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SPECIALE B. L’ex capitano DE LIGUORI: “23 aprile 2011 … ricordi indelebili”

Sono trascorsi già quattro anni da quel magico 23 Aprile 2011, il giorno dei giorni, quello in cui la Nocerina delle meraviglie approdò, per la terza volta nella propria storia, in Serie B. Una Cadetteria tanto agognata e così fugacemente vissuta in oltre 100 anni, più volte sfiorata e mai veramente conquistata nell’ultimo trentennio, divenuta quasi un vero e proprio tabù, una maledizione impossibile da cui liberarsi. Dall’ultima volta, nel ’77-’78, era trascorsa un’eternità, tante vittorie, altrettanti tonfi clamorosi, anzi, forse di più, e, senza voler confondere sacro e profano, quel giorno, paradossalmente un Sabato Santo, avrebbe dovuto in parte rappresentare l’anticamera di una resurrezione in grande stile ma che, col senno del poi, ha siglato l’inizio di una inesorabile e lenta fine. Innumerevoli gli aneddoti, infiniti i ricordi di chi quella promozione l’ha conquistata sul campo, come Vincenzo De Liguori, capitano di quell’invincibile armata: “Emozioni stupende, ricordi indelebili, per aver portato a casa un risultato insperato all’inizio – esordisce l’ex mediano rossonero – Aver condotto la Nocerina tra le big del calcio italiano dopo 33 anni non è cosa da poco, e il merito è stato di tutte le componenti, da quella societaria a quella amministrativa, da quella tecnica al pubblico stesso”. Si sa, però, la storia dei molossi va a corrente alternata, da picchi di massimo a repentini periodi bui, come quello attuale: “Nessuno si sarebbe mai aspettato una situazione così complicata, considerando che due sole stagioni fa si perdeva la semifinale play-off contro il Latina, ma purtroppo sono eventi che fanno parte del calcio – ammette – Per questo preferisco ricordare ciò che la Nocerina ed i propri tifosi hanno fatto, quel giorno trionfale, addirittura sobbarcandosi a piedi l’intero tratto dall’uscita autostradale di Castel San Giorgio sino allo stadio, in attesa di tempi migliori.”

Sulla stessa linea d’onda l’ex attaccante Sasà Galizia, elemento chiave dello spogliatoio: “Un anno indimenticabile, un gruppo ben cementato, una squadra fortissima, ed un pubblico vero e proprio dodicesimo uomo in campo – commenta l’attuale bomber del Torrecuso – La nostra ricetta vincente fu proprio lo spirito di sacrificio, l’abnegazione e la mancanza di invidie nei confronti dei compagni”. Non esistevano differenze tra chi giocava di più e chi meno, “ma solo una voglia matta di far divertire e divertirci”. Eppure la stagione non era partita sotto i migliori auspici, tre pareggi striminziti, due vittorie risicate e una sconfitta in quel di Siracusa contro il fanalino di coda del torneo lasciavano preludere ad un torneo tranquillo: “La vera svolta fu la serale contro l’Atletico Roma, che vincemmo per 2-3 al Flaminio – ricorda – Da allora abbiamo acquisito consapevolezza dei nostri mezzi, diventando una vera e propria macchina perfetta. Peccato per l’anno successivo, sarebbe bastato integrare la rosa con qualche elemento, per mantenere la B, e non nascondo una certa delusione per la mancata riconferma, ma la società ha fatto le proprie scelte”. Cosa ricorda con più piacere di quella giornata? “L’emozione indescrivibile al triplice fischio dell’arbitro, e la festa, durata quasi tutta la notte tra le strade cittadine. Mi emoziono al solo pensiero, e ancora oggi spero che, prima di chiudere la carriera, possa ritornare a Nocera“.

Ha macinato chilometri e chilometri sulla fascia destra, Manuel Scalise, punto di forza dello scacchiere tattico del trainer di Floridia, eletto in quella stagione “Molosso dell’anno” dai tifosi: “Una parentesi importante della mia carriera, quella di Nocera, che mi ha permesso di  confrontarmi poi su palcoscenici importanti – dichiara entusiasta – Un anno trionfale, frutto di duro lavoro e profonde motivazioni che ci hanno spinto a dare più del dovuto e conquistare un traguardo impensabile. Vittoria nata da un giusto mix di buoni elementi societari, tecnici e umani, oltre che di tifo”. L’incontro con un allenatore come Auteri ha permesso all’ex numero 2 di esaltare e porre all’attenzione una buona capacià di corsa, polmoni di acciaio e un piede niente male, convincendo l’Ascoli, l’anno successivo, a sceglierlo per rimpiazzare il posto lasciato libero da Gazzola, approdato nel frattempo al Sassuolo: “Non rimpiango nulla, per me era arrivato il momento di lasciare, perchè avevo dato tutto il possibile alla causa rossonera – conferma senza peli sulla lingua – Ovviamente, però, ha fatto un certo effetto trovarmi, ironia della sorte, contro i miei compagni qualche giorno dopo nel turno di campionato al Del Duca”. Ciò che resterà, comunque, impresso nella mente di Scalise è “l’immancabile calore con cui i sostenitori molossi hanno accompagnato la nostra grande cavalcata, e, su tutte, l’infinita giornata di Foggia. Dispiace davvero per quanto accaduto dopo, e per tutto quello che hanno dovuto subire i tifosi molossi a seguito dei fatti di Salerno. Gli auguro un futuro migliore e magari di tornare presto a rivivere quei momenti che quattro anni fa ho avuto la gioia di condividere insieme a loro”.

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it

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