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Caos ripartenze, Sibilia: “Protocollo impossibile, non vediamo possibilità di ripartire”

Anche con la concessione nelle ultime ore di poter effettuare allenamenti individuali all’interno dei centri sportivi, mantenendo tutte le norme di protezione personale e distanziamento sociale, la ripresa del calcio pare sembra più lontana. Se la serie principe del calcio italiano desta ancora qualche speranza, per le categorie inferiori, in particolare per i dilettanti, oramai è quasi certo lo stop definitivo.

SIBILIA. Negli ultimi giorni sono state numerose le riunioni, tenutesi rigorosamente online, tra gli esponenti della Lega Nazionale Dilettanti. Ciò che è emerso è una impossibilità di ripartire anche in base al protocollo medico stabilito per una possibile ripartenza: “E’ veramente difficile – esordisce presidente Cosimo Sibilia ai colleghi del Quotidiano del Sud  – il protocollo medico è difficile in serie A, da noi è veramente impossibile da attuare. Prima di tutto la salute, è sempre più difficile ripartire. In gioco c’è la vita di tante società, serve un aiuto concreto da parte del Governo. Studi da noi commissionati stimano una potenziale perdita del 30 % delle società, essenzialmente per scomparsa di sponsorizzazioni. Noi siamo la base del calcio, gran parte dei giocatori professionistici si formano nei vivai delle nostre società. A oggi dal nostro punto di vista non vediamo possibilità, ma proveremo fino alla fine.”

IOVINO. Questa situazione però potrebbe essere sfruttata per attuare quella riforma dei campionati tanto auspicata da più correnti. Una di queste fa capo all’ex direttore generale della Nocerina, Bruno Iovino, che nelle ultime ore ha lanciato una importante possibilità di riforma, spiegata nei dettagli sempre al Quotidiano del Sud: ” E’ importante capire innanzitutto, che il calcio cosi come è formulato non regge. La presenza di cento squadre professionistiche è possibile solo nel nostro sistema, basta pensare che sono quasi il doppio di nazioni come Spagna, Francia e Germania. Sarebbe fondamentale creare il semiprofessionismo, ovvero una sorta di cuscinetto tra la C e la D e lo stesso campionato interregionale. Ciò gestito dalla Lega Nazionale Dilettanti ed organizzato in tre raggruppamenti ovvero nord, centro, sud. Inoltre sarebbe obbligatorio cambiare la tassazione. Prima capiamo che questo sistema non regge e meglio sarà per tutte le componenti”.

ASSOCALCIATORI . Chi svolge un ruolo fondamentale nella ripartenza, anche se spesso messi in secondo piano, sono i protagonisti in campo. Nelle ultime ore l’Associazione Italiana Calciatori, guidata dal presidente Damiano Tommasi, ha diramato un comunicato sulla situazione di calciatori e calciatrici dilettanti: “L’attuale situazione di crisi sanitaria e la conseguente difficoltà economica che ne sta scaturendo è sotto i nostri occhi e tutti i soggetti che compongono il mondo sportivo la stanno subendo.Proprio per questo non si comprende per quale motivo tale situazione sia ricaduta immediatamente ed esclusivamente sulla posizione dei calciatori.Si è infatti pensato, ingiustificatamente ed illegittimamente, di sacrificare in primis gli atleti dilettanti, uomini e donne.Sono state tagliate arbitrariamente le mensilità e, in alcune situazioni, i giocatori/giocatrici sono stati invitati a liberare gli appartamenti messi loro a disposizione, senza pensare che molto spesso l’attività sportiva dilettantistica serve al sostentamento di intere famiglie.Per questo la situazione è inaccettabile e necessita di un intervento deciso e sostanziale da parte di tutte le componenti, visto che oggi stiamo lottando insieme per ottenere il medesimo risultato.L’Assocalciatori, da parte sua, farà in modo che tutte le componenti federali partecipino al fondo solidaristico, già deliberato dal consiglio direttivo AIC a marzo, affinché si possa garantire la sussistenza dei calciatori/calciatrici e la sopravvivenza economica delle loro famiglie. Nel contempo, l’AIC ringrazia il Governo e il Ministro Spadafora per l’aiuto, sotto forma di indennità, elargito per il mese di marzo che è stato assolutamente importante. Si auspica che tutti i calciatori e le calciatrici ricevano l’indennità prevista per il mese di marzo e che, come promesso dalle Autorità, il contributo possa essere riproposto per il mese di aprile.La situazione è assolutamente grave, i giocatori/giocatrici rischiano di non percepire alcun importo da marzo a settembre/ottobre e chi pensa di poter “risparmiare” sui calciatori e le calciatrici dilettanti, non comprende appieno la situazione sportiva, economica e soprattutto sociale di questi ragazzi e ragazze”.

Francesco Federico De Filippis, Forza Nocerina.it

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