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DA ZERO A DIECI: Russo tira fuori il coniglio dal cilindro, Cavallaro opaco

La Nocerina bagna l’esordio casalingo in campionato con un pareggio che lascia l’amaro in bocca per quanto visto in campo. Protagonista di un buon primo tempo, la squadra di Morgia tira i remi in barca nella ripresa subendo il ritorno dell’Igea Virtus…da zero a dieci.

ZERO le occasioni veramente pericolose create dalla Nocerina dopo aver subito la rete del definitivo 1-1. Colpita nel morale e in debito d’ossigeno già da qualche minuto, anche in considerazione di un modulo tattico che necessita dei massimi standard di forma da parte di tutti gli interpreti per essere applicato senza falle, la squadra di Morgia non riesce ad organizzare una reazione degna di nota, palesandosi dalle parti del portiere Ingrassia sono a cinque dal termine con un colpo di testa di Dieme, respinto in bello stile dall’estremo difensore che concede più di qualcosa agli scatti dei fotografi.

UNO come le volte in cui Giovanni Cavallaro riesce a saltare il proprio diretto avversario sull’out sinistro durante gli ottantuno minuti di permanenza in campo, nonostante i numerosi tentativi effettuati. Deputato per indole e palese supremazia tecnica a creare superiorità numerica a favore dei suoi compagni, il capitano rossonero vive un pomeriggio opaco, in cui non riesce a ergersi a protagonista. La condizione crescerà, consentendogli presumibilmente di turbare le domeniche dei teneri terzini under che settimanalmente si porranno lungo il suo cammino.

DUE i volti mostrati dalla Nocerina contro l’Igea. Armoniosa, ben messa in campo e sostanzialmente padrona del gioco nella prima frazione, chiusa in meritato vantaggio grazie all’eurogol di Russo, abulica e rinunciataria nella ripresa, anche a causa di un calo fisico tollerabile in questo periodo della stagione. L’Igea ne approfitta e, sorniona, conquista metri nella ripresa attendendo con fiducia l’occasione giusta per colpire, portando in Sicilia un punto utile ad allungare la striscia positiva di queste prime giornate.

TRE, abbondanti, le decine di metri che, al minuto ventidue della contesa, separano Nicola Russo dalla porta difesa dall’esperto portiere dell’Igea Virtus Ingrassia, allorquando l’attaccante rossonero riceve palla da Coppola, si gira e decide di scagliare una sassata di destro che va a morire poco sotto l’incrocio dei pali. E’ la rete che sblocca il match, la seconda in campionato per il guizzante esterno, riconvertito in punta centrale da Morgia in queste prime esibizioni stagionali causa condizione fisica non ancora ottimale dei centravanti di ruolo Liccardi e Dieme.

QUATTRO gli under che, come da regolamento del campionato di serie D, la Nocerina ha schierato domenica dall’inizio. I vari Mennella, preferito all’acciaccato Gomis tra i pali e sostanzialmente incolpevole nell’occasione del gol subito, Matino, Di Minico e Ragone mettono sul tavolo prestazioni tutto sommato accettabili. Considerate le abituali difficoltà nell’approntare un roster dignitoso di ragazzi in età di Lega, c’è da essere soddisfatti per ora. In attesa di conferme nelle prossime giornate.

CINQUE i calciatori della Nocerina presenti al limite dell’area piccola quando il numero quattro ospite Ferrante, poco oltre la metà di un secondo tempo giocato fino a quel momento su ritmi blandi, scodella in area rossonera un fallo laterale apparentemente innocuo. La palla capita sui piedi di Matino che non riesce a spazzare, servendo inopinatamente l’accorrente Tramonte che fa secco Mennella, scatenando l’euforia di tutta la panchina siciliana, riversatasi in campo al gran completo per festeggiare un pari insperato fino a quel momento.

SEI gli anni trascorsi da quando un giovane e più esile Massimiliano Marsili fungeva da prima alternativa alla collaudata cerniera di centrocampo Bruno-De Liguori in quel meraviglioso collettivo che era la Nocerina di Auteri vincente in Prima Divisione. Peculiarità rimasta impressa ai tifosi molossi: le bordate dalla distanza. Lui non si fa pregare e prova a rinverdire i ricordi un paio di volte nel primo tempo, purtroppo senza fortuna. Per il resto, mette a servizio dei compagni solidità ed esperienza. Sarà un punto di forza dello scacchiere di Morgia.

SETTE i drappi e/o striscioni esposti dai valorosi quaranta tifosi ospiti giunti dalla Sicilia per dar man forte alla squadra di Raffaele. Mostrando caparbietà simile a quella messa in campo dai propri beniamini, i sostenitori giallorossi si fanno sentire per tutta la gara, recitando al meglio la propria parte nella “nobile” cornice del San Francesco, al cospetto di una tifoseria di casa accorsa in buon numero alla prima in campionato tra le mura amiche e disposta ad accettare con sportività e comprensione l’inopinato pareggio.

OTTO i minuti che intercorrono tra la prima sostituzione operata dal tecnico della Nocerina Morgia e il pareggio firmato dal neo entrato tra le fila dell’Igea Virtus Tramonte. Con i rossoneri che in verità avevano abbassato il baricentro della propria manovra già dall’inizio del secondo tempo, l’allenatore romano ritiene di dover fornire maggior consistenza alla mediana inserendo Cecchi per Alvino. La mossa, a conti fatti, contribuisce ad alimentare l’animus pugnandi dell’Igea Virtus. La rete dell’uno a uno, nata da un errato disimpegno difensivo, suona come fatale conseguenza.

NOVE gli uomini che il tecnico dell’Igea Raffaele dispone dietro la linea della palla, almeno nel primo tempo e prima che l’abbassamento del baricentro rossonero fornisca nuova linfa ai siciliani. Una circostanza che destina la prima punta Kacorri, diciannovenne italo albanese dall’andatura visibilmente dinoccolata, ad un pomeriggio di sostanziale solitudine. Unico spunto al quarto d’ora quando, a seguito di un’azione in contropiede, può calciare a rete schiacciando la sfera in terra prima di incontrare una deviazione di Matino utile ad esaltare i riflessi di Mennella.

DIECI le stagioni trascorse dall’ultima volta in cui Nocerina e Igea Virtus si erano trovate a disputare lo stesso torneo, l’allora campionato di serie C2 2006-07. I molossi, al termine di quella stagione, retrocessero in serie D, prima di attraversare un decennio fatto di picchi inimmaginabili e rovinose cadute, come da ricorrente storia rossonera. Destino ancor più inglorioso per l’Igea, ripartita dalla Prima Categoria prima di riaffacciarsi tra i dilettanti nazionali nella scorsa stagione, con propositi bellicosi rinnovati anche per questa stagione.

Salvatore Alfano, ForzaNocerina.it

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