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L’enorme cuore dei nocerini: il banco della Nocerinità va a gonfie vele

È tarda sera, termina un’altra giornata. Tutta all’insegna della solidarietà, piena di amore verso il prossimo. È il momento in cui la Nocera che non molla, che affronta l’emergenza, si asciuga il sudore dalla fronte, dopo aver dimostrato, ancora una volta, tutto il suo cuore. Lo sta facendo attraverso una meravigliosa iniziativa, il raggio di sole più bello, tra le fitte tenebre dell’emergenza che stiamo vivendo, che mette ancora una volta in evidenza la grandissima capacità che hanno i nocerini di combattere le difficoltà, con orgoglio e senso di appartenenza.

Giuseppe Buonocore, presidente della Protezione Civile “Club Universo”, è stato impegnato, sin dal mattino, fino a tarda sera, come tutti i volontari, gli ultras, gli imprenditori e i cittadini coinvolti, a gestire le mille sfaccettature della macchina della solidarietà del Banco della Nocerinità, una raccolta alimentare messa in piedi dal cuore pulsante del tifo della Nocerina, la Curva Sud Nuvkrinum, e dalla sua associazione.

Le sue parole sono una testimonianza tangibile del fatto che Nocera c’è, e sta rispondendo in maniera convinta, concreta, emozionata: “Questa città dimostra ancora una volta di avere un gran cuore. Il popolo nocerino, quando è chiamato a dare una mano ai cittadini in difficoltà, dimostra tutto il suo spessore. Personalmente l’avevo già visto in una raccolta fondi degli anni passati, a favore della ricerca oncologica con la Fondazione Veronesi”.

L’iniziativa è stata ideata dalla Curva Sud Nuvkrinum, che ogni anno gestisce la raccolta fondi per la Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale “Umberto I”: “Ecco, in quell’occasione c’è stato un risultato che non riesco neppure a quantificare: gli ultras hanno raccolto una cifra inimmaginabile, non mi sarei mai aspettato una cosa del genere. Mai avrei creduto che ci fossero persone con un cuore così grande. Durante la conta dei salvadanai arrivavano ancora cittadini, imprenditori, professionisti, per dare il loro contributo, o per portare i fondi raccolti con i loro amici. Per me è un motivo di orgoglio”.

Come è nata l’idea del Banco della Nocerinità? “Mi hanno chiamato i ragazzi della curva: è partito da loro che, nonostante qualche notizia che circola, vanno giudicati sui fatti concreti. Gli ultras di Nocera si sono attivati fin dal primo giorno. Hanno coinvolto imprenditori e realtà importanti. Gli stessi gruppi della curva hanno fatto donazioni, di grande importanza. Hanno un cuore d’oro e lo hanno dimostrato più di una volta. Mi hanno detto che c’era bisogno di fare subito una raccolta di generi alimentari per aiutare famiglie che già prima erano in stato di disagio e ora sono ancora più in difficoltà. Ma anche per famiglie che non erano abituate a vivere una situazione del genere, e che non sanno come vivere. Gente che dalla mattina alla sera ha scoperto che non deve più lavorare”.

Curva Sud e Protezione Civile insieme, dunque, in un’unica squadra: “Oggi a loro sostegno forse ci siamo solo noi, e il Comune, che ringraziamo tanto, anche perché ci ha dato campo libero. Per dimostrare la nostra trasparenza e il nostro modo di fare stiamo inventariando tutto ciò che ci stanno donando; i servizi sociali ci diranno come smistare le risorse. Questo per evitare qualsiasi forma di sciacallaggio. Dobbiamo stare vicino a queste famiglie. I nostri volontari stanno facendo di tutto per essere a disposizione del Comune”.

La macchina della solidarietà, come sempre, si compone di tanti fondamentali ingranaggi: “Grazie ai tifosi che stanno dimostrando che hanno un grandissimo cuore, e ai cittadini, che stanno facendo forse la parte più importante. Ogni singolo cittadino che sta donando un pacco di pasta, una scatola di legumi, sta dando una grossa mano a chi in questo momento storico molto difficile vive un disagio doppio. Grazie agli imprenditori per la responsabilità che mi hanno dato chiamandomi. È gente che produce tutt’altro che alimentare, che mi ha chiesto cosa sarebbe potuto servire, e me lo ha procurato in pochissimo tempo. Ringrazio i volontari che si stanno impegnando in tutto”.

Un pensiero, infine, ai grandi eroi nelle corsie degli ospedali di tutta Italia: “Stanno rischiando la vita più di noi e stanno lavorando per salvare la nostra. Tornano a casa, dopo aver fatto due turni in uno, e probabilmente stanno anche lontano dai loro familiari, dai loro figli, per paura di un eventuale contagio. Molto spesso ci definiscono un Paese opportunista, in altre parti del mondo si sarebbero aspettati una reazione di questo tipo. Stiamo dando una risposta meravigliosa, dimostrando che essere italiani non è poi così brutto”.

Già, dovremmo essere orgogliosi di appartenere a questo grande Paese, ma soprattutto, dovremmo sfoggiare, fieri, la nostra nocerinità. Tutti i giorni, non solo allo stadio. Come, d’altronde, fanno questi meravigliosi volontari. Come fanno i ragazzi della Curva Sud, che dimostrano ogni giorno quanto si sbagliano a definirli la ‘parte marcia’ del calcio. Come fanno i nocerini veri, quelli innamorati della propria città, e di chi la vive ogni giorno. Molossi. Nella vita.

Marco Stile, ForzaNocerina.it

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