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SPECIALE B. LELE CATANIA sfoglia il libro dei ricordi: “Quel gol con l’Atletico che valse la B …”

Giocatore di un’intelligenza tattica fuori dal comune, dotato di un senso innato della posizione, e re incontrastato dei tagli in proposizione offensiva, Emanuele Catania ha vissuto una seconda giovinezza alla corte di Gaetano Auteri, formando, assieme a Gigi Castaldo e Maikol Negro, il “trio maravila” rossonero nell’indimenticabile campionato di Prima Divisione 2010/2011: “Ho dei ricordi positivi di un’annata fantastica sotto tutti i punti di vista – racconta – Venivo da alcune stagioni in chiaroscuro, e capii sin da subito che quella di Nocera sarebbe potuta essere l’ultima chiamata per potermi attestare ad alti livelli. La promozione in B fu, infatti, una conferma di aver fatto la scelta giusta”. La carriera dell’attaccante catanese era probabilmente giunta ad un punto di svolta, svolta coincisa con quella indimenticabile giornata di Foggia: “Fu una gioia immensa, perché era quello che stavamo aspettando – ammette – Di colpo sparirono tutti i nostri problemi, calcisticamente parlando, insieme a quell’urlo liberatorio e quella corsa verso il settore ospiti gremito di migliaia di nocerini accorsi per festeggiare insieme a noi. Era giunto il momento di azzerare tutto, e ci rendemmo conto che quello sarebbe potuto essere il punto di partenza per un futuro personale differente”. E pensare, però, che il primo scorcio di campionato aveva decretato la leadership assoluta dell’Atletico Roma e del Benevento, corazzate di altissimo valore qualitativo: “La vittoria contro i laziali ci diede consapevolezza della nostra forza – aggiunge – Ma non fu quella la vera sterzata del nostro campionato. Credo che, con la sconfitta di Siracusa, contro il fanalino di coda del torneo, veramente capimmo di doverci rimboccare le maniche, tenere alta l’attenzione, senza mai abbassare la guardia contro nessuno”. Merito anche di una gestione fisica, tecnica e mentale particolareggiata, gestita da Auteri, Gentile e Cassia: “E’ lui il profilo del miglior allenatore della categoria, per preparazione, conoscenze ed esperienza – dichiara – si era costruito un rapporto intenso, di reciproca fiducia incondizionata tra gruppo e staff, inoltre quando un giocatore non vede l’ora di andare al campo per fare allenamento, significa che si va al di là del semplice concetto di lavoro, e si diventa una famiglia”. Purtroppo, nonostante una quasi totale riconferma del blocco titolare, l’anno successivo, non si è riusciti nell’impresa di conservare la cadetteria così faticosamente conquistata: “E’ mancato tanto da parte di tutti – precisa – La Serie B è un campionato lungo ed ostico, e mantenere lo stesso ritmo per novanta minuti contro squadre di un livello sicuramente più alto del nostro è stato particolarmente difficile. Quando ci riuscivamo, nei primi tempi, ad esempio, eravamo quasi sempre in vantaggio, al contrario, alla lunga, veniva fuori la stanchezza e gli avversari prendevano il sopravvento”. Nonostante ciò, con i rossoneri, il buon Lele ha fatto registrare il maggior numero di reti messe a segno con la stessa maglia, nella sua carriera. Quale, tra queste, la più bella? “Sicuramente, per costruzione, quella che misi a segno contro l’Atletico Roma in casa – ricorda – partenza dalle retrovie, cinque tocchi e palla in rete, una roba assurda!”. Quali, invece, i maggiori rimpianti? “Nessuno, a dire il vero – puntualizza – Ho passato due anni fantastici, ma nel calcio funziona così, dovetti andar via perchè era scaduto il contratto. L’unica cosa che mi tange particolarmente è vedere ciò che avevamo costruito così pazientemente in rovina – conclude – Nocera non merita questa situazione di empasse, nè tantomeno queste categorie, ma col tempo risentiremo certamente parlare dei molossi e dei loro fantastici tifosi”.

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it

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