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SPECIALE B. DI MAIO: “In rossonero due anni fantastici, Nocera la porto nel cuore”

“Di quella avventura ho ricordi stupendi, frutto di due annate di alto profilo, in cui abbiamo dimostrato chi eravamo e di cosa eravamo capaci – a parlare è Roberto Di Maio, ex difensore molosso attualmente al Rimini che, in compagnia di Ciro De Franco, Marco Pomante, del tuttofare Alessandro Nigro e della sorpresa Filosa, costituì uno dei perni della retroguardia meno perforata dei due gironi di Prima Divisione – Nocera la porto nel cuore, e il riaffiorare alla memoria di tutto ciò che ci ha portati a costruire un sogno dà una certa emozione, così come la festa promozione, il tifo incessante che ci ha sempre accompagnati”. Una festa che colorò buona parte dell’Agro in tinte rossonere, e che racchiudere in una sola giornata sarebbe praticamente impossibile: “Siamo ritornati da Foggia dopo che allo Zaccheria ci avevano accompagnati oltre mille persone – afferma – In autostrada, poi, ci hanno scortati fino al casello autostradale di Castel San Giorgio e, sembrerà paradossale, ma per arrivare da lì allo stadio normalmente ci vogliono dieci minuti, in realtà ci mettemmo ben quattro ore. Il pullman era immerso in un oceano multicolore, e la gente ebbe il coraggio di seguirlo a piedi per oltre quattro chilometri. Questo dice tutto”. Un’annata particolare, di quelle in cui tutto fila liscio come l’olio, gruppo consolidato, tifo raccolto attorno alla squadra, componenti giuste al posto giusto, e un pizzico di fortuna che non guasta mai: “La nostra vera forza fu lo spogliatoio – ammette con franchezza – E in due anni quel gruppo lo ha dimostrato. La tensione, l’attesa, l’angoscia e le paure che ci portavamo dietro si liberarono al triplice fischio dell’arbitro. Ci sentimmo appagati per una stagione incredibile, una stagione che per la mia carriera, ma non solo, ha rappresentato il culmine”. Culmine raggiunto, ironia della sorte, anche dalla formazione targata Citarella, da allora in continuo calando, fino ai giorni nostri: “Fa specie pensare a dove eravamo e dove ora è la Nocerina – dichiara – Dopo la vicenda di Salerno si è davvero toccato il fondo, anche se non do’ tutte le colpe ai tifosi. Ho vissuto una retrocessione a Nocera, quella dalla B, in un contesto che in altre piazze sarebbe stato eccessivamente pesante, invece il pubblico, con noi, non ha mai travalicato o confuso i ruoli, incitandoci o contestandoci, e non andando oltre. Spero, ma di questo ne sono sicuro, che torneranno presto a gioire”.

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it

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