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SPECIALE “UNA STORIA FA”: 110!

«Cinquanta anni or sono Nocera non aveva il commercio, le industrie, il movimento, il benessere che oggi ne fanno una delle città più fiorenti della vecchia Campania. Nocera, di quei tempi, vivea esclusivamente degli utili che ricavava dal grosso presidio, mantenutovi dal Borbone, e che variava dai sei agli ottomila soldati. I campi feraci producevano, sì; ma le derrate si consumavano in città o servivano i paesi vicini, e quindi fruttavano pochissimo. La fabbricazione delle paste lunghe, che oggi è fonte di opulenza e di ricchezza, allora bastava appena al consumo locale».

All’alba del primo decennio del Novecento Gennaro Orlando diede alle stampe, presso lo “Stabilimento grafico industriale Landolfi e C.”, il volumetto “Ricordi nocerini, settembre 1860”.
Per essere più precisi, il libricino fu stampato nel 1910. Una data cementata nel cuore di tutti gli appassionati tifosi rossoneri.
Le parole dell’Orlando descrivono una Nocera vivace, ricca, industriale. Nella quale fioriva il commercio. Non solo, grazie alla stazione nella quale fermavano tutti i treni, la nostra città era una tappa obbligata per chi, da Napoli, si spostava via terra verso il meridione.
La Nocera di centodieci anni fa era profondamente diversa rispetto alla città di oggi. Tante delle strade che consideriamo principali, neanche erano state pensate.
Di contrasto, chi avesse voluto farsi una camminata per il corso in una giornata di pioggia, avrebbe potuto farlo senza bagnarsi, passeggiando sotto la doppia fila di portici che contornava quella strada elegante. Sì, anche Nocera aveva il doppio porticato, come Cava. Purtroppo, dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Venti del Novecento, questi portici andarono scomparendo perché i proprietari dei palazzi dovevano allargare i magazzini…

Nel 1911, lo “Stabilimento grafico industriale Landolfi e C.” diede alle stampe un altro libricino. Non c’era un vero autore, ma il titolo sulla prima pagina riportava queste parole: “Associazione Giovanile Nocerina. Statuto Sociale”. All’interno, il testo, cominciava così:

«Si è costituita il 1. Febbraio 1910 da un gruppo di giovani nocerini un’associazione chiamata ASSOCIAZIONE GIOVANILE NOCERINA».

Seguivano l’ordinamento e gli scopi di quell’associazione. I soci fondatori furono: Manlio Spera, Salvatore Buonocore, Gabriele Sellitti, Giuseppe Belsito, Umberto Landolfi, Oreste Gabola, Salvatore Gabola. Naturalmente, Carlo Cattapani, che fu eletto primo presidente dell’associazione.
La Nocerina nacque per «incoraggiare e coordinare le energie individuali dei suoi soci per lo sviluppo fisico e intellettuale di essi», promuovendo «la produzione di drammi, commedie e farse… conferenze e dibattiti su argomenti da scegliersi… esercizi fisici quali passeggiate ginnastiche, esercizi militari, gare podistiche e ogni altro genere di sport».

E, senza girarci ulteriormente intorno, sappiamo tutti com’è andata a finire…
Cari tifosi rossoneri, cari amici molossi, ogni anno il 1° febbraio rimarrà un giorno speciale per tutti noi, un giorno in cui scambiarci gli auguri come a Pasqua e a Natale. Perché la Nocerina, per tanti di noi, è una fede. Allora auguri, amici molossi, auguri rossoneri. E “ad maiora”, Nocerina nostra.

Francesco Belsito, ForzaNocerina.it

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