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SPECIALE B. TIFOSI: la trasferta di Cava de’ Tirreni

Nove gennaio 2011. Seconda giornata di ritorno. La Nocerina di Gaetano Auteri è in vetta al campionato. Si era messa lassù all’undicesima giornata e, come fa un vero molosso, non aveva nessuna intenzione di mollare la presa. Si gioca al Simonetta Lamberti di Cava de’ Tirreni. La squadra di casa staziona là dove nessuno vorrebbe mai stare, ma lo stadio era pieno. Cavese-Nocerina è un classico, uno dei derby più antichi della Campania.
La curva ospiti straripa di tifosi rossoneri, non è una novità. In campo la Nocerina vince, evento meno comune, ma neanche così raro. I molossi sugli spalti non avrebbero potuto essere più felici, soprattutto perché quel tagliando se l’erano guadagnato.

È una mattinata fredda, ma non freddissima, quella del 5 gennaio 2011. Tanti tifosi della Nocerina sono assiepati davanti all’ingresso di una rivendita di biglietti di una zona non centralissima della città. Bisogna accaparrarsi quanto prima uno degli ottocento tagliandi messi a disposizione per la gara di Cava.
Prima che la prevendita sia aperta ufficialmente, il proprietario del punto vendita esce e informa i presenti che i biglietti sono finiti. Quella notizia gelò i presenti più della bassa temperatura, facendone imbestialire molti. Com’era possibile che i tagliandi fossero terminati prima ancora di essere messi in vendita?
La notizia fece, velocissima, il giro della città, fino ad arrivare alle orecchie sia della dirigenza molossa, che a quelle dei vertici della società distributrice dei titoli d’ingresso allo stadio.
Seguirono ampie discussioni e si venne a sapere che i biglietti erano stati prenotati! Prenotati? Sì? Tutti? Sì! Si potevano prenotare? No! Non si poteva. Fu caos.
Per scongiurare rivolte, l’ASG Nocerina s’affrettò a comunicare che le prenotazioni sarebbero state revocate e l’indomani si sarebbe ripetuta la vendita dei biglietti partendo da zero.

Stavolta si faceva sul serio. Verso la mezzanotte, qualche sparuto tifoso cominciò ad accaparrarsi un posto preferenziale dinanzi all’ingresso della rivendita. Passò una mezzoretta e le persone divennero tante, troppe. Qualcuno cominciò a scrivere i nomi dei presenti su di un elenco, in modo da rispettare all’apertura dello sportello, una sorta di ordine di arrivo. Questa notizia cominciò a spargersi e, all’una, le persone segnate sul foglietto erano oltre cento. Alle tre, i nomi scritti sui fogli avevano coperto quasi totalmente la disponibilità dei biglietti.
Fu una notte fredda e lunga, forse sprecata agli occhi di una persona normale. Ma quando il Sole arrivò e la rivendita aprì, chi amava sul serio la Nocerina, se ne poté andare a riposare o lavorare col suo preziosissimo biglietto tra le mani.

Arrivò la domenica. A portare i tifosi rossoneri a Cava ci pensarono dei pullman gratuiti. Ma, al seguito della squadra c’erano anche tante macchine e motorini. La ressa agli ingressi fece sì che la maggior parte dei biglietti, veri o falsi che fossero, non furono mai controllati.
Cava fu invasa dalle ottocento persone segnate su quella carta. Ma nella realtà, i tifosi a seguito dei molossi erano esageratamente oltre le mille unità.
In campo ci volle più di un tempo, ma Negro e Castaldo regolarono la pratica, regalando ai tifosi una delle vittorie più sofferte della loro vita, perché in tanti possono dire di essersela guadagnata realmente.

Francesco Belsito, ForzaNocerina.it

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