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CALCIO E CRISI, coinvolta anche la Nocerina?

Ripartenza sì, ripartenza no. Playoff, o scudetto a tavolino. Anzi, no: si gioca! Ma solo dopo l’ennesimo decreto. Partite solo al Sud, in campo neutro… oppure no, tutti nel proprio stadio. Unica certezza: le porte chiuse. Il calcio italiano, come del resto quello mondiale, è completamente ammantato da un alone di incertezza. Incertezza, perché brancola nel buio: decisioni ufficiali non ce ne sono ancora, ma neppure uno spunto concreto per poter immaginare una ripartenza con una visione univoca e con un punto di vista che possa mettere d’accordo tutti.

PREMESSA La situazione è oggettivamente molto difficile. Lo è dal punto di vista sanitario, con questa maledetta lotta a un virus che ha flagellato il mondo e che, ancora oggi, in Italia, conta circa cinquecento decessi al giorno. Una lotta silenziosa, in cui gran parte delle attività di questo Paese sono completamente bloccate.
Come potrebbe il calcio non risentirne? Molto probabilmente, a questo una soluzione non c’è. Ma emerge una spaccatura che esiste da sempre. Da una parte ci sono i professionisti. Uno stipendio di tutto rispetto, ma soprattutto concrete garanzie economiche. Per loro si prospetta la decisione di tagliarsi una parte dell’ingaggio, o rimanere così. Ma ci sono migliaia di calciatori che questo privilegio proprio non possono permetterselo.

C’È CALCIO E CALCIO Parliamo dei dilettanti, ma anche dei “meno professionisti”, di diversi atleti di Lega Pro e qualcuno anche di Serie B, ai quali, molto spesso, non viene offerta alcuna certezza. Lo stipendio arriverà a fine mese? Chissà. In molti casi, piuttosto, siamo anche in ritardo di alcune mensilità, quando le condizioni avrebbero dovuto essere “normali” e, invece, già allora i presidenti di mezza Italia facevano fatica a corrispondere quanto dovuto.
Tante società sono in sofferenza economica: far fronte agli impegni, con due mesi circa di partite giocate in meno, significa pagare ai calciatori le stesse cifre, senza neanche il supporto degli incassi del botteghino.

I MOLOSSI E LA CRISI Una situazione difficile che, tuttavia, non dovrebbe in alcun modo intaccare la situazione della Nocerina. Stando alle dichiarazioni del patron, la società rossonera sembrerebbe essere una delle più sane del campionato di Serie D. La compagine di Paolo Maiorino, che più volte ha dichiarato, nel corso dell’anno, di aver pagato gli stipendi con regolarità, non dovrebbe incontrare queste difficoltà.
Eppure, sui social network si rumoreggia: sono diversi i tifosi che hanno espresso il proprio malcontento. A ciò si aggiunge un commento del difensore rossonero Antonio Calvanese a un post del fantasista Lorenzo Liurni. Mentre il numero 10 lodava il Monterosi Calcio e la sua società per la serietà dimostrata in questo periodo particolare, Calvanese rispondeva ironicamente: “C’è gente che deve pagare ancora gennaio e febbraio e ha detto che vuole portare la squadra in C, pensa te…”. Un commento riferito alla situazione rossonera? La speranza, ovviamente, è che non sia così.

Vincenzo Ciancio, ForzaNocerina.it

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