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SPECIALE B. GAETANO AUTERI: “Il pubblico, la nostra vera arma in più”

E’ stato, probabilmente, uno dei pochi allenatori ad aver perfettamente centrato l’idea che i tifosi rossoneri hanno del calcio. Un’idea moderna, che incarna in maniera netta lo spirito battagliero tipico della Nocera pallonara. Osannato e criticato, per via di una personalità non convenzionale, di quelle che o le si ama o le si odia, Gaetano Auteri, ha raffigurato il simbolo del condottiero della magica Nocerina che, quattro anni fa, scrisse la storia, ottenendo la terza promozione in Serie B: “Quella stagione è stata per me un qualcosa di indimenticabile – racconta il trainer di Floridia – A fare la differenza, soprattutto la coesione del gruppo e il calore che la tifoseria ci ha trasmesso dalla prima all’ultima giornata. E’ stata quella l’arma in più di una squadra di per sè eccezionale, che porterò per sempre con me”. Un’annata da incorniciare per molti dei protagonisti in campo, e che ha rappresentato il picco massimo anche per la carriera del tecnico siciliano: “E’ stato il mio successo professionale di maggior spessore – ammette – Avevo vinto campionati anche in passato, ma quando trascini una squadra in cadetteria a trentatrè anni dall’ultima volta senti di aver compiuto un’impresa straordinaria.” Un’impresa ufficialmente giunta il 23 Aprile 2011 allo “Zaccheria” di Foggia, grazie ad un gol di Marco Pomante, ma che Auteri già sentiva in tasca da tempo: “Abbiamo creduto di potercela fare quando abbiamo sensibilmente incrementato il vantaggio sulle inseguitrici all’inizio del girone di ritorno – dichiara – Abbiamo sempre giocato grosse partite, ricordo con grande piacere la vittoria nel derby a Cava, e le lezioni di calcio al San Francesco contro Pisa e Atletico Roma. Questi incontri – prosegue – Ci hanno dato grande consapevolezza nei nostri mezzi, utile soprattutto nei momenti più difficili”. Momenti gestiti intelligentemente, grazie ad un gioco spumeggiante, ricco di fantasia e spregiudicatezza: “I risultati si ottengono attraverso il bel gioco, tenendo la palla e facendo la partita – spiega in maniera decisa – Gli episodi fanno parte del calcio, ma adagiarsi sul fatto che questi possano arrivare in ogni gara ti fa perdere il vero senso dell’osare”. Osare, appunto, una parola quasi proibita, attualmente, in casa rossonera, con un futuro ancora nebuloso e senza alcun accenno di schiarita all’orizzonte: “E’ una situazione paradossale, soprattutto pensando a ciò che avevamo costruito con così tanta fatica – sbotta – Oltre al risultato conseguito, i tifosi rossoneri mi hanno regalato emozioni mai più riprovate. E se ricordo ancor meglio la festa fatta la sera del post-Foggia, mi si stringe il cuore dalla gioia e dalla nostalgia – racconta quasi commosso – Spero che quella gioia non resti confinata ed isolata, ma che presto possa sommarsi alle tante altre soddisfazioni che questa piazza merita.”

Domenico Pessolano, ForzaNocerina.it

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