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UNA STORIA FA, quando la Nocerina avrebbe dovuto rifarsi a Policoro

La Nocerina edizione 1967-1968 si presentò ai nastri di partenza della Serie D con una compagine societaria rinnovata e ambiziosa. Il neo presidente Gerardo Esposito allestì una squadra importante affidandosi a un tecnico navigato come Elia Greco. I molossi partirono bene superando l’Ischia a Nocera e la Juve Stabia a Castellammare. Successivamente, il pari esterno contro la Sessana fece da preludio alla sconfitta interna contro il Matera.
Posso solo immaginare i mugugni dell’ambiente nocerino, in quel momento. Sconforto che, molto probabilmente, aveva invaso anche lo spogliatoio rossonero.
Tuttavia, il calendario sembrava favorevole ai molossi. L’occasione del riscatto era là, servita su un piatto d’argento. Nella gara successiva, la Nocerina doveva recarsi in Basilicata, a far visita a una neopromossa senza particolari ambizioni di salvezza. Così, per confortare i compagni, una voce si levò chiara e squillante: “Ci rifaremo a Policoro!”.
Quel grido di rivalsa arrivò ai cronisti dell’epoca che la riportarono sui giornali.
Sette giorni dopo, la squadra di Nocera rimediò una sconfitta per due reti a zero.
Fu così che quella breve frase acquisì la dignità di proverbio.

A distanza di oltre cinquant’anni da quei giorni, aleggia ancora un piccolo giallo rispetto a quella frase: chi la pronunciò? Secondo alcuni fu il mister Elia Greco. Secondo dei testimoni oculari, fu l’ala Raimondi che tentò di iniettare ottimismo tra i compagni.
Indipendentemente da chi ne fu l’autore, quel motto si utilizza ancora, non solo nella nostra città, per indicare un atto di spavalderia gratuito e dall’esito tutt’altro che scontato. Chi non l’ha mai pronunciata facendola seguire da un bel sorriso?

A dire il vero, un piccolo parallelo mi riporta alla stagione di Serie C2 2002-2003. Dopo due retrocessioni dalla C1 (intervallate da un ripescaggio), la Nocerina di Mario Gambardella si era affacciata al campionato con propositi di rivalsa. In panchina era stato chiamato Eziolino Capuano e in campo c’erano giocatori di spessore assoluto. I molossi partirono superando in casa, nella seconda giornata, l’Acireale (la prima di campionato, a Olbia, fu rimandata). Il 15 settembre 2002, il calendario portò i rossoneri a Pozzuoli. Nonostante il surplus di attaccanti che condirono il finale di gara, la Nocerina non andò oltre lo 0-0. Al termine dell’incontro, un Capuano visibilmente alterato dichiarò ai cronisti: “Molte squadre lasceranno punti su questo campo!”. Da quel momento, i flegrei le persero praticamente tutte. Alla fine della stagione la loro classifica contava solo 6 punti (ma tutti conquistati in casa).

Per dovere di cronaca, devo affermare che la Nocerina si rifece davvero a Policoro, nel 1971 quando i rossoneri si imposero, finalmente, in Basilicata per due reti a zero riscattando, parzialmente, una figuraccia diventata proverbiale.

Francesco Belsito, ForzaNocerina.it

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