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DA ZERO A DIECI, spogliatoi sporchi e palloni sgonfi

ZERO Come voto, a chiunque abbia lasciato in quello stato lo spogliatoio del Bari. Sia che sia stato, come dicono i gestori dello stadio di Angri e gli uomini dello staff della società rossonera, qualcuno riferibile alla società barese… Sia che sia stato, come dicono dalla Puglia, qualcuno della squadra di casa. Nell’uno o nell’altro caso, un pessimo spot per il calcio. Soprattutto perché si parla di una società da categoria superiore e un’altra da categoria molto superiore. Talvolta, però, certe sconfitte bruciano e fanno saltare i nervi… e i cestini dell’immondizia.

UNO Il gol che è bastato alla Nocerina per vendicare lo schiaffo subito all’andata. Al cospetto della società più blasonata del girone, la squadra rossonera ha disputato un grande match di umiltà, corsa, grinta e abnegazione. Una risposta importante alle critiche sull’attaccamento alla maglia piovute addosso ai calciatori dopo alcune prestazioni non proprio brillanti. Uno è anche il gol che, nella gara di andata, è bastato al Messina per sbancare il San Francesco. Chissà che i molossi non riescano a togliersi un altro sassolino dalla scarpa.

DUE Le gare di Chiancone da titolare della panchina rossonera, anche se una vissuta da squalificato. Due gare, sei punti! Le vittorie di Castelluccio Inferiore sul Rotonda e di Angri sul Bari hanno dato un impulso decisivo alla classifica rossonera, che, in caso di passi falsi sarebbe diventata pericolosamente traballante. Anzi, la Nocerina vede la zona Play off distante un solo punto. Con un piccolo sforzo, questa squadra fatta di operai potrebbe eguagliare il risultato sportivo raggiunto dalla compagine dell’anno scorso.

TRE Ai tifosi rossoneri che stanno disertando gli stadi (non solo il Novi, anche il San Francesco). Il cuore molosso si vede quando si soffre, non quando si vince! Molti, magari, aspettano categorie migliori… Speriamo per loro – eccome se lo speriamo – che i “vecchi tempi” tornino presto (molto presto), ma quando le cose vanno bene è facile mettere le bandiere sui balconi e dipingere le bacheche di rossonero. Tuttavia, è quando c’è più silenzio che il cuore rossonero si sente battere di più. Complimenti, invece, a chi c’era, c’è e ci sarà. Dai bambini piccoli agli ultras adulti. Perché, la Nocerina non è una moda.

QUATTRO Gli ammoniti in casa rossonera, nell’ordine: Cardone, De Feo, Giorgio e Ruggiero. Score pesante – specie per Cardone e Ruggiero, che saranno costretti a saltare la gara di Messina – in fatto di cartellini e frutto di un arbitraggio apparso condizionato dal diverso peso delle maglie indossate dai giocatori. Seppure le decisioni del signor Dallapiccola di Trento non hanno influenzato il corso della gara, ne hanno di sicuro influenzato l’andamento. Le situazione dubbie si sbrogliavano, alla fine, sempre in favore degli ospiti.

CINQUE Alle parole del mister e del club manager della Bari. Appellarsi alle perdite di tempo per spiegare la “non restituzione” di una palla alla squadra rossonera, è un modo poco elegante per giustificare una sconfitta. Per non parlare dei “palloni sgonfi”… verifica che, tra l’altro, spetta al direttore di gara. La capolista si è presentata ad Angri forte di una proprietà di palleggio invidiabile, una parterre di calciatori invidiabile e  qualità tecniche invidiabili. Poco altro. Feola non è stato mai impensierito seriamente, questo la dice lunga sulla gara dei galletti. Meditasse sulla prestazione dei suoi, Cornacchini, invece di recriminare per quella degli altri.

SEI Le volte di Massimo Scarpa nella Nocerina. L’ex attaccante, di gol di gol, ha vestito la maglia della Nocerina tra gli Allievi, la Berretti, in C1, in Promozione e in D. Ieri, ha esordito in panchina in veste di dirigente. Quella panchina che non gli toccava praticamente mai quando giocava. Ha incitato la squadra, consigliato il mister e rincuorato i compagni, con quella voglia che gli si leggeva negli occhi di svestirsi, entrare in campo e giocare di nuovo.

SETTE Tra primo e secondo tempo, i minuti di recupero di una gara che, specie nella ripresa, non voleva finire mai. Tra gli spalti si vociferava che l’arbitro volesse giocare almeno fino a mercoledì (giovedì, contando il recupero). Qualcuno aveva anche cominciato a chiamare a casa o al lavoro dicendo che avrebbe fatto tardi. Invece, inaspettatamente, dopo soli cinque minuti e un po’, Dallapiccola di Trento ha fischiato la fine scatenando la giustificata gioia rossonera.

OTTO Alla prestazione della squadra rossonera. Cardone su tutti, per diritto di rete, ma senza sminuire quella dei suoi compagni, in campo, in panchina e in tribuna. Un gruppo fatto di operai seri, umili e attaccati alla maglia, che stanno facendo di tutto per onorarla al meglio. Peregrinando tra campi di allenamento e di gioco, facendo buon viso a cattivo gioco, i calciatori rossoneri hanno messo in campo grinta, determinazione e cattiveria agonistica, come veri molossi.

NOVE I punti tra la Nocerina e i Play out. La salvezza non è ancora matematica, ma è praticamente a un passo. Un bel traguardo raggiungere, e superare, “quota 42” a quattro giornate dalla fine. Alzi la mano chi ci avrebbe creduto ad agosto, quando l’erba alta del San Francesco non lasciava scorgere alcun tipo di orizzonte alla squadra rossonera. Eppure, la caparbietà di Bruno Iovino, di Gerardo Viscido, di Roberto Chiancone, di Felicio Ferraro, e a un gruppo di tifosi che si sono messi a fare i dirigenti, ha dato il via a una stagione meno “fallimentare” del previsto. L’arrivo dell’avvocato Maiorino ha consolidato il gruppo che si è conquistato una insperata salvezza con le proprie forze. Grazie, sinceramente, a tutti voi!

DIECI Ai tesserati della società rossonera che, con molta eleganza, hanno deciso di non rispondere che sul campo alle sterili polemiche di chi, forte di disponibilità economiche praticamente illimitate per la categoria, pensa che tutto gli sia da concedere di diritto. Purtroppo, lo stile non si compra!

Salvatore Alfano, ForzaNocerina.it

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