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DA ZERO A DIECI: l’arbitro tifoso e l’incuria del San Francesco

Si ripopola il San Francesco per il battesimo casalingo del Città di Nocera che supera il Faiano con un gol di Marcucci all’alba dell’incontro. Ritorna anche la nostra rubrica…da zero a dieci.

ZERO a chi, sul finire del primo tempo, ha lanciato in campo dai distinti alcune bottigliette di plastica a mo’ di contestazione per decisioni arbitrali sgradite, costringendo anche il rientrante speaker Carmine Apicella a mettere in guardia sui rischi della reiterazione di tale comportamento. In tema di civiltà, oltre che affacciandosi ad un campionato in cui è forte lo specchio di trasferte vietate, causa stadi minuscoli e percorsi minati, di certe azioni se ne farebbe ampiamente a meno.

UNO il gol che ha consentito al Città di Nocera di superare il Faiano all’esordio in campionato, seppur in presenza di una produzione offensiva che avrebbe giustificato ben altro risultato. In partite del genere, onde evitare beffe sempre in agguato, sarebbe auspicabile una maggiore concretezza, come sottolineato anche da mister Esposito in sala stampa. Di buono restano una prestazione incoraggiante ed i tre punti, non poca roba.

DUE gli scarrabili per autocarri, utilizzati per la raccolta rifiuti dell’adiacente allo stadio mercato settimanale, posizionati nell’area antistante i gradoni della curva dello stadio San Francesco e diventati tre nel corso della settimana che ha condotto alla gara di ieri. Tutto ciò ha impedito l’apertura del settore ai tifosi di casa, dirottati nei distinti per l’occasione. Si spera che le due settimane che separano dalla prossima gara interna con il Sorrento dell’ex Dario Rocco siano sufficienti a liberare la zona.

TRE i centrocampisti centrali schierati inizialmente dal tecnico Pasquale Esposito nella giornata di ieri, tutti costantemente saltati dalla difesa rossonera con lanci lunghi per raggiungere le tre bocche da fuoco offensive Marcucci, Majella e Carotenuto, con quest’ultimo a vestirsi da regista offensivo. Il tutto a non premiare la buona volontà di Iuliano, Vitolo e Lettieri ed a lasciare la sensazione che un catalizzatore di gioco in mediana possa essere una necessità di una squadra pur già ottima così.

QUATTRO, in media, i secondi impiegati dall’evidentemente poco reattivo assistente di linea Giuseppe Fresa da Battipaglia, per alzare la bandierina nell’intento di segnalare uno dei circa sessanta fuorigioco ravvisati al Città di Nocera nel corso del primo tempo. La circostanza è da catalogare come segnale di emozione nell’andare in scena, probabilmente per la prima volta in carriera, al cospetto di un pubblico tanto numeroso.

CINQUE, al netto di una goffa deviazione in angolo che porterà al decisivo gol di Marcucci, le volte in cui l’estremo difensore del Faiano Marco Senatore sbarra la strada agli avanti del Città di Nocera a pochi passi dalla rete, rinverdendo l’ormai cinquantennale tradizione di portieri insuperabili solo al San Francesco. Malgrado ciò, la schiettezza mostrata in sala stampa nel dopo-gara, insieme a trascorsi nelle giovanili della Nocerina, gli vale la nostra stima.

SEI le reti segnate dal Sant’Agnello al malcapitato Valdiano nell’esordio dei costieri al Campo Italia. La questione, date le credenziali da avversario diretto per la vittoria finale riconosciute alla compagine allenata da Turi, veniva sottolineata dal pubblico nocerino, con contorno di fantozziano gol di Zoff su calcio d’angolo, con il tipico tono a metà tra il lamento e la saccenza del “ve l’avevo detto io” che solo la tribuna del San Francesco, evidentemente non appannata dall’anno e mezzo di vacanza forzata, sa regalare.

SETTE le decine di ex dirigenti a vario titolo della Nocerina che ieri hanno affollato la tribuna centrale dello stadio San Francesco, alcuni di loro organici anche al Città di Nocera. A loro, a noi e ai circa duemila tifosi presenti: bentornati a casa.

OTTO a chi, in preda ad improcrastinabili esigenze fisiologiche, ha avuto l’ardire di utilizzare i bagni della tribuna. Le vergognose condizioni igieniche a cui sono stati abbandonati negli ultimi tempi i servizi dello stadio cittadino non fanno onore ad un’amministrazione comunale la quale, se giustamente pretende il pagamento del ticket di utilizzo dello stadio, dovrebbe altrettanto puntualmente curarne la manutenzione ordinaria.

NOVE al sempre impeccabile abbigliamento sfoggiato al San Francesco dal direttore dell’area tecnica del Città di Nocera Peppe Prete anche nel corso della settimana che ha portato alla partita con il Faiano. Gessato con camicia bianca da cerimonia a santificare il giovedì da partitella con la Juniores, sbarazzino completo celeste pastello per la rifinitura del sabato e più istituzionale nero classico con cravatta d’ordinanza per la partita. Un tocco di classe e stile, unito alle riconosciute conoscenza ed esperienza calcistica, a formare un mix senz’altro utile nel corso del campionato.

DIECI a quel genio del crimine che risponde al nome di Roberto Russo di Salerno, arbitro della gara di ieri. Incurante del proprio ruolo istituzionale, e probabilmente confidando in un girone a prevalente composizione rionale, il suddetto sfoggiava con orgoglio, come immagine del personale profilo Facebook, una propria foto in ginocchio con alle spalle la festante curva dello stadio Arechi di Salerno. Il tutto anche dopo l’avvenuta designazione per Città di Nocera-Faiano. Nella serata di venerdì l’account veniva reso privato, e quindi non consultabile da tutti, ma ormai la frittata era fatta e la foto aveva già fatto il giro del web.

Salvatore Alfano, ForzaNocerina.it

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