettivo, quello di stupire”. Il segreto per trionfare, si sa, è insito nella complicità e nella voglia di dare parte di sè stessi per il gruppo, per la piazza e per la maglia che si indossa: “In allenamento davamo sempre il massimo – ricorda con emozione – Perché avevamo un allenatore che sapeva toccare le corde giuste per motivarci. Non mi sentivo affatto l’ombra di Gori, anzi, tra noi c’era una sana competizione, ed io lavoravo con anima e corpo per mettere il mister in difficoltà e lasciare sulle spine Ghigo, in modo da indurlo a sbagliare il meno possibile”. Col talento si vincono le partite, ma è con il duro lavoro e con l’umiltà che si possono portare a casa grandi risultati: “Non era preventivata una promozione del genere – dichiara – Ma pian piano sono cominciati ad arrivare i risultati, sempre più netti, sempre più importanti, ed è emersa la forza della rosa, fatta di elementi di qualità e gran lavoratori. E’ stata dura, ma ci siamo riusciti”. Il triplice fischio del signor Bolano, in quel 23 Aprile di appena quattro anni fa, è stato il simbolo della liberazione di una piazza in trepidante attesa da ben 33 anni, e di una squadra che, messa su in poco tempo dopo il ripescaggio estivo, ha macinato le vere corazzate del girone, sciorinando un calcio frizzante ed al tempo stesso vincente: “Emozioni fortissime, che porterò con me per tutta la vita – commenta Amabile – E’ stato il primo campionato da me vinto, anche se non da protagonista principale, e il ricordo di quei festeggiamenti, di quella conduzione magistrale non può mai essere messo da parte”. Unico neo della sua esperienza in rossonero? “La mancata qualificazione alla finale di Coppa Italia di Lega Pro contro il Carpi – ammette – Vincemmo per 0-1 all’andata, in Emilia e ci crogiolammo troppo sugli allori, per questo fummo beffati nella gara di ritorno del San Francesco. Peccato per come andò, perché avremmo potuto incontrarci nella finalissima contro la Juve Stabia e, chissà, magari portare a casa il trofeo che sarebbe valso il triplete di una indimenticabile stagione, e poi – conclude – ammetto di esserci rimasto un po’ male per la mancata riconferma l’anno successivo. Dispiace, perché sarebbe potuta andare diversamente, ma la società optò per scelte differenti”.

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it

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